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Domenica, 20 Maggio 2018 18:49

Cannes 71. La relatività dei premi

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CANNES (nostro inviato) -  Il festival di Cannes è finito, le palme sono state assegnate. Gli autori che si affacciano alla ribalta identificati. Un festival è sempre un momento importante, per chi lo interpreta e per chi vi assiste. Attraverso un profluvio d’immagini cinematografiche si tocca il polso del mondo: vero master di sociologia, anche quando si guardano film fantastici, forse anche meglio. 

Non tutte le opere che arrivano a un festival sono belle, di alcune ci si chiede persino come sia stato possibile accettarle in concorso. Il che significa molte cose: che la creatività al mondo è rara e bisogna fare il fuoco con la legna che c’è; che nella scelta conta molto il fallace giudizio degli addetti ai lavori che spesso peccano di eccessivo intellettualismo finendo, a torto, per farlo prevalere sulle emozioni e intuizioni; che un film può non essere in concorso per motivi che esulano dal suo valore artistico: nel caso di Sorrentino con “Loro 1 e 2”, come non dubitare che sia stato respinto perché scomodo?

Senza dilungarci sulla non assegnazione quest’anno del Nobel per la letteratura a causa dello scandalo molestie sessuali che ha colpito il fotografo Jean - Claude Arnault, marito di un membro dell'Accademia svedese, accusato anche dalla principessa Vittoria; sicuramente un premio risente della relatività del momento, dell’opportunità, della moda e tantissimo del valore di chi è chiamato a giudicare.

 Il vero, inossidabile, riconoscimento è quello che concede il tempo,  aprendo le porte olimpiche della storia e, a tal proposito, se dovessimo elencare tutti i bellissimi film che nei concorsi paludati non hanno vinto niente, non la smetteremmo più. Per il momento gli addetti ai lavori hanno insignito questi, al pubblico e ai posteri l’ardua sentenza.

Palma d’oro

MANBIKI KAZOKU(Shoplifters) by KORE-EDA Hirokazu

Gran Premio

BLACKKKLANSMAN (Black Klansman) by Spike LEE

Premio della giuria

CAPHARNAÜM by Nadine LABAKI

Miglior attore

Marcello FONTE in DOGMAN by Matteo GARRONE

Miglior regista

ZIMNA WOJNA (Cold War) by Pawel PAWLIKOWSKI

Miglior sceneggiatura ex aequo

Alice ROHRWACHER
for LAZZARO FELICE (Happy as Lazzaro)

Jafar PANAHI
for SE ROKH (3 Faces)

Miglior attrice

Samal YESLYAMOVA in AYKA by Sergey DVORTSEVOY

Palma d’oro speciale

LE LIVRE D’IMAGE (The Image book) by Jean-Luc GODARD

Films corti

Palma d’oro

ALL THESE CREATURES 
by Charles WILLIAMS

Menzione special della giuria

YAN BIAN SHAO NIAN(On the order) 
by WEI Shujun

Camera d’oro

GIRL by Lukas DHONT
presented at UN CERTAIN REGARD

SELEZIONE DELLA CINEFONDTATION

PRIMO PREMIO

EL VERANO DEL LEÓN ELÉCTRICO (The Summer of the Electric Lion) directed by Diego CÉSPEDES
Universidad de Chile - ICEI, Chile

SECONDO PREMIO

KALENDAR (Calendar) directed by Igor POPLAUHIN
Moscow School of New Cinema, Russia

DONG WU XIONG MENG (The Storms in Our Blood) directed by SHEN Di
Shanghai Theater Academy, China

TERZO PREMIO

INANIMATE directed by Lucia BULGHERONI
NFTS, United Kingdom

Valore dei riconoscimenti

La Cinéfondation stanzia €15,000 per il primo premio €11,250 per il secondo e €7,500 per il terzo.
Al vincitore del primo premio è anche garantita la presentazione della sua opera prima al Festival de Cannes.

Proiezioni a Parigi

I films vincitori vengono proiettati al Cinéma du Panthéon il 22 maggio alle 18.00

Parte della selezione è anche riproposta alla
 Cinémathèque Française l’11 giugno alle 21.00

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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