Festa cinema Roma

“Antigone” della regista canadese Sophie Deraspe è un libero adattamento in chiave contemporanea della tragedia di Sofocle, rappresentata ad Atene per la prima volta nel 442 A.C. Il film ha vinto il Toronto Film Festival come miglior film canadese ed è stato selezionato  per concorrere agli Oscar 2020.  

Luchino Visconti diresse questo film, il suo penultimo, nel 1974, l’anno dopo aver girato Ludwig e due anni  prima di chiudere la sua produzione con  L’innocente:  sarebbe morto nel 1976. La Festa del Cinema di Roma rende omaggio al grande regista riproponendo uno dei suoi migliori film in un’accurata versione restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. 

ROMA – “Deux”, ovvero Due, racconta l’amore di una coppia di donne mature che hanno avuto una relazione ventennale. 

 “Metello” è un piccolo, elegante film  che rievoca con gusto un’epoca lontana: le lotte politiche e sindacali fra anarchici e socialisti a cavallo fra Otto e Novecento. Lo ha diretto nel 1970 Mauro Bolognini, regista raffinato che ha trovato in Piero Tosi il costumista modello per la ricostruzione di atmosfere e garbate suggestioni nella Firenze umbertina. 

ROMA - E’ stato presentato in preapertura alla Festa del Cinema di Roma Gli anni amari, film di Andrea Adriatico sulla vita di Mario Mieli, attivista gay vissuto negli anni ’70. Insieme al direttore artistico Antonio Monda – che ha lodato il regista per l’equilibrio con il quale ha diretto un film che avrebbe altrimenti potuto essere “pericoloso” – sono sfilati, tra gli altri, i protagonisti Nicola Di Benedetto, Sandra Ceccarelli, Antonio Catania, Tobia De Angelis, Lorenzo Balducci, Giovanni Cordì, Francesco Martino e Davide Merlini

ROMA – Dal 17 al 27 ottobre si rinnova per la 14esima volta la Festa del Cinema di Roma che quest’anno coinvolgerà, oltre all’Auditorium Parco della Musica cuore dell’evento, l'intera città: dal MAXXI al Teatro Palladium, alla Casa del Cinema, Casa del Jazz, al MACRO, al carcere di Rebibbia, al policlinico Gemelli, sui Ponti e lungo il Tevere, il Foro Italico e l’Isola Tiberina. 

ROMA – L’impressionante documentario sulla mafia in due parti – la prima titola “Il potere e il sangue”, la seconda “la caduta” – di Mosco Levi Boucault, ha obbligato il regista ungherese a vivere sotto copertura. Ciò basti alla comprensione di una follia che basa il suo valore sulla violenza. 

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