Sabato, 25 Ottobre 2014 10:22

Il Festival del Cinema di Roma riflette sul razzismo con Kevin Costner

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L”Italia  in concorso con Biagio di Pasquale  Scimeca  

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli.”
Martin Luther King 

ROMA - Ci tornano in mente le parole di Martin Luther King  al Festival del Cinema di Roma durante l’incontro con il celebre attore Kevin Costner. “Il razzismo è ancora un grande problema in America”. “ Stiamo pagando il prezzo di aver costruito una nazione sul sangue degli schiavi importati dall’Africa” ha affermato Kevin Costner. L’argomento è così delicato e non posso pretendere di avere delle risposte. La bellezza del mondo è sempre rappresentata dalle differenze che esistono e alcune delle cose più belle che mi sono capitate nella vita, mi sono capitate con persone con cui non ho neppure la lingua in comune”. Il celebre attore di “ Balla coi lupi” ha accompagnato a Roma il film Black and White di cui è protagonista e produttore.  Kevin Costner interpreta un avvocato alle prese con la morte improvvisa della moglie. Ad aggravare il lutto è la presenza della nipotina di 7 anni, orfana della mamma (sua figlia) morta di parto e abbandonata dal padre afroamericano, drogato e spacciatore. La scomparsa della moglie, che alla nipote faceva anche da madre, lo fa precipitare in un vortice critico e nell’alcolismo: nel film parla della difficile convivenza tra bianchi e neri nella società e anche nella stessa famiglia.  “Come si può risolvere?” ha continuato “Io non sono così intelligente, e ho cercato di affrontarlo realizzando un film che non parla della storia o del passato, ma di quello che succede oggi, che forse potrebbe aiutarci nella discussione. C’è un discorso nel film che può dare l’opportunità di dare una risposta a questa domanda. Io e mia moglie ci abbiamo messo i nostri soldi per farlo, perché i grandi studios non lo vedevano come un film che potesse incassare grandi cifre. Io invece credo che possa avere molte possibilità. Pur parlando di un tema così importante, si ride tanto e c’è umorismo. Questo è importante perché niente è profonda sofferenza se c’è comunque un sorriso”. Il pregiudizio sul colore della pelle può assimilarsi a quello sulla bellezza di una persona: se a una festa vediamo una persona non attraente seduta in un angolo da sola pensiamo sia timida, se la  donna è invece attraente pensiaamo sia snob. Io sono stato considerato un uomo attraente e di conseguenza poco intelligente. Certo, poco intelligente lo sono, ma non a causa del mio aspetto fisico. Ci basiamo tutti troppo sulle impressioni immediate evitando il passo successivo, ovvero quello dell’approccio reale, approfondito di chi ci sta attorno.  “ Mia moglie ad es. mi ha attratto per la sua bellezza fisica ma mi sono innamorato della persona con la quale ho parlato”.Forse vi farà piacere sapere che nella mia vita mi sono sempre impegnato, noncurante della bellezza fisica, e tuttora mi sforzo ogni giorno di diventare una persona migliore”. Oggi è il giorno del terzo film italiano in concorso nella sezione Cinema d’oggi: Biagio del siciliano Pasquale Scimeca “ E’ ispirato alla storia vera di Biagio Conte, conosciuto come Fra Biagio, spiega il regista “ E’ un film su Biagio, ma anche per capire meglio la crisi in cui viviamo, che è economica, ma soprattutto ideale e culturale” Il regista si è ispirato profondamente alla figura di ques’uomo speciale che dopo anni in solitudine “ senza toccare i soldi”nutrendosi di bacche e in compagnia di un cane ha trovato ad Assisi il senso della sua vocazione che poi ha deciso di applicare alla sua vita Secondo Scimeca “ Biagio riguarda tutti è il paradigma del nostro tempo è fuggito dalla società del consumismo, vuota e senza senso per rifugiarsi nella natura e iniziare un dialogo con Dio. Alla civiltà torna da uomo libero, ovvero umile francescano come gli piace definirsi. In questo senso è un vero rivoluzionario”.

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