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Mercoledì, 23 Ottobre 2019 10:08

Festa Cinema Roma 14. Fellini Satyricon, la copia restaurata

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ROMA - D’accordo che Federico Fellini è fra i nostri maggiori registi, fra i più grandi del cinema mondiale, maestro indiscusso della macchina da presa, ma avere il cognome nel titolo di un suo film è un onore, salvo errore, mai toccato ad altri cineasti.

Forse sarebbe stato meglio mettere il nome anche dell’autore, oltre che il titolo, dell’opera a cui il film si ispira: Petronio Arbitro, scrittore e politico romano vissuto fra il 27 e il 66 del primo secolo dopo Cristo. Di lui Tacito,  lo storico più severo dell’età classica, scrisse: “Soleva trascorrere il giorno dormendo, la notte negli affari ufficiali o negli svaghi. La vita sfaccendata  gli aveva dato fama come ad altri  di un’operosità solerte”. Scrisse il Satyricon di cui conserviamo solo frammenti, come la “Cena di Trimalcione”. Logico quindi che  tal personaggio   abbia colpito la fantasia di Fellini che nel 1969 ne trasse uno dei suoi più discussi film onirici. 

Nella Roma di Nerone  due giovani parassiti, Encolpio e Ascilto,  vivono di espedienti in una società amorale che sembra godere degli abusi e in realtà vive un’ansia esistenziale. Ambientato nell’Antica Roma, il film allude al mondo di oggi, con le esagerazioni felliniane che sono la cifra più apprezzabile dell’opera del Maestro di Rimini. La copia presentata alla Festa del Cinema di Roma  a cinquant’anni dall’uscita  è stata restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, con il prezioso contributo di due “vitelloni” di grande successo Domenico Dolce e Stefano Gabbana, certo rimasti affascinati anche loro dalla figura di Petronio e  del suo Satyricon.

Fellini Satyricon di Federico Fellini, con Martin Potter, Hiram Keller, Salvo Randone,  Alain Cuny,  Lucia Bosè, Magali Noel, Capucine.

 

Sandro Marucci

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