MOSCA - E' stata rilasciata questa mattina Maria Alekhina, una delle Pussy Riot, grazie all'amnistia votata dalla Duma la scorsa settimana. La notizia è stata annunciata all'agenzia stampa Ria Novosti dal suo avvocato.

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ROMAMasha, Nadia e Katia sono tre attiviste russe del collettivo “Pussy Riot”. Hanno deciso che la vita “casa e chiesa” non deve necessariamente essere la massima ambizione possibile di chiunque, che le donne hanno una dignità con cui fare i conti, che rimanere in silenzio di fronte alla deriva conservatrice durante l’ ennesima presidenza Putin rappresenterebbe una piccola morte.

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WASHINGTON – La Siria chiede di non essere bombardata dalle truppe dei volenterosi, ma anzi di costruire insieme agli Stati Uniti la via di un dialogo “civilizzato” che non faccia ricorso al “fuoco e al sangue”. E' l'accorato appello contenuto nella lettera che il portavoce del Parlamento siriano Jihad al-Laham ha inviato al presidente della Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti John Boehner. La finalità, si legge nella pubblicazione dell'agenzia siriana Sana, è quella di “combattere il terrorismo”.

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WASHINGTON – Per la prima volta, a tre mesi dall'esplosione del caso Prism il presidente statunitense Barack Obama si è concesso alla Stampa. 53 minuti di conferenza stampa nell'ala est della Casa Bianca in cui il presidente democratico ha tracciato la rotta che porterà a più privacy e una serie di misure volte a prevenire abusi in tema di sorveglianza elettronica. Non sono mancate stoccate al duo Snowden-Putin, il primo, secondo quanto dichiarato da Obama tutt'altro che un patriota. Il secondo colpevole di aver reintrodotto, una retorica anti-americana che porterà alla rottura dei rapporti tra i due colossi mondiali sullo stile della Guerra Fredda. Durante l'intervento il presidente Barack Obama ha annunciato una “nuova era”, che spazzerà via l'ondata di polemiche che stanno contraddistinguendo questo suo secondo mandato presidenziale. Trasparenza e protezione il "leit motiv" del suo discorso iniziale prima di concedersi alle domande dei giornalisti.

Tra i passaggi cruciali certamente la riforma della "section 215 del Patriot act", ossia la legge antiterrorismo voluta dal suo predecessore George W. Bush e la cui mancata riforma durante il periodo del primo mandato ha innescato dopo l'esplosione del caso Prism la pioggia di critiche incentrate sulla non larga dissomiglianza tra gli ultimi presidenti statunitensi. «Nuove regole, più trasparenza e maggior controllo» sono state le parole utilizzate per dipingere la legge che sarà, che modifica il modo di raccogliere le informazioni dai dati telefonici e telematici. Non uno stravolgimento, però, perché «l'attuale programma di sorveglianza della National Security Agency (Nsa) non compie abusi – le rassicurazioni di Obama -. Su questo punto c'è massima fiducia. Tuttavia, questa riforma servirà ad evitare che vengano compiuti atti simili in futuro».

Modifiche toccheranno anche il tribunale superiore dell'intelligence straniera, ossia quell'organismo segreto che permette di captare i dati o permette la formazione di un gruppo indipendente che analizza la tecnologia utilizzata dalle agenzie di intelligence.

Più trasparenza sarà portata anche all'interno della Nsa, delle cui attività potrebbero essere portati a conoscenza diretta tutto il popolo statunitense. Altre migliorie, inoltre, potrebbero essere apportate da una speciale task force, che potrebbe essere istituita da qui alla fine dell'anno per studiare innovazioni.

Insomma: il messaggio che Obama ha cercato di veicolare è stato che la Casa Bianca non vuole spiare gli americani, bensì vuole rafforzare il binomio tra sicurezza e privacy. In cui quello che è stato definito il più grande sistema di sorveglianza elettronica mai messo in atto è solo un modo di difendere i cittadini americani da attacchi terroristici, continuando quindi a salpare la nave dei timori post 11 settembre.

«A differenza di quanto avviene in altri Paesi, dove si mettono in carcere le persone per quello che pubblicano le proprie idee sul web». Da questo momento in poi tutte le attenzioni di Obama si sono concentrate su Vladimir Putin: i cui disaccordi sul tema della Siria e dei diritti umani hanno portato a far saltare il bilaterale con Putin. Le leggi anti-gay volute da Putin in patria e il posizionamento pro-Assad in Siria hanno portato il presidente americano a “rivedere le nostre relazioni” con la Russia. Assicurando pertanto che questa mossa non si tratta una punizione per la concessione dell'asilo politico russo a Edward Snowden, recentemente nascosto in un rifugio segreto in una zona sconosciuta dopo il lungo periodo di “prigionia” nell'aeroporto moscovita Sheremetyevo. Sulla talpa del Prism lanconico il commento di Obama: «Non è un patriota perché se avesse a cuore il suo Paese, tornerebbe e si presenterebbe in tribunale con un avvocato per rispondere delle tre imputazioni che sono state sollevate contro di lui». Un atto di forza alla vigilia delle vacanze estive che, di fatto, ridà slancio alle quotazioni de presidente Obama, stretto nella morsa del fuoco nemico Repubblicano sul tema della legge immigrazione e di quello amico democratico di alcuni senatori democrat, per nulla entusiasti della piega che sta prendendo il suo secondo mandato.

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WASHINGTON - Obama ha deciso: non andrà a Mosca per il incontrare Vladimir Putin in sede bilaterale all'inizio di settembre, prima del summit G20 a San Pietroburgo, a cui invece il presidente americano parteciperà.

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KIROV – Cinque anni di reclusione per l'avvocato-blogger anti-Putin. E' la sentenza espressa dal tribunale di Kirov per Aleksej Navalny, condannato per appropriazione indebita per aver venduto sotto costo una partita di legname e aver così cagionato un danno di 380 mila euro alla società statale “Kirovles” mentre era consulente del governatore locale nel 2009.

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WASHINGTON – Gli Stati Uniti pronti a fornire armi ai ribelli del regime di Assad. Questo l'ordine esecutivo che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato, incaricando di fatto la “coordinare l’invio di armi” ai ribelli siriani in lotta contro il regime di Bashar Assad.

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ROMA  - Amnesty International ha pubblicato oggi un rapporto sul primo anno del terzo mandato del presidente russo Vladimir Putin, evidenziando come questo periodo sia stato caratterizzato da sistematiche limitazioni e violazioni della liberta’ d’espressione, riunione e associazione.

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ROMA - Protagonista del secondo appuntamento con la rassegna “In Russia”, in programmazione alla Casa del cinema di Roma, è il docu-film ‘Putin's Kiss’ diretto da Lise Birk Pedersen.

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MOSCA - Dopo 12 anni i russi iniziano a cambiare visione sulla situazione politica interna. Vladimir Putin, infatti, per la prima volta perde consensi. Ma non solo. I problemi economici, sociali e politici che affliggono il Paese sarebbero tutti da imputare all'ex funzionario del Kgb. Aleno questo è quanto pensa il 51% dei cittadini.

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