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Teatro Brancaccio. Lorella Cuccarini in “La regina di ghiaccio”

Teatro Brancaccio. Lorella Cuccarini in “La regina di ghiaccio”

ROMA - Al Teatro Brancaccio è in scena un musical molto atteso:  “LA REGINA DI GHIACCIO, Il Musical”,  firmato da Maurizio Colombi.  Un musical pregevole, il cui punto di maggior fascino, a nostro avviso, si identifica nel magico mix di scenografie (composte da pannelli ed elementi mobili) e del disegno luci, che ci regalano una suggestione veramente straordinaria.

E quindi tutti gli altri elementi: le musiche, i costumi, i balletti, i movimenti coreografici. E infine, last but non least, l’omaggio che viene reso al genio musicale di Giacomo Puccini, uno dei maggiori musicisti italiani di tutti i tempi.  Il musical, infatti, è ispirato alla Turandot, l’ultima opera composta dal grande maestro lucchese; tra l’altro rimasta incompiuta e poi completata dal M° Franco Alfano, sulla base degli appunti di Puccini.  Melodramma suggestivo e appassionato, Turandot è ambientato a Pechino, in ossequio al gusto per l’esotismo che affascinava e ispirava tutta la prima metà del Novecento. Il libretto dell’opera è di Giuseppe Adami e Renato Simoni, tratto da una fiaba di Carlo Gozzi del 1762, che a sua volta si rifaceva a una fiaba persiana. In effetti, oltre alla storia, anche se adattata alle esigenze di scrittura, l’omaggio a Puccini si concretizza non solo nella scena iniziale, che illustra una visita a un museo pucciniano da parte di un gruppo di ragazzi e turisti, ma anche nella riproposizione di alcuni brani celebri del musicista toscano, quali il celeberrimo Nessun dorma (Pavarotti docet), rielaborato in chiave più moderna, ma anche altri brani in originale, come ad esempio il delicato “coro a bocche chiuse” dalla Madama Butterfly.

Grande ed ammirata protagonista del musical è Lorella Cuccarini, che dà vita a una magnetica e affascinante principessa, divenuta crudele e malefica a causa di un incantesimo derivante da un magico albero delle mele e supportato da tre ancelle, in realtà tre streghe: Tormenta, Gelida e Nebbia (personaggi, questi, inseriti ad hoc, rispetto al melodramma pucciniano, così come la Dea della Luna Changé, il Dio del Sole Yao). Turandot,  resa algida e insensibile agli uomini, (costretti a indossare una maschera per non incrociare il suo sguardo), sottopone alla famosa prova dei tre indovinelli tutti gli aspiranti sposi; e quelli che sbagliano le risposte, li decapita personalmente con una spada affilata. Ma dopo undici esecuzioni, ecco arrivare il principe Calaf, che si innamora dello sguardo della principessa e tenta l’impossibile; anche Turandot rimane colpita da Calaf, il quale, una volta indovinati i tre quesiti, trionferà e conquisterà il cuore della principessa, scaldandolo per bene. Il Nessun dorma cantato in coppia diventa un vero e proprio inno all’amore, emozionante ed atteso, mentre Turandot intonerà anche una magica e affascinante Canzone alla Luna. Tra gli altri momenti più emozionanti, ricordiamo anche l’apparizione degli undici decapitati, (realizzata grazie a costumi disegnati ad hoc, ed a un sapiente effetto di luci) i quali chiedono a Calaf di  vendicarli; ed alla fine, bello il momento in cui l’albero delle mele si materializza e parla, ponendo fine così alla magia perversa; e le tre streghe si dissolveranno nella nebbia. Molto suggestivo anche l’uso della nebbia e della neve artificiale, che cade anche sulle prime file di platea. Piacevoli anche gli inserimenti di elementi brillanti, come l’imperatore e i famosi Ping, Pong e Pang.

Nel complesso, abbiamo assistito a un lavoro impegnativo e ben riuscito: ancora una volta Maurizio Colombi ha centrato l’obiettivo: lui stesso è infatti autore dei testi, insieme a Giulio Nannini, nonchè regista della complessa macchina teatrale costituita dal musical. Le musiche originali sono di Davide Magnabosco, Paolo Barillari, Alex Procacci, mentre le scene sono di AlessandroChiti, ben associate al disegno luci di Alessio De Simone; di rilievo anche i costumi di Francesca Grossi, mentre il disegno suono è di Emanuele Carlucci. Le coreografie sono di Rita Pivano e la direzione musicale e gli arrangiamenti sono di Davide Magnabosco. Sempre affascinante nel ruolo maestoso e regale di Turandot una Lorella Cuccarini in versione “mora”; e accanto a lei, molto bravo nel ruolo di Calaf, Pietro Pignatelli. Insomma, uno spettacolo per tutti, adatto anche ai bambini.  Da vedere! 

 

Fino al 26 marzo 2017

Teatro  Brancaccio – 

Via Merulana 244

Info:  06 80687231 e   www.teatrobrancaccio.it  

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
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