ROMA FICTION FEST

Los Angeles 2154. La "città degli angeli" più famosa al mondo è irriconoscibile e la povertà dilaga. Non ci sono sufficienti cure, il lavoro degli operai è tornato ai livelli pre-rivoluzione industriale. Max (Matt Damon), con precedenti penali, sta cercando di rimettersi in riga. Vuole infatti abbandonare la Terra per fare fortuna su Elysium, l'Eden ultraterrestre, dove tutti sono ricchi, ci sono cure, il benessere dilaga.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Giunto al quarto titolo shakespeariano della stagione 2013, il Silvano Toti Globe Theatre mette in scena una delle opere più crudeli e, per questo, interessanti del Bardo.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Gli “shadowhunter” sono i cacciatori di demoni che proteggono gli esseri umani da creature diaboliche, streghe, licantropi e vampiri.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - “Facciamola Finita (This is the end)”, è un cult d’eccellenza presentato a Roma alla stampa.  Da Jonah Hill a McBride, a Craig Robinson, a Michael Cera, fino a Rihanna e Emma - Hermione -Watson e tantissimi altri si ritrovano alla festa di James Franco. Tra alcool e droga, non si accorgono che una serie di avvenimenti catastrofici sta devastando Los Angeles.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Dopo 28 anni passati dietro le sbarre il delinquente Val esce di galera ed inizia una nuova vita. Una vita che si prospetta breve dato che Doc, suo vecchio amico di rapine, ha ricevuto dal boss il compito di ucciderlo entro le dieci del giorno seguente.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Presentato a Roma il film di Guillermo del Toro, Pacific Rim, candidato al premio Oscar,  il monster movie più avvincente di questa estate cinematografica. Legioni di mostruose creature aliene, note come Kaiju, si sollevano dagli abissi del mare scatenando una guerra senza eguali, che coinvolgerà ,milioni di esseri viventi, togliendo loro risorse per i secoli a venire.

Published in Cinema & Teatro

Era il 1968 quando George A. Romero e John A. Russo mettono insieme 10.000 dollari per auto-finanziarsi nella realizzazione di un film senza particolari ambizioni: La notte dei morti viventi.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Gran debutto ieri al Teatro Argentina per i diciannove diplomandi dell’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, diretti da Gabriele Lavia. Per il loro ultimo saggio conclusivo, il maestro porta in scena un folto campionario di clochard. In un alternarsi di disperati e disparati monologhi, si racconta la vita dei senza tetto nel buio della capitale capitolina. Il teatro sperimenta la strada e lo fa a partire da micro-drammaturgie di emarginazione sociale, raccontate attraverso le testimonianze, confessioni e pezzi di esistenza vissuta, che ognuno dei ragazzi della scuola ha raccolto per le strade di una inedita capitale.

“Avevo in mente uno spettacolo strano, una danza, un canto. Una specie di ballata” - rivela Lavia – “Di giorno, si sa, c’è luce; di notte c’è il buio”.

Gli homeless o i barboni sono individui rovesciati all’ordinario dell’esistenza. Nella platonica dicotomia buio-luce rivelano tale inversione.

“Camminavo per le strade di San Francisco, dove stava allestendo il Don Giovanni di Mozart. Si vive spesso per la strada, ma la sera, si sa, non c’è luce” ci dice Gabriele Lavia.

I giorni del buio  da San Francisco, giungono a Roma. Il buio fa vedere quello che di giorno non si vede. Reietti, uomini, donne, giovani e vecchi dell’Italia più disparata e stranieri, disegnano l’immagine delle loro esistenze. Sfilano durante la scena come anime andanti. Raccolte in un apparente girone dantesco, sfilano in enorme mucchio di corpi nudi , sradicati, nomadi, vocianti, inoffensivi, matti, poetici, emarginati assemblati in una piramide di carelli del supermercato, simboleggianti, non da meno, la civiltà equivoca del consumo e della miseria. Come dannati dell’ inferno dantesco, si trascinano indistinti. Sono come magma sgretolante. Raccontano la loro storia. Il buio concede loro uno spazio di racconto tutto per sé. La loro storia appare fioca luce di poesia dolorosa e dolce. La strada disegna incontro con la varietà umana di questi senza tetto o “barboni” così come amano chiamarsi: per chi desidera la libertà o se ne ribella, per chi si ritrova vittima di un licenziamento o di una crisi che ha sdradicato casa e famiglia, per chi questo stile di vita l’ha ereditato da generazioni. Evanescenti charlot dell’hic et nunc, tra un passato da riscattare e un futuro da immaginare. Non sono consunti dalla miseria anziana di un’esistenza scelta o destinata, bensì sono giovani anime a cui si affida un respiro poetico. “Senza nessuna mimesi”, rivela Lavia, “racconto la distanza e la rispetto”.

Le coreografie di Enzo Cosimi, i costumi di Gianluca Sbicca e le scene di  Paola Castrignanò e i fragorosi passaggi di treni, rappresentano strazianti pause, che soventi interrogano l’irriducibile senso della vita. Una signora barbona dice: “Se non hai nessuno che ti vuole bene, smetti di esistere e diventi un fantasma”. Lavia, ci lascia con una piccola grande domanda. Intanto un vento nella primigenia natura, solleva la piramide di una redenzione dei dolori umani,  condivisi nel continuum narrato dalla folla che plaude concorde lo spettacolo di un’umanità altra.

I GIORNI DEL BUIO

19 | 23 giugno 2013

regia e drammaturgia  Gabriele Lavia
coreografia Enzo Cosimi

Saggio di Diploma del III anno del Corso di Recitazione Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico”

con Rosy Bonfiglio - Johanna, Valentina Carli - Pina, Barbara Chichiarelli - Italia
Giulio Maria Corso - Karim, Flaminia Cuzzoli - Susy, Valerio D'Amore - Vincenzo
Alessandra De Luca - Nina, Arianna Di Stefano - Ira, Desiree Domenici - Tiziana
Carmine Fabbricatore - Lello, Giulia Gallone - Maria, Samuel Kay - Caesar
Matteo Mauriello - Leonardo, Marco Mazzanti -Giovanni, Ottavia Orticello - Edda
Alessandra Pacifico Griffini - Dolores, Gianluca Pantosti - Maurizio, Eugenio Papalia - Benny
Matteo Ramundo – Paul, Veronica Polacco - assistente

costumi Gianluca Sbicca
scene Paola Castrignanò
assistente alla regia Giacomo Bisordi
        foto di scena Tommaso Le Pera                                                                          

Teatro di Roma | Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico” | Fondazione Teatro della Pergola 

orari spettacolo
19 giugno ore 21 | serata a inviti
ore 21.00  |  sabato ore 19.00  |  domenica ore 17.00

 

 

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Gran debutto ieri al Teatro Argentina per i diciannove diplomandi dell’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, diretti da Gabriele Lavia. Per il loro ultimo saggio conclusivo, il maestro porta in scena un folto campionario di clochard. In un alternarsi di disperati e disparati monologhi, si racconta la vita dei senza tetto nel buio della capitale capitolina. Il teatro sperimenta la strada e lo fa a partire da micro-drammaturgie di emarginazione sociale, raccontate attraverso le testimonianze, confessioni e pezzi di esistenza vissuta, che ognuno dei ragazzi della scuola ha raccolto per le strade di una inedita capitale.

“Avevo in mente uno spettacolo strano, una danza, un canto. Una specie di ballata” - rivela Lavia – “Di giorno, si sa, c’è luce; di notte c’è il buio”.

Gli homeless o i barboni sono individui rovesciati all’ordinario dell’esistenza. Nella platonica dicotomia buio-luce rivelano tale inversione.

“Camminavo per le strade di San Francisco, dove stava allestendo il Don Giovanni di Mozart. Si vive spesso per la strada, ma la sera, si sa, non c’è luce” ci dice Gabriele Lavia.

I giorni del buio  da San Francisco, giungono a Roma. Il buio fa vedere quello che di giorno non si vede. Reietti, uomini, donne, giovani e vecchi dell’Italia più disparata e stranieri, disegnano l’immagine delle loro esistenze. Sfilano durante la scena come anime andanti. Raccolte in un apparente girone dantesco, sfilano in enorme mucchio di corpi nudi , sradicati, nomadi, vocianti, inoffensivi, matti, poetici, emarginati assemblati in una piramide di carelli del supermercato, simboleggianti, non da meno, la civiltà equivoca del consumo e della miseria. Come dannati dell’ inferno dantesco, si trascinano indistinti. Sono come magma sgretolante. Raccontano la loro storia. Il buio concede loro uno spazio di racconto tutto per sé. La loro storia appare fioca luce di poesia dolorosa e dolce. La strada disegna incontro con la varietà umana di questi senza tetto o “barboni” così come amano chiamarsi: per chi desidera la libertà o se ne ribella, per chi si ritrova vittima di un licenziamento o di una crisi che ha sdradicato casa e famiglia, per chi questo stile di vita l’ha ereditato da generazioni. Evanescenti charlot dell’hic et nunc, tra un passato da riscattare e un futuro da immaginare. Non sono consunti dalla miseria anziana di un’esistenza scelta o destinata, bensì sono giovani anime a cui si affida un respiro poetico. “Senza nessuna mimesi”, rivela Lavia, “racconto la distanza e la rispetto”.

Le coreografie di Enzo Cosimi, i costumi di Gianluca Sbicca e le scene di  Paola Castrignanò e i fragorosi passaggi di treni, rappresentano strazianti pause, che soventi interrogano l’irriducibile senso della vita. Una signora barbona dice: “Se non hai nessuno che ti vuole bene, smetti di esistere e diventi un fantasma”. Lavia, ci lascia con una piccola grande domanda. Intanto un vento nella primigenia natura, solleva la piramide di una redenzione dei dolori umani,  condivisi nel continuum narrato dalla folla che plaude concorde lo spettacolo di un’umanità altra.

I GIORNI DEL BUIO

19 | 23 giugno 2013

regia e drammaturgia  Gabriele Lavia
coreografia Enzo Cosimi

Saggio di Diploma del III anno del Corso di Recitazione Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico”

con Rosy Bonfiglio - Johanna, Valentina Carli - Pina, Barbara Chichiarelli - Italia
Giulio Maria Corso - Karim, Flaminia Cuzzoli - Susy, Valerio D'Amore - Vincenzo
Alessandra De Luca - Nina, Arianna Di Stefano - Ira, Desiree Domenici - Tiziana
Carmine Fabbricatore - Lello, Giulia Gallone - Maria, Samuel Kay - Caesar
Matteo Mauriello - Leonardo, Marco Mazzanti -Giovanni, Ottavia Orticello - Edda
Alessandra Pacifico Griffini - Dolores, Gianluca Pantosti - Maurizio, Eugenio Papalia - Benny
Matteo Ramundo – Paul, Veronica Polacco - assistente

costumi Gianluca Sbicca
scene Paola Castrignanò
assistente alla regia Giacomo Bisordi
        foto di scena Tommaso Le Pera                                                                          

Teatro di Roma | Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico” | Fondazione Teatro della Pergola 

orari spettacolo
19 giugno ore 21 | serata a inviti
ore 21.00  |  sabato ore 19.00  |  domenica ore 17.00

 

 

Published in Cinema & Teatro

Torna, dopo il  “Leone del futuro” vinto alla mostra cinematografica del cinema di Venezia nel 2006 col film Khadak, il regista antropologo belga Peter Brosens.  Il lungometraggio co-prodotto con Jessica Woodworth, dal titolo “La cinquiéme saison”(La quinta stagione) è l’ultimo di una trilogia dedicata al rapporto conflittuale tra uomo e natura.

Published in Cinema & Teatro

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

L'angolo dei classici

Opinioni

Venezia 76. Pre-apertura con Ecstasy e il primo nudo integrale

VENEZIA - Correva l’anno 1932, il cinema si stava affermando alla grande, le platee si allargavano a vista, ma non era tutto rose e fiori. Non mancavano i problemi: gli...

Sandro Marucci - avatar Sandro Marucci

Arte. Il “Cencio” di Milo Manara e la Madre di Dio sotto il cielo di Siena

SIENA - Il grande filosofo Friedrich Nietzsche sosteneva che ogni verità è curva e Milo Manara l'artista che ha dipinto il Palio dedicato alla Madonna Assunta in cielo del 16...

Paola Dei -  Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI - avatar Paola Dei - Psicologo dell’Arte e Critico Cinematografico SNCCI

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]