ROMAJurek è un bambino che vive nel ghetto di Varsavia assieme alla sua famiglia, ma un giorno, per evitare la deportazione dei nazisti, fugge. Non ha un posto dove andare, se non la foresta.

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ROMA - Betta e Sandro sono una coppia che si è persa. Lei,  troppo presa a crescere i figli dai nomi eccentrici e a servire il marito. Lui si è smarrito tra i 140 caratteri di twitter e i suoi saggi di letteratura. 

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ROMA - Se c’è un punto fermo, nei lavori firmati da Tim Burton, è la sorpresa. Difficile, per lo spettatore, alzarsi a fine visione senza sentirsi un minimo spiazzato. Anche Big Eyes non fa eccezione. Ma stavolta, il modo stesso in cui il regista di Edward Mani di Forbice sceglie di sorprendere, ha un che di decisamente inatteso.

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ROMA - “Pride” di Matthew Warchus, insignito al Festival di Cannes della Queer Palm - premio speciale assegnato ai lungometraggi gay friendly -  è ispirato a fatti realmente accaduti a Londra nel 1984, durante il braccio di ferro tra i minatori inglesi e il governo conservatore di Margharet Thatcher, responsabile di aver chiuso parecchi siti estrattivi in Galles e nello Yorkshire.

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ROMA - Presentato in concorso alla 67ª edizione del Festival di Cannes, dove ha vinto il Gran Premio della giuria, “Mommy” narra di Diane,  madre separata,  quarantaseienne ancora piacente e dal look aggressivo, con scarse capacità di autocontrollo per gestire la propria vita.

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ROMA - Nick Dunne (Ben Affleck) e la moglie Amy (Rosamund Pike) sono al quinto anniversario di matrimonio, con alle spalle una storia d’amore meravigliosa messa a dura prova dalle difficoltà della vita. La crisi economica ha distrutto i loro successi e li ha resi disoccupati, la madre di lui è morta e sono stati costretti a trasferirsi da New York a una noiosa provincia del Missouri. Il motore delle loro vite, però, è sempre rimasto l’amore che provano l’uno per l’altra. Eppure, esattamente a cinque anni di distanza dalle loro nozze, Amy scompare improvvisamente. Nick chiede aiuto alla polizia, e in breve diventa il primo sospettato per l’omicidio della moglie. Del resto, la narrazione è intervallata da parentesi tratte dal diario di Amy, in cui scopriamo che la coppia, in apparenza unita e felice, non lo era poi così tanto, e le violenze domestiche non erano mancate. Nick, però, continua a dichiararsi innocente e il cadavere della moglie, in effetti, non si trova.

Qualcuno ha detto che la vita di ogni persona è come una partita a carte: il proprio destino si costruisce giocando su cose che si sanno, e soprattutto su segreti custoditi da altri. Se questo è vero, la ricetta per un buon thriller passa anche dal dorso di quelle carte coperte in grado di rivoltare ogni situazione quotidiana, per quanto tranquilla possa sembrare.  “Cosa è accaduto veramente?”.  A metà pellicola scopriamo che tutti i protagonisti, nessuno escluso, hanno giocato a carte coperte. Tanto basta per capire che L’amore bugiardo è costruito sul contrasto tra ciò che appare e ciò che è vero: lo spettatore si ritrova a mettere tutto in discussione, in un crescendo di tensione, generato dal progressivo svelarsi di particolari  in ombra. A complicare le cose c’è poi la morsa dei media: televisione e social network intervengono sulla vicenda, modificandola e ridefinendola, talvolta con logiche manipolatorie. 

Fincher, già regista di The social network, non risparmia una critica a questo tipo di società, senza  cadere nel banale. Quello che conta davvero, in questo film, è la verosimiglianza. Un obiettivo centrato, nonostante una storia che a tratti può apparire surreale, con qualche nodo narrativo risolto con scappatoie forse un po’ troppo sbrigative. La sceneggiatura, tratta dall’omonimo libro di Gillian Flynn e curata dalla stessa autrice, funziona in maniera eccellente e mescola con grande efficacia gli ingredienti del dramma e del thriller. Non manca nemmeno una scena splatter, un po’ improvvisa ma perfettamente coerente con il mix che si crea tra le  componenti emotive e quella visive della pellicola. Degna di nota la fotografia, pulita e ricca di dettagli: non c’è un’inquadratura fuori posto, e tutto sembra invitare lo spettatore a gustarsi ogni singolo elemento. Ma quel che più colpisce è la performance della protagonista femminile: se Ben Affleck non sfigura, è lo sguardo di Rosamund Pike a dare forma all’universo interiore di Amy lasciando intravedere sogni e incubi, rendendoli straordinariamente reali.

L’amore bugiardo

TITOLO ORIGINALE: Gone Girl

USCITA NELLE SALE: 18 dicembre 2014

GENERE: Drammatico, thriller

REGIA: David Fincher

SCENEGGIATURA: Gillian Flynn

ATTORI: Ben Affleck, Rosamund Pike, Missi Pyle, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Kim Dickens, Casey Wilson, Patrick Fugit, Scoot McNairy, Emily Ratajkowski, Boyd Holbrook, Lee Norris

FOTOGRAFIA: Jeff Cronenweth

MONTAGGIO: Kirk Baxter

MUSICHE: Trent Reznor, Atticus Ross

PRODUZIONE: New Regency Pictures, Pacific Standard

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox Italia

PAESE: USA

DURATA: 149 Min

L’amore bugiardo - Trailer

 

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ROMA - In uno scenario suggestivo, innevato e silente, si incontrano due enigmatici personaggi. Lui, un uomo compassato e reticente, dichiara di essere in vacanza. In realtà è alla ricerca di qualcosa di molto prezioso, in grado di cambiare per sempre una esistenza vissuta sotto le righe.

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ROMA - A vent’anni dal cult movie “Scemo più scemo”, tornano Jim Carrey e Jeff Daniels nei panni della coppia più demenziale del grande schermo, con il sequel “Scemo più scemo 2”, di nuovo sotto la direzione dei fratelli Farrelly.  

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