ROMA- I fatti parlano chiaro Non ci sono scusanti, non sono possibili equivoci. Solo il Senato rimedierà all’errore fatto approvando ciò che è stato respinto. Nel Pd c'è stato un tradimento da parte di alcuni di noi.

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Giovedì, 06 Febbraio 2014 20:51

Pd, l’ipocrisia al potere

Ascoltando il dibattito nella Direzione del Pd sembra di vivere in un altro mondo, surreale. Non sappiamo come si concluderà, se con un documento se ci sarà un voto, ma se il buon giorno si vede dal mattino la distanza fra il massimo organismo del Pd e quello che avviene in questo Paese, in questo Parlamento, nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, fra i giovani, i disoccupati, gli esodati, i cassa integrati la cui prospettiva è solo la disoccupazione, sembra incolmabile.

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ROMA - In un paese normale sarebbe stato normale,  si scusi il bisticcio di parole, l’ìncontro fra il premier espresso dal Pd e il segretario del Pd stesso. Potrebbero vedersi in qualsiasi momento senza far notizia.

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ROMA - Nella storia delle idee, dell’arte, della letteratura ci sono i capi scuola e gli allievi che, diventati grandi, cercano di far sopravvivere i loro maestri. In particolare nel mondo delle lettere fin dai licei, una volta, ci insegnavano la storia dei diversi movimenti di pensiero.

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Mercoledì, 20 Novembre 2013 21:05

II Pd sbatte sugli scogli

ROMA - In un paese normale Anna Maria Cancellieri si sarebbe dimessa al momento in cui sono state rese node le sue dichiarazioni ai magistrati che la interrogavano in merito ai rappoprti con la famiglia Ligresti il cui capostipite, da  tempo, ha problemi con la giustizia, fino a condanne e arresti insieme ad altri membri della famiglia.

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ROMA - E alla fine, come in una favola, il buon Matteo tornò democristiano. Lo scrivo senza spocchia, e con grande rispetto per la storia di un grande partito popolare.

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La novità c'è, e se si alza un poco lo sguardo sopra il pelo dell'acqua, la si può vedere.

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Ciò che dà più fastidio, anzi lascia davvero sconcertati, è che di questi tempi di motivi per attaccare il PD ce ne sarebbero a iosa, tant’è che a breve li elencheremo tutti.

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Il Pd ha due volti:   quello che appare dai media, le interviste, le dichiarazioni, le comparsate televisive, dove tutti fanno concorrenza a Matteo Renzi, cercano la battuta, ironia a buon mercato , un titolo su qualche giornale lo trovi sempre. L’altro quello del partito degli iscritti che  è altra cosa.  Lo abbiamo visto alla festa dell’Unità  a Roma,  dove da tanti giorni ci sono  centinaia di militanti, di  iscritti e non iscritti al partito che,volontariamente, tengono in piedi una festa che richiama, tutte le sere, una folla straordinaria.. I  Circoli  ci sono, esistono, la politica occupa uno spazio importante, se ne discute senza dubbio più di quanto non appaia nei talk show, nei dibattiti televisivi. Non si parla solo di Imu e Iva, cose pure importanti, si affrontano problemi  della crisi, di quanto avviene nel mondo, in Europa, l’economia, il lavoro,la questione sociale.

Il segretario del pd  risponde a  Bianca Berlinguer

E’ qui che è iniziato, di fatto, il Congresso del Pd con l’intervista fatta da Bianca Berlinguer a Guglielmo Epifani. Una intervista vera, io faccio la giornalista ha detto il direttore del tg 3 e quindi ha preso per buone le notizie che sui lavori della Direzione del partito, conclusa propria poche ore prima, erano circolate sui media, quelli on line, sulle agenzie e che poi ritroveremo  sulla carta stampata.  E le notizie erano che  Epifani aveva proposto di eleggere   il segretario facendo votare solo gli iscritti.  In particolare Repubblica riporta presunte affermazioni di Epifani fra virgolette: “Il segretario del pd deve essere una figura alta che si occupi prevalentemente del partito, eletto da una platea più ristretta rispetto al candidato premier che sarà di coalizione con primarie aperte.”

Da qui a dire che Epifani  intende che votino solo gli iscritti il passo è breve tanto che sul medesimo giornale in una intervista  a Gianni  Pittella la domanda è: “ Epifani ha appena proposto di eleggere il segretario col voto degli iscritti….” E Pittella  uno dei candidati alla segreteria,risponde che “ è un errore” e afferma che  il segretario del Pd  deve parlare al   Paese, non alle sezioni del Partito e dunque sulla base del consenso più ampio. Proprio l’opposto della posizione di  Epifani”.  Davvero incredibile questa tesi secondo cui le sezioni, oggi circoli, non contano, che la democrazia e la partecipazione degli iscritti, non conta niente.

Epifani: mai detto che devono votare solo gli iscritti

Vediamo allora cosa ha detto il segretario del Pd: “ Io credo che dobbiamo in qualche misura tornare in questa fase a un segretario che si occupi prevalentemente dei problemi del partito, ne consegue che anche la platea di riferimento per la sua elezione dovrà essere funzionale a questa scelta. “  Non  parla di “ solo iscritti”.E lo dice perché  pensa ad un <”Congresso che sappia rifondare, rafforzare il Partito Democratico, il suo senso, la sua identità culturale e politica, la sua autonomia di pensiero e il suo radicamento” Ancora, richiamando le correnti  di pensiero politico più moderne, sottolinea che “non c’è democrazia parlamentare e quindi moderna senza un ruolo del partito. Non c’è niente da fare. Possiamo considerare tra di noi che il partito moderno non è il partito che risolve e dà un senso a tutti i processi di una comunità e di una società. Ma il partito è uno strumento indispensabile. Senza di esso non si riesce a governare , non si riesce a orientare una scelta, non si riesce a rappresentare una speranza, un bisogno, un senso di identità che dentro questa crisi diventa ovviamente più forte.”  Non c’è una parola sul fatto che per le primarie per il segretario dovranno votare solo gli iscritti. E a Bianca Berlinguer ha dato risposte molto chiare. 

Voteranno coloro che in qualche modo stanno con il Pd

Voteranno tutti coloro, non solo gli iscritti, che in qualche modo esprimono adesione al partito e su questio si dovrà trovare una posizione unitaria. Ed ha avuto un forte applauso dalla folta platea che assisteva all’intervista. Eppure questo problema è diventato,l’asse portante di tanti giornali. Addirittura anche l’Unità ha parlato di un’asse Epifani, Bersani, Franceschini. A proporre il voto ai soli iscritti era stato proprio Franceschini ma il segretario del pd ha detto altre cose. Dai media invece un gioco sporco per attaccare, sempre e comunque, il pd. Ora sono molto i motivi di critica nei confronti del partito democratico ma  non si possono inventare dichiarazioni che non ci sono o interpretarle . E poi   puntare su interviste  di esponenti del pd, di diverse aree, correnti, tutti uniti nel dire non a una cosa che il segretario non  ha affermato. E così si parla di un partito sconvolto, minacce di scissioni,gente che inseguirà con i forconi, la base che si scatena, rottura  nel Pd. 

Applausi per il segretario alla festa dell’Unità di Roma

Già la base. Quella platea che ha seguito l’intervista alla festa di Roma era senza dubbio alcun dubbio “base”. Ed ha applaudito più volte il segretario proprio sui passaggi più delicati, sul partito, i circoli, il governo. C’erano anche dei giovani di  “ Occupy Pd”, uno di loro ha preso la parola.  Ha criticato con forza il partito per la formazione del governo con il Pdl. Quando Berlinguer gli ha chiesto” cosa avreste fatto voi” ha risposta che “ si doveva andare alle elezioni”, Il “no” della platea,la base del pd, è stato corale. Infine la data del Congresso.  Anche questo motivo di scontro , scrivono i media ed accusano alcuni esponenti , dai renziani, ai giovani turchi, perché  non è stata decisa la data . Ma Epifani è stato chiaro, l’iter l’ha indicato :“ La decisione di quando tenere il nostro congresso-dice- non spetta al segretario. Spetta alla presidenza dell’Assemblea nazionale. Noi possiamo e dobbiamo dare un’indicazione. 

I lavori del Congresso entro la fine di novembre

Per quello che mi riguarda io potrei e penso di proporre alla presidenza dell’Assemblea entro la fine di novembre per concludere i lavori del nostro congresso. “ Singolare che dei dirigenti del Pd non sappiano che è l’Assemblea nazionale a decidere la data. Infine una annotazione: fra i giornalisti ci sono anche alcuni che hanno preso nota di quanto Epifani ha detto nella intervista alla festa dell’Unità. E che hanno detto? Che il segretario del Pd,viste le reazioni  contrarie alle proposta avanzata da Franceschini, il voto ai soli iscritti, ha ammorbidito le posizioni. Che, ripetiamo, non aveva mai espresso. Il gioco è davvero sporco. Ma  anche troppo scoperto.

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In assenza di fatti significativi, a parte la  difesa di Alfano attraverso il voto di fiducia richiesto da Letta sulla vicenda Shalabayeva e le usuali manfrine e ricatti dei depuati  pidiellini in attesa dell’ennesima sentenza a carico del loro Impresario, l'attenzione si è riversata, o meglio si è indirizzata per forza d'inerzia, verso le gesta di ordinari gaglioffi, più o meno noti, tutti tesi a gestire varia et molesta frauda etiam sperar di farla francha,  in laude all’italico principium che qui “così fan tutti” e che “bisogna battere il ferro finchè è caldo”, in considerazione che “è meglio un giorno da leone…” etc etc.

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