I racconti di Versailles

Parigi, Porta della Conferenza, 8 giugno 1773, ore 11.30: la prima carrozza, proveniente dalla strada di Versailles, sollevò grida di giubilo, quando apparve. Un fremito scosse Brissac, governatore della città, Michodière, comandante della gendarmeria, Sartine, responsabile dell’ordine pubblico.

Dal 1772 il Beneamato, che aveva più di sessant’anni ed era per l’epoca un signore davvero anziano, abbandonò i pranzi in pubblico, relegandoli a rare cerimonie ufficiali, e si ritirò in pace nei suoi “piccoli appartamenti” al Petit Trianon, in mezzo al verde con l’entrata principale sul giardino, costruito dall’architetto Gabriel per la precedente favorita, la marchesa di Pompadour.

ROMA - Il ramo materno della famiglia di Luigi XVI aveva un gene che li rendeva enormi: tranne l’avvenente conte d’Artois, sfuggito per caso a questa maledizione, il delfino e l’altro suo fratello, il conte di Provenza, la sorella più piccola Clotilde, erano sproporzionati.

Agli appartamenti di sua altezza reale si accedeva attraverso una olimpica scala di marmo, protetta da un corpo di guardia numeroso e sfaccendato che ingannava il tempo spettegolando, giocando d’azzardo, tenendo a distanza i venditori che, come farebbero oggi firme rinomate, rifilavano a prezzo esorbitante normale mercanzia  . Visitatori e corrieri, sbandierando affari imperdibili, riuscivano a intrufolarsi fino all’anticamera della sala pranzo dove uno stuolo di domestici, ciascuno con la divisa che stabiliva la gerarchia delle mansioni, attendevano in attesa di ordini.

Entrando in sala da gioco al castello di Fontainebleau, dove la corte si era trasferita, Mercy-Argenteau vide la Delfina alle prese con il cavagnol, una sorta di lotto del quale era appassionata. Maria Antonietta, accorgendosi di lui, ansiosamente gli fece cenno. 

Racconto quarto

 

Maria Antonietta sbadigliò cercando di aprire un occhio gonfio di sonno, il sole riflesso nella specchiera l’accecò per un attimo.

Rientrato da Compiégne, la residenza vicino alla foresta dove aveva trascorso un appassionante periodo di caccia e in solitudine si era riletto Robinson Crosue,  stanco del viaggio Luigi Augusto si buttò a dormire dopo avere esagerato con la cena: montagne di creme Chantilly sopra la frutta con ghiaccio tritato! Mangiare per lui una droga. Al buio, nella stanza  col letto dal baldacchino contornato di tende doppie, lo stomaco pesante come un macigno, stentò a prendere sonno: ripensava, come accadeva spesso, a suo padre e a sua madre entrambi morti prima delle nozze con Maria Antonietta.

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