Martedì, 03 Aprile 2018 11:11

Harpo editore. Antonio Gramsci. “L’albero del riccio”. Recensione

Scritto da

La casa editrice Harpo, che annovera anche la pubblicazione de “Le favole della libertà” di Antonio Gramsci, ha dato alle stampe “L’albero del riccio”, una raccolta di lettere-racconto del fondatore del partito comunista italiano ai familiari, in particolare ai figli Delio e Giuliano, durante gli anni della detenzione a Turi in Puglia.

Arrestato l’8 novembre del 1926, quando il primogenito Delio aveva superato i due anni e il fratellino Giuliano non ne aveva ancora uno, Antonio Gramsci, destinato a morire poco più di dieci anni dopo a seguito di una lunga tortura carceraria, mantenne fra le pareti della cella un’incessante attività intellettuale e con la scrittura tenne vivi i legami affettivi, non meno urgenti dell’impegno civile e politico. 

In una lettera del 10 maggio 1928 diceva a sua madre: “Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione (…) vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini”.

Antonio Gramsci era pressato dalla sofferenza di non poter essere vicino ai suoi figli, di non poterli educare come avrebbe voluto, e nelle lettere che scriveva alla loro madre e alla loro zia, si sente che il tono e la cadenza erano pensati anche per le orecchie dei bambini. Gramsci raccontava aneddoti della sua terra, la Sardegna, storie vere di animali e briganti con il ritmo e il linguaggio della favola. Al figlio Delio narrava le sue avventure infantili, di quando aveva catturato dei ricci intenti a raccogliere le mele e li aveva addomesticati; ma anche, lamentandosi che i bambini gli scrivessero poco, le sue opinioni sull’importanza dell’impegno intellettuale: “Io credo che una delle cose più difficili alla tua età – affermava Gramsci – è quella di star seduto dinanzi a un tavolino per metter in ordine i pensieri (e pensare addirittura) e per scriverli con un certo garbo; questo è un ‘apprendissaggio’ talvolta più difficile di quello di un operaio che vuole acquistare una qualifica professionale, e deve incominciare proprio alla tua età”.

Gramsci era un padre che discuteva con i figli dei grandi scrittori, in particolare di Puskin, Gorki e Tolstoj – va ricordato che la moglie, Giulia Schucht, era una violinista russa – in quella maniera dimessa e naturale che hanno le famiglie abituate a farne argomento di vita.

“L’albero del riccio” rivela la dimensione più intima dell’uomo ritenuto tra i pensatori più importanti del secolo ventesimo, il suo stoicismo, la semplicità nell’accettare un destino che, probabilmente, all’inizio non aveva immaginato così ingrato. Molto commovente, a tal proposito, la lettera che ha per titolo ”la mia giornata”, nella quale raccontava in dettaglio di eventi delle sue ventiquattro ore in una cella di tre metri per quattro e mezzo.

Antonio Gramsci

L’albero del riccio

Harpo editore 2017

Pag. 128

Euro 10

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

Correlati

labo.jpg

Cerca nel sito

300x300.gif

300x300_canaletto_2.jpg

 

 

Poesia

Canto alla Luna

Raggi di luna ditemi voi perché questo cuore  ha ferite profonde e spasima e piange quell’amore lontano dagli occhi neri e il viso splendente.

Mirella Narducci - avatar Mirella Narducci

Miserere (l'umanità degli ultimi)

Ho visto un uomo rovistare tra i cassonetti Le mani colorate di miseria 

Susi Ciolella - avatar Susi Ciolella

Opinioni

Cambiamenti climatici: le soluzioni di Paul Hawken, padre del capitalismo natura…

La coperta delle risorse naturali è corta e il benessere dell’umanità è minacciato dal riscaldamento del clima; per fortuna abbiamo già a portata di mano tutti gli strumenti necessari per...

Luigi Campanella - avatar Luigi Campanella

La vittoria sulla paura: vincere contro il cancro si può

Sul mare di Bari  al  2° Trofeo Nazionale “LILT di Dragon Boat tenutosi  il 22 e 23 settembre vince l’equipaggio in rosa delle  Pink Butterfly dell’associazione Pagaie Rosa dragon boat...

Greta Crea - avatar Greta Crea

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011 Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077