Giovedì, 27 Dicembre 2018 16:43

William Somerset Maugham. “Schiavo d’amore”, testo miliare della letteratura del novecento

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Pubblicato nel 1915 “Of human bondage”, in italiano Schiavo d’amore, di William Somerset Maugham, è uno di quei grandi e corposi romanzi che si leggono e si leggeranno sempre perché in esso troviamo, oltre al fascino narrativo, un’indagine profonda sulla misteriosa complessità dei legami d’amore.

Ambientato in Inghilterra tra la fine del secolo diciannovesimo e l’inizio del ventesimo, protagonista è Philip Carey che da bambino rimane orfano dei genitori e va ad abitare con una coppia di zii: il vicario anglicano di una chiesa di provincia e sua moglie, che lo allevano senza calore, lo forzano nell’armatura della religione e completano la sua formazione spedendolo in un duro collegio. Philip soffre perché è nato con un piede equino, difetto che lo fa classificare come storpio, acuendo la sua naturale irrequietezza e sensibilità. Sogna di diventare un grande artista e la strada dei suoi studi superiori è inizialmente quella della pittura, in una Parigi bohémienne. Poi, convinto di non avere autentico talento, torna in Inghilterra per diventare medico come suo padre. E qui, studente di medicina, frequentando con i colleghi un locale, fa conoscenza con Mildred, cameriera del posto. Non bella, non intelligente, del tutto indifferente a lui, incolta, di una classe sociale inferiore alla sua … eppure Philip la desidera appassionatamente e si lancia in una relazione degradante, il cui appeal non riesce a capire. Ma forse sta proprio nella crudeltà dell’altra. 

Anche se il fulcro del romanzo è la relazione sado-masochista con Mildred, dalla quale per inciso il protagonista ha solo fuggevoli baci, la ragazza entra in scena a storia molto inoltrata, quando già conosciamo bene psicologia e aspirazioni del giovane, ne abbiamo apprezzato analisi e interrogativi sui comportamenti umani, sul senso dell’esistenza. Molti hanno rilevato come “Schiavo d’amore” sia parzialmente autobiografico: anche Maugham, infatti, rimase orfano dei genitori, visse a Parigi, dove tra l’altro era nato, studiò medicina. Somerset Maugham era balbuziente, un handicap che lui trasforma nel piede equino di Philip Carey. Sappiamo per certo però che la vita sessuale dello scrittore era orientata verso donne e uomini. Il romanzo è in definitiva un preciso, profondo, spaccato di un’epoca e di una personalità, attraverso la quale ci chiariamo sui misteriosi meccanismi che ci legano agli altri, sull’amicizia e sui suoi conflitti, sull’irrazionalità che ci fa scegliere persone sbagliate e restare indifferenti alle più sincere dimostrazioni d’amore.

William Somerset Maugham

Schiavo d’amore

Edizione integrale pag. 619

In commercio con varie case editrici.

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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