Venerdì, 17 Aprile 2020 11:36

Adelphi. “Vita coniugale” di David Vogel, il dramma di chi si fa vittima

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“Vita coniugale” di David Vogel è un grande romanzo che ha per protagonista un personaggio debole e vittima di se stesso, invischiato in una relazione amorosa con una donna sadica.

Il libro tuttavia ha un’importanza e un respiro più vasto del semplice racconto di una dipendenza a due, per quanto complessa e infelice: lo scavo dei sentimenti, supera il resoconto della particolare perversione erotica perché, calato in un tempo che preparava l’avvento del nazismo, scritto in ebraico e pubblicato per la prima volta a Tel Aviv nel 1929 - da un autore che componeva su un pentagramma viennese e che scelse di vivere in Europa - evoca il conflitto di chi desiderava assimilarsi agli altri e poteva farlo solo attraverso un suo graduale annientamento.

“Vita coniugale” ci narra di Rudolf Gordweil, giovanotto che vive a Vienna negli anni venti e un giorno incontra in un caffè una ragazza che lo attrae inspiegabilmente e in maniera inevitabile «come il presentimento di un disastro». Più alta di lui, bella, dai lineamenti duri, vuole conoscerla proprio a causa di quel «tocco di pena di cui il nostro spirito ha bisogno per sussistere». Da quel momento tra i due s’instaura una relazione dolorosa e irrinunciabile, fatta di umiliazioni e degradazioni che l’uomo si lascia infliggere. In questo romanzo tragico, possente e irresistibile, che descrive la routine di “Una vita coniugale” esasperata con il ritmo dei grandi, senza un solo momento di noia, si analizza in maniera profonda e dettagliata una relazione-simbolo che vive grazie alla sottile tortura, simbiosi più forte di quella fondata sul piacere.

Pur circoscritta a un perimetro privato, l’opera di Vogel fa pensare ai meccanismi tragici in cui storicamente l’inconscio collettivo è rimasto sinistramente impigliato. Lo scoppio della seconda guerra mondiale colse l’autore nel sud della Francia. Benché potesse forse sottrarsi alla cattura, si consegnò spontaneamente ai nazisti. Morì ad Auschwitz il 10 marzo del 1944. Il manoscritto di “Vita coniugale” fu seppellito dallo stesso David Vogel nel giardino della sua casa e ritrovato accidentalmente dopo la sua scomparsa. Per la ricchezza e la musicalità della sua prosa semplice, per la forza di suggestione, per la profondità delle riflessioni, “Vita coniugale” è una pietra miliare nella grande letteratura.

David Vogel

Vita coniugale

Cartaceo pp. 578

Adelphi eBook 2020 € 6,99

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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