VENEZIA (nostro inviato) - In una nave nel porto di Napoli, abita uno scienziato che sogna una rinascita culturale della città. Purtroppo i suoi progetti innovativi disturbano  chi muove traffici loschi, l’uomo è un filantropo idealista che sottovaluta il pericolo  e un giorno lui e la sua nave vengono fatti saltare in aria.

VENEZIA (nostro inviato) - The “Leisure Seeker” di Paolo Virzì, è il primo dei quattro film italiani in concorso a Venezia 74. Tratto dal romanzo omonimo di Michael Zadoorian, è anche il primo lungometraggio girato dal regista negli Usa. 

ROMA – E’ suggestivo il fondale dei Giardini della Filarmonica, fronde verdi mosse dal vento su cui la luce scivola voluttuosa. Non serve altra scenografia a Barbara De Rossi e Francesco Branchetti, appassionati interpreti del grido di “Coro di donna e uomo”, di Gianni Guardigli, ambizioso recital sulla sofferenza umana e sulla sua necessità di catarsi. Sottolineato dalle musiche originali di Pino Cangialosi. 

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Di Bruna Alasia

Irlanda, 1859. L’infermiera Lib Wright giunge dall’Inghilterra nelle Irish Midlands, perché convocata da un comitato capeggiato dal dottor McBrearty, il medico della Contea. Lib dovrà occuparsi di un caso misterioso: Anna O’Donnell, una bambina di undici anni, che afferma di vivere di “manna dal cielo” e non tocca cibo da quattro mesi. Considerata un “prodigio vivente”, la piccola attira stuoli di fedeli da tutto il mondo, anche se molti sono convinti che i suoi genitori siano degli impostori che, a scopo di lucro, abbiano architettato la messa in scena nutrendo la figlia di nascosto. Per questo un comitato di paesani ha ritenuto opportuno ingaggiare come sorveglianti due infermiere che per quindici giorni, a turno al fianco di Anna, indaghino per svelare se si tratta di truffa o miracolo. All’inizio, la bambina non fornisce alcuna prova di frode, sembra vivere di privazioni come una santa, al punto che Lib comincia a dubitare che il prodigio sia vero. Poi di colpo Anna scivola verso un visibile deperimento mentre affiorano segreti inenarrabili e Lib è posta di fronte a dilemmi delicati e pericolosi …

L’autrice ha un’innata capacità di tenere alta la suspense e in “Prodigio”, intessuto di maestria psicologica, prosa scorrevole, ambientazione storica attendibile, il lettore è catturato in un’avventura drammatica e verosimile. Scrive Emma Donoghue nella postfazione: “Questa è una storia inventata, però trae ispirazione dalle cosiddette ‘digiunanti’ – se ne registrarono una cinquantina nelle Isole Britanniche, l’Europa occidentale e il Nord America, fra il sedicesimo e il ventesimo secolo”. Da avvenimenti accaduti la Donoghue intesse un avvincente racconto sull’eterno conflitto tra superstizione, fanatismo religioso, ignoranza, misticismo e scienza. Un romanzo che evidenzia i pregiudizi di una comunità e la crudeltà tra consanguinei. Consigliato anche da Stephen King.

Emma Donoghu scrittrice, drammaturga e sceneggiatrice irlandese naturalizzata canadese, è stata finalista al Booker Prize nel 2010 e nel 2011 ha vinto il premio Alex con “Room. Stanza, letto, armadio, specchio” – che narra il sequestro e l’interminabile segregazione di una ragazzina messa incinta da un bruto – del quale ha firmato la sceneggiatura del film omonimo. 

Il prodigio

Emma Donoghue

Traduttore: M. Ortelio

Editore: Neri Pozza

Collana: I narratori delle tavole

Anno edizione: 2017

Pagine: 301.

Euro 17

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ROMA - Forse non a tutti dice qualcosa il nome di Sergio Tofano - al quale Pino Strabioli ha reso un omaggio tenero e opportuno – ma molti sanno chi è il Signor Bonaventura, mitico personaggio del fumetto nato esattamente 100 anni fa, nel 1917, sulle pagine del Corriere dei Piccoli: con la marsina, la bombetta rossa e il fedele cane bassotto, strampalato eroe di avventure che hanno divertito più generazioni.

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ROMA - L’ardita sperimentazione al Teatro Marconi con l’allestimento de “I volti di Faust” un progetto originale tratto dalle opere di  Spies, Marlowe e Goethe, ha  alcuni punti deboli: troppo lunga l’introduzione durante la quale si sono lasciati all’aperto in piedi gli spettatori, tra cui molti anziani che verso la fine  “caracollavano”.

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ROMA - Il Globe continua a far sognare. Le invenzioni sceniche si succedono come le ore del giorno, regalando ombre, colori suggestioni sempre diverse. Esiste forse una magia del Globe capace di ispirare chi ha la fortuna di calpestare il suo palcoscenico? Forse sì. Mai visto un Daniele Pecci tanto ispirato e al contempo naturale, passionale, travolgente. Il tempo culla i talenti ma qui si va oltre.

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ROMA - La commedia si apre su una scenografia essenziale e incisiva, presentandoci Agostino Toti, un insegnante ormai vecchio e amareggiato, che racconta al direttore della scuola come, per vendicarsi dello Stato che l’ha sottopagato rendendogli impossibile la formazione di una famiglia, abbia deciso di prendere per moglie la giovanissima Lillina, alla quale potrà assicurare, dopo la sua morte, la propria pensione. 

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Criminali da generazioni, i Cutler abitano in roulotte nella verde campagna del Gloucestershire, ricca contea nel sud-ovest della Gran Bretagna. Non riconoscono nessuna legge e vivono di rapine, corse d’auto e inseguimenti con la polizia.

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“Eugenie Grandet” è ambientato a Saumur, un paese della Loira, che Balzac descrive con calore poetico, tanto che ancora oggi chi visita la cittadina non può fare a meno di immaginare le esistenze discrete e tragiche che popolano questo romanzo, col quale molti identificano lo scrittore. E sin dalla prima pubblicazione, nel 1834, ebbe un successo straordinario. 

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