Martedì, 23 Settembre 2014 12:00

Musica. Ellington & Coltrane, i giganti del jazz

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Nel 1963 viene pubblicato l’album dei due protagonisti della musica afroamericana

“Sono stato davvero onorato di aver avuto l'opportunità di lavorare con Duke. È stata un'esperienza meravigliosa. Lui ha stabilito degli standard di qualità assoluta che io non ho ancora raggiunto. Mi sarebbe piaciuto aver potuto lavorare di più sui brani incisi insieme, ma credo che le prestazioni non avrebbe avuto la stessa spontaneità. E non avrebbero potuto essere migliori!”

(John Coltrane)

“La cosa più importante che guardo in un musicista è se sa come ascoltare”

(Duke Ellington)

Due superstar del jazz

Parlare di Duke Ellington (1899-1974) e di John Coltrane (1926-1967), significa imbattersi nel più grande compositore jazz del ‘900 e di uno dei protagonisti assoluti del sassofono. Nei sessant’anni di carriera Ellington ha esplorato generi distinti dal jazz, quali il blues, il gospel, le colonne sonore e la musica classica. Ha avuto il merito di aver scoperto musicisti straordinari quali Harry Carney, Johnny Hodges, Cootie Williams, Ben Webster, Paul Gonsalves e tanti altri che fecero parte della leggendaria orchestra del pianista di Washington.

Duke Ellington ha scritto una serie impressionante di standard che sono entrati di diritto nel patrimonio mondiale della musica e della cultura del secolo scorso. Sono memorabili i suoi brani come “Take A Train”, “In a sentimentali mood”, “Sophisticated lady”, “Mood indigo”, “Solitude”, e “Caravan”.

John Coltrane ebbe una vita travagliata e tragica dovuta in gran parte alla sua dipendenza dall’eroina e dall’alcool. L’incontro con Miles Davis fu decisivo per la sua completa maturazione come musicista e come compositore. Insieme al celebre trombettista, John Coltrane ha partecipato ad album straordinari come “Round about midnight”, “Kind of blue”, “Cookin”, “Relaxin”, “Milestons”, “Flamenco Sketches” in cui il suo stile al tenore e al soprano raggiunse la perfezione sia per il suono che per il fraseggio. Nei primi anni ’60 decise di intraprendere la carriera solista che lo porterà a comporre album che sono entrati nell’olimpo del jazz come “A love supreme”, uno degli sforzi compositivi più significativi e rivoluzionari della musica afroamericana.

Un magico incontro

Per il sassofonista l'album con Ellington fu uno dei tanti dischi che registrò all'inizio degli anni sessanta utilizzando uno stile maggiormente conservatore e accessibile, come “John Coltrane and Johnny Hartman” o “Ballads”. Nonostante le loro differenze di ‘background’ musicale, stilistico, e di età (Ellington aveva all'epoca 63 anni mentre Coltrane ne aveva 36), i due musicisti non hanno avuto motivi di scontro durante le registrazioni. La loro collaborazione fu proficua e stimolante per entrambi.

Per Ellington, questa fu una delle tante session con altri grandi jazzmen che fece agli inizi degli anni sessanta, come quelle con Count Basie, Louis Armstrong, Coleman Hawkins, Max Roach e Charles Mingus. Insolitamente però, si trovò a suonare in un contesto abbastanza ridotto, un classico quartetto jazz (in questo caso composto da sassofono, pianoforte, contrabbasso e batteria), piuttosto che in una big band come era suo solito. Il quartetto venne costituito oltre che da Ellington e da Coltrane, i due leader, anche dai contrabbassisti e batteristi di ciascun gruppo, che si alternarono nelle diverse tracce sull'album.

Il disco venne registrato nel settembre del 1962 con una band di altissimo livello: Jimmy Garrison e Aaron Bell al contrabbasso ed Elvis Jones e Sam Woodyard alla batteria, più Duke Ellington al pianoforte e John Coltrane al sax tenore e al soprano. Coltrane compose “Big Nick”, mentre Ellington scrisse la strepitosa versione di “In a sentimental modo” che apre il disco, “Stevie”, “Agelica” e “The Feeling of jazz”. Il compositore e pianista Billy Strayhorn, stretto collaboratore di Ellington, scrisse “Take the Coltrane” e “My little brown book”. 

La magia delle esecuzioni e delle composizioni fa di questo disco in duo uno dei migliori esempi del jazz degli anni ’60; a distanza di oltre mezzo secolo la musica di Duke Ellington e John Contrane rimane straordinariamente viva e attuale.

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