Venerdì, 10 Ottobre 2014 12:16

Musica. Gino Vannelli, fusion canadese

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Nel 1978 esce “Brother to Brother”, l’album della consacrazione internazionale

Herb Alpert  (A&M): “Sono riuscito a portare al successo negli States il brasiliano Sergio Mendes, perché non dovrei riuscirci con un capellone italo-canadese?”

La pop-fusion dal Canada

Anche se non è mai stato molto popolare soprattutto in Europa, l’italo-canadese Gino Vannelli è senza ombra di dubbio uno dei migliori cantanti emersi nel panorama pop-fusion degli ultimi quarant’anni. Le sue notevoli qualità vocali, unite a una timbrica versatile ed estesa sia sul registro grave che sul falsetto, fanno di Vannelli un raffinato interprete, quasi la ‘risposta bianca’ al nero Stevie Wonder. Nel corso della sua carriera si è cimentato con grande maestria nella fusion, nel funky e anche nella pop-dance, sempre con gusto e classe.

Gino Vannelli, nasce a Montreal nel 1952 da una famiglia originaria del Molise. Sin da piccolo cresce ascoltando musica: il padre è un compositore in una big band di jazz. In un primo momento di avvicina alle percussioni; a 15 anni ‘scopre’ di avere grandi qualità come cantante e autore di canzoni. Per la composizione di brani si avvicina a uno strumento più completo quale il pianoforte. Insieme al fratello Joe (che sarà sempre un suo stretto collaboratore), virtuoso delle tastiere e del piano, forma i primi gruppi.

Il giovane Gino è un grande appassionato della black music americana degli anni ’70 (Su tutti ovviamente gli Earth, Wind and Fire e in generale gli album della casa discografica Motown) e la città di Montreal comincia a essere un freno per le sue ambizioni. Con l'ostinazione trasmessagli dal nonno di origini molisane nella testa, il jazz paterno nel sangue, ma soprattutto un'ugola che mette i brividi solo a pensarci, l'italo-canadese e il fidato fratello partono alla volta di New York in cerca di fortuna. Nella Grande Mela i discografici non sembrano apprezzare la sua musica e allora i fratelli Vannelli partono per Los Angeles. La grande metropoli californiana sembra più ricettiva con la funky-fusion di Gino Vannelli. Il cantante firmò un contratto con la prestigiosa casa discografica A&M di Herb Alpert che disse del giovane cantante: “Sono riuscito a portare al successo negli States il brasiliano Sergio Mendes, perché non dovrei riuscirci con un capellone italo-canadese?”.

Tra il 1973 e il 1977 realizza cinque album che lentamente scalano le classifiche canadesi e statunitensi ma non il grande successo.

“Brother to brother”, il successo internazionale

Per il nuovo album Gino Vannelli si circonda di un gruppo di eccellenti musicisti provenienti dal jazz: Carlos Rios alla chitarra, Ernie Watts ai sassofoni, Jimmy Haslip, grande bassista dei Yellowjackets, Mark Craney alla batteria, Manolo Badrena (Weather Report) alle percussioni, Victor Feldman al vibrafono più il fratello Joe al clavinet, sintetizzatori e piano, e ovviamente Gino alla voce e sintetizzatori.

Le registrazioni sono molto complesse e lunghe: Vannelli vuole un disco dal suono perfetto che sia un’abile miscela tra jazz, fusion, funky e black music. Grande spazio viene dato alle parti strumentali soliste di una band di così alto livello tecnico. I nove brani sono composti dai tre fratelli Vannelli (Gino, Ross e Joe) nel corso del 1977. Gran parte della primavera del 1978 viene spesa per completare gli accurati arrangiamenti e calibrare alla perfezione il suono di ogni singolo strumento: su tutti ovviamente la splendida voce di Gino. I momenti più soft ricordano il sound degli Earth, Wind and Fire, con dei grandi intrecci di cori che sostengono la voce squillante e potente del leader. Il grande successo dell’album viene anticipato dal fortunato singolo “I just wanna stop”, una delle ballad della musica americana più riuscite degli anni ’70. L’accattivante singolo arriva al primo posto in Canada e al 4° negli Stati Uniti. Gino Vannelli diventa improvvisamente una superstar della pop-fusion d’oltre oceano. Nel settembre del 1978 viene pubblicato l’album “Brother to Brother” che scala rapidamente le classifiche canadesi e statunitensi. Il tanto atteso successo è arrivato con il sesto e migliore album dell’intera carriera del cantante italo-canadese. Fra i brani dell’album spiccano l’iniziale “Appaloosa”, la travolgente “Brother to brother”, ricca di virtuosi fraseggi di basso e chitarra e l’hit single “I Just Wanna Stop”. Con questo album il 26enne Gino Vannelli diventa uno dei protagonisti assoluti della musica americana e uno dei migliori cantanti di sempre.

Testo del brano “I just wanna stop”

 

Per il tuo amore, 

quando penso a quelle notti a Montreal 

mi vengono in mente i più dolci pensieri di me e te 

ricordi di un amore al di sopra delle luci della città 

oh, ho provato con tanti sforzi a tenermelo stretto 

ma, Signore, il mio cuore non ce la farà 

 

voglio fermare tutto 

e dirti cosa provo per te, tesoro 

voglio fermare tutto 

non vorrei mai vivere senza di te tesoro 

devo fermare tutto, per il tuo amore 

 

quando penso al modo in cui il mondo deve girare 

mi vengono in mente i più tristi pensieri per me e te 

ricordi di una vita e di momenti mi passano davanti 

oh, ho provato con tanti sforzi a dimenticarlo 

ma, Signore, la mia mente non me lo permetterà 

 

voglio fermare tutto 

e dirti cosa provo per te, tesoro 

voglio fermare tutto 

il mondo non sarebbe giusto senza di te tesoro 

voglio fermare tutto, per il tuo amore 

 

oh, ho provato con tanti sforzi a tenermelo stretto 

ma, Signore, il mio cuore non ce la farà 

 

voglio fermare tutto 

e dirti cosa provo per te, tesoro 

voglio fermare tutto 

il mondo non sarebbe giusto senza di te tesoro 

voglio fermare tutto, per il tuo amore 

 

 

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