Sabato, 21 Febbraio 2015 10:52

Alejandro Inarritu sogna l’Oscar

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Il suo “Birdman” con Michael Keaton è uno dei grandi favoriti come miglior film e miglior regia

“Dedico il film ai miei figli, le luci più luminose  nella notte più nera” (Alejandro Inarritu)

Un artista dell’inconscio

Sinora ha ottenuto sette nomination come miglior regista e per il miglior film; sei nomination ai Golden Globe e ne ha vinti due. Inoltre le sue pellicole si sono aggiudicate il David di Donatello, il Premio Cèsar e la Palma d’Oro al Festival di Cannes per la miglior regia. Il suo ultimo film “Birdman” si contende con “American Sniper” di Clint Eastwood, il trionfo alla premiazione degli Oscar 2015. Alejandro Gonzales Inarritu, 51 anni, nato a Città del Messico è uno dei più significativi talenti emersi negli ultimi 15 anni. I suoi film hanno sempre fatto discutere e non sono mai passati inosservati per le complesse tematiche affrontate. Sin dal suo sorprendente esordio, “Amores Perros”, colpì la critica e il pubblico per l’estremo realismo della dura vita nelle immense periferie della capitale del Messico. Il seguente “21 grammi” (2003), segnò il suo ’esordio’ a Hollywood con star del calibro di Sean Penn, Naomi Watts e Benicio del Toro. Con “Babel” (2006), il regista conclude la trilogia sulla morte con uno straordinario affresco ambientato in Giappone, Marocco e Stati Uniti e magistralmente interpretato da Brad Pitt e Cate Blanchett. Con lo sconvolgente “Biutiful” (2010), affrontò con profondo realismo il tema dell’immigrazione clandestina ambientando il film nei quartieri poveri e degradati di Barcellona. Il protagonista di questa ennesima odissea sulla sofferenza è uno strepitoso e intenso Javier Bardem.

Il suo ultimo film, “Birdman” con Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts, molto apprezzato dalla critica specializzata e dal pubblico (la pellicola è costata circa 18 milioni di dollari e ne ha incassati sinora quasi 80) è il gran favorito alla notte degli Oscar in quel di Los Angeles. 

Per meglio comprendere la complessità dell’opera di Inarritu, cerchiamo di ripercorrere la sua storia prima del suo trionfale debutto dietro la macchina da presa con “Amores perros”. In estrema sintesi il cineasta messicano può essere descritto come il regista dell’inconscio; con il suo sguardo ha sempre cercato di raccontare e rappresentare la fragilità umana, le contraddizioni dell’esistenza, l’espiazione e l’ineluttabilità della tragedia che permea la vita di ogni essere umano.

Prima della celebrità

Prima di focalizzare il suo interesse per il cinema, il giovane Alejandro Inarritu era un grande appassionato di musica e amava molto la radio. E’ figlio di Hector González Gama e Luz María Iñárritu. Passa la sua infanzia a La Colonia Narvarte, un quartiere borghese vicino al centro di Città del Messico. Il padre è un ricco dirigente di banca ma quando Alejandro ha cinque o sei anni, la famiglia González Iñárritu subisce un tracollo finanziario e va in bancarotta. Alejandro racconta che il padre è stato una fonte d’ispirazione e si è sempre preso cura della sua famiglia con la “determinazione e forza di un guerriero”. Per sostenere alle necessità della famiglia, il padre di Alejandro apre un’attività commerciale in proprio che consiste nel comprare frutta e verdura dal mercato Central de Abastos e rivenderla ai ristoranti durante la giornata. Nonostante le difficoltà economiche, Alejandro passa un’infanzia molto felice. Durante l’adolescenza Alejandro s’imbarca come mozzo su una nave da cargo, la prima volta a 17 anni, la seconda a 19: pulendo pavimenti e ingrassando i motori, attraversa due volte l’Oceano Atlantico. Dopo la seconda traversata decide di restare in Europa e Africa per un anno vivendo con soli mille dollari. Questa esperienza molto intensa sia dal punto di vista fisico che intellettuale, influenzerà profondamente la visione artistica di González Iñárritu negli anni a venire. Sempre a questo periodo risale la lettura dei grandi classici dell’esistenzialismo che definiranno il suo modo di fare cinema.

Al suo ritorno in Messico, inizia a studiare comunicazione all’Universidad Iberoamericana. Nel 1984 muove i primi passi della sua carriera come conduttore radiofonico per la stazione messicana WFM. Nel 1986 diviene direttore artistico di questa stazione rock dai gusti eclettici e per cinque anni rimarrà la radio numero uno fra i giovani di Città del Messico. Fra il 1987 e il 1989 compone le colonne sonore per sei lungometraggi messicani. In seguito si dedica allo studio del teatro con il noto regista polacco Ludwik Margules e, più tardi, direzione teatrale con Judith Weston nel Maine e a Los Angeles. Negli anni ’90 fonda “Z Films” con Raul Olvera: l’intento è di scrivere, produrre e dirigere lungometraggi, cortometraggi, spot, audio e programmi televisivi. Nel 1995 “Z Films” è la più grossa e influente compagnia di produzione messicana e i sette giovani registi che compongono la società arriveranno tutti a dirigere lungometraggi. Sempre nello stesso anno Inarritu scrive, produce e dirige un medio metraggio per la televisione messicana Detrás del dinero di cui è protagonista l’attore e cantante spagnolo Miguel Bosé. È in questo periodo che González Iñárritu incontra e inizia la collaborazione con lo scrittore sceneggiatore Guillermo Arriaga che sarà determinante per il successo del suo primo lungometraggio. 

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