Giovedì, 03 Settembre 2015 09:51

Film. “Una giornata particolare”, incontro di solitudini

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Nel 1977 Ettore Scola girò il capolavoro con Marcello Mastroianni e Sophia Loren

“Amo ambientare le mie storie in ambienti angusti, in piccoli spazi. Non faccio film d'azione e stare in un ambiente chiuso mi permette di stare più addosso ai miei personaggi e a quello che pensano.

Nel piccolo italiano medio c'è una zona nobile, un soprassalto di dignità che non arriva all'eroismo ma che lo spinge ad agire, anche solo con una dimostrazione di affetto e di appoggio all'amico”

(Ettore Scola)

“L'ordine è la virtù dei mediocri....”

(Gabriele, Marcello Mastroianni)

L’amore al tempo del fascismo

Raramente il cinema italiano ha raccontato con realismo e sensibilità la solitudine e l’arrogante disumanità del regime fascista. Ettore Scola, uno dei padri spirituali della commedia all’italiana, raffinato sceneggiatore ed eccellente regista ha descritto l’incontro di due solitudini durante i duri anni del ventennio Mussoliniano.

Grazie alla presenza di due attori straordinariamente umani ed espressivi come Marcello Mastroianni e Sophia Loren,  l’interno austero di un tipico condominio razionalista del quartiere Nomentano, il regista campano ma romano d’azione ha superato se stesso dipigendo un film profondo, delicato e disperatamente vero dal punto di vista dei sentimenti. Il film narra una storia d’amore travolgente, ricca di passioni e incomprensioni tra un malinconico speaker radiofonico e una casalinga frustrata e sola.

“Una giornata particolare”, affresco crepuscolare del cinema italiano rimarrà per sempre un episodio irripetibile della geniale creatività di Ettore Scola, del coraggio del produttore Carlo Ponti, della maestria di Ruggero Maccari e Maurizio Costanzo per il realismo dei dialoghi e dell’immenso talento di Marcello Mastroianni e Sophia Loren.

La solitudine di due vite

Il film descrive un giorno particolare della recente storia italiana. Il 6 maggio del 1938 giunse per la prima volta in Italia in visita ufficiale Adolf Hitler. Tutto il Paese si mobilitò per celebrare questa tragica figura che l’anno successivo avrebbe scatenato la spaventosa carneficina della Seconda Guerra mondiale.

Ettore Scola, Ruggero Maccari e Maurizio Costanzo, partendo da quella “giornata particolare”, hanno descritto con profondo realismo narrativo due esistenze, due mondi lontanissimi, due culture opposte che hanno in comune la solitudine esistenziale che li avvolge inesorabilmente.

Gabriele, il personaggio interpretato da Marcello Mastroianni, ex radiocronista dell’Eiar (la radio ufficiale del regime fascista fondata nel 1927), licenziato per la sua bisessualità e in procinto di essere condotto al confino in Sardegna abita nello stesso condominio in cui vive la numerosa famiglia di Antonietta (Sophia Loren), una massaia ingenua e disillusa. Il marito e i suoi figli partecipano alla sfilata in onore del Fuhrer ai Fori Imperiali, lei invece rimane a casa da sola con il solito quotidiano iter di faccende domestiche, noia e tanta solitudine.

Prima di quel fatidico 6 maggio i due non si erano mai conosciuti pur così vicini nonostante la totale diversità delle loro vite.

Quel giorno per una banale scusa (l’uccellino di Antonietta era entrato nella finestra di Gabriele), i due finalmente entrano in contatto, si parlano, si conoscono pian piano. La massaia è rapita dal fascino discreto del radiocronista che gli chiede di prendere un caffè insieme. Le due esistenze così lontane hanno ora l’opportunità di scrutarsi da vicino, confrontarsi, svelarsi in una storia d’amore imprevista, travolgente che li cambierà per sempre. Indimenticabile la scena in cui i due si congiungono sul terrazzo del condominio pieno di panni stesi.

“Una giornata particolare” si chiude drammaticamente con la scena in cui Antonietta vede Gabriele mentre viene condotto via da due guardie, poco prima che, dopo avere interrotto la lettura del libro che gli regalato, sia costretta a tornare alla sua triste realtà di massaia asservita e a raggiungere a letto il “marito-padrone”, bene intenzionato a generare un settimo figlio e magari dargli come nome Adolfo in onore dell'illustre alleato. E’ la fine di un film memorabile, struggente, ricco di momenti di poesia visiva.

Nel 1978 fu candidato all’Oscar come miglior film straniero e anche Marcello Mastroianni ebbe una nomination come miglior attore protagonista. Il film di Ettore Scola si aggiudicò un Golden Globe, tre David di Donatello, due Nastri d’Argento, una Grolla d’oro, un Premio César in Francia e una nomination per la Palma d’Oro al Festival di Cannes.

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