Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

Premiata Ilaria Bresciani con la tesi “L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”, l’Associazione Articolo21, l’avvocato penalista Pablo Salinas Cavalotti 

ROMA – Il “Van Gogh” di Maurice Pialat fa un ritratto dell’artista-uomo negli ultimi mesi della vita quando, dopo tanto viaggiare per l'Europa, dopo l’influenza degli impressionisti francesi, dopo il ricovero in un ospedale psichiatrico, Vincent Van Gogh si rifugiò nel borgo di Auvers sur l'Oise, a poche decine di chilometri da Parigi per essere seguito dal dottor Gachet, suo appassionato ammiratore.

ROMA – L’impressionante documentario sulla mafia in due parti – la prima titola “Il potere e il sangue”, la seconda “la caduta” – di Mosco Levi Boucault, ha obbligato il regista ungherese a vivere sotto copertura. Ciò basti alla comprensione di una follia che basa il suo valore sulla violenza. 

ROMA - Jan Palach è stato uno studente di filosofia a Praga, che il 16 gennaio 1969, quando aveva 21 anni, prendendo a modello i monaci buddisti del Vietnam, si diede fuoco in segno di protesta contro l'invasione sovietica in Piazza San Venceslao.  

Il trentesimo Praemium Imperiale è stato assegnato a Riccardo Muti per la musica, Pierre Alechinsky per la pittura, Fujiko Nakaya per la scultura. Christian de Portzamparc per l’architettura, Catherine Deneuve per il teatro/cinema

ROMA - “Boy erased”, tradotto in italiano con “Vite cancellate”, film di Joel Edgerton,  è basato sulla storia vera di Garrard Conley, raccontata nel  libro di memorie omonimo, pubblicato negli Stati Uniti nel 2016 e tradotto in italiano da Edizioni Black Coffee (ottobre 2018).

ROMA - Fahrenait 11/9, il documentario di Michael Moore, attesta che  Donald Trump inizialmente si era candidato alle primarie per scherzo, facendo il verso alla satira televisiva statunitense che prendendolo in giro rendeva gli attori più ricchi di lui.

Il film di Roberta Grossman “Who will write our history?”, ovvero “Chi scriverà la nostra storia?”, evento speciale della Festa del Cinema di Roma, porta alla ribalta - attingendo al libro dello storico Samuel D. Kassow che titola in maniera omonima - una vicenda poco nota dell’olocausto e risponde alla domanda senza tempo su quali fonti e quali uomini tramandino gli avvenimenti; quali racconti siano elevati a “verità” e quali ignorati o nascosti.

ROMA - “Bad times at the El Royale” - la traduzione italiana non è letterale e suona “7 sconosciuti a El Royale” - ha dato il via alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Regista Drew Goddard, cast di grandi nomi quali Jeff Bridges, Jon Hamm, Dakota Johnson e Chris Hemsworth, atmosfere noir e surreali.

Alessandro Haber, Sara Serraiocco e Isabella Ferrari diretti da un debuttante di talento 

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