Amerigo Rivieccio

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

Lo spread, la differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli attualmente di riferimento, quelli tedeschi, ha comodamente preso possesso del centro palcoscenico, luogo dove resterà nei prossimi mesi. E visto che spesso, quando si parla di spread, si sente ripetere la litania “la Grecia è vicina” è forse il caso di notare come ormai la domanda relativa all’andamento degli spread italiano e greco non è più se avverrà il sorpasso, ma quando.

Colpisce sempre la ormai macroscopica differenza tra la narrazione a proposito del Pubblico Impiego e la realtà descritta dai numeri 

Sono stati diffusi oggi dall’Istat i dati relativi all’andamento della produzione industriale nel nostro Paese nel mese di marzo. Seppur ancora assente la celebratissima ripresa qualcosina di positivo, a cercarlo, c’è. Troviamolo insieme.

Una delle maggiori aziende quotate sul mercato greco, la Folli Follie, è accusata di aver truccato i suoi report. Il valore di mercato che era circa 1,1 miliardi di euro la scorsa settimana è crollato di quasi il 60 per cento. Circa 500 milioni di capitalizzazione bruciati in due sedute e l’accusa di poter essere la prossima Parmalat.

E’ stato divulgato il testo di maggio 2018 delle previsioni economiche approntate dal Direttorato Generale per gli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea. Il testo è importante in quanto contribuisce a costituire l’ossatura su cui viene impalcato il processo decisionale delle effettive politiche della Commissione.

Appena 11 mesi fa da queste stesse colonne consigliavo l’acquisto dei titoli greci. In un articolo il cui  titolo oggi suona profetico, “Tre buoni motivi per cui il 2017 potrebbe essere l’anno della rinascita greca”, prospettavo un rendimento eccellente per chi avesse avuto fiducia nell’economia greca nel corso di quest’anno. Ecco come è andata a finire.

La previdenza pubblica, la pensione statale, il celebre primo pilastro della previdenza individuale, minaccia sempre più di crollare, non tanto per un fallimento del nostro Paese quanto per la spinta sempre più forte ad un ricalcolo degli assegni in essere o a venire con il molto meno vantaggioso sistema contributivo.

La Grecia si incammina su un arduo sentiero di normalizzazione e recentemente, lo scorso 15 novembre, ha annunciato uno swap teso a normalizzare la propria curva dei tassi ed a rendere più liquidi io mercati secondari dei suoi bond concentrando le esistenti 20 scadenze in 5 scadenze. Tutto bene, lo swap sembra anche leggermente a premio e tutto sembrerebbe volgere al meglio.

Dopo due mesi di voci è finalmente stato annunciato il tanto atteso swap dei titoli di stato greci. Il governo di Atene ha formulato una proposta, piuttosto convincente, nei confronti degli attuali titolari dei bond con scadenza dal 2023 al 2042, quelli per capirci che erano stati rifilati agli investitori dopo l’haircut conseguente al default ellenico.

I trentenni avranno pensioni più basse ma i cinquantenni sono maggiormente a rischio di fallimento 

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