“Tre anni così” è il secondo libro di Bruna Alasia, pubblicato nel 1978. “Romanzo di vita studentesca”, sottotitolo dell’editore Vangelista, racconta gli anni di piombo alla Sapienza di Roma.

Il primo romanzo sulla droga pubblicato in Italia nel 1976 dall’editore Vangelista, casa editrice all’avanguardia che oggi non esiste più, è “L’erba nasce verde”, libro con cui ha esordito Bruna Alasia. E’ in vendita on line ed è entrato nei cataloghi delle maggiori biblioteche straniere, inizialmente  grazie ad un editore  che volle regalare alla “London School of Economics and Political Science” il suo archivio letterario sugli anni ’70 nel nostro paese. Oggi “L’erba nasce verde” si trova, tra l’altro, a Parigi alla Biblioteca Nazionale di Francia e alla National Library of Australia.

“Eugenie Grandet” è ambientato a Saumur, un paese della Loira, che Balzac descrive con calore poetico, tanto che ancora oggi chi visita la cittadina non può fare a meno di immaginare le esistenze discrete e tragiche che popolano questo romanzo, col quale molti identificano lo scrittore. E sin dalla prima pubblicazione, nel 1834, ebbe un successo straordinario. 

Da molti ritenuto il romanzo più bello di Honoré De Balzac, le ottocento pagine de “ Le illusioni Perdute” costituiscono un grande affresco del mondo intellettuale nella Parigi della restaurazione, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte.

Leonida è un funzionario ministeriale, asceso ai vertici della burocrazia grazie all’oculata scelta di sposare una giovane ricca e potente. Da precettore squattrinato, figlio di un povero professore di ginnasio, Leonida ha iniziato la scalata sociale indossando il frac di un amico suicida, con il quale aiutato dalla bella presenza, dalla versatilità e dal talento nel ballo, è diventato uno dei giovanotti più contesi di Vienna. 

“L’impazienza del cuore” è il primo e unico romanzo di Stefan Zweig, pubblicato nel 1939 quando l’autore aveva cinquantotto anni. Non che il raffinato scrittore austriaco non avesse all’attivo una produzione di versi, racconti, pièce teatrali e biografie, considerate tuttora insuperabili; tuttavia non si era ancora cimentato in quel genere che oggi chiameremmo fiction. 

“Ventiquattr’ore nella vita di una donna” è un racconto breve di Stefan Zweig, su cui si scivola come in un valzer, trasportati dal ritmo raffinato del grande scrittore. L’indagine psicologica è profonda, ne siamo catturati per scoprire quale svolta imprima ai protagonisti, nei quali leggiamo parti di noi.

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