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Articoli filtrati per data: Venerdì, 05 Dicembre 2014

Roma. M5S occupa aula Giulio Cesare in Campidoglio

ROMA - "Vogliono il palazzo? Non li facciamo più uscire". Gli attivisti del M5S hanno occupato l'aula Giulio Cesare all' urlo di "Fuori la mafia dallo Stato". "Occupiamo- ha spiegato l'ex capogruppo alla Camera Roberta Lombardi- e i nostri che sono fuori dal palazzo adesso faranno un cordone per circondarlo.

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Libri. Arte e potere. Il mondo salverà la bellezza?

ROMA – «In ogni epoca storica l’arte, nelle sue mutevoli forme, ha avuto a che fare con il potere, rimanendone in misura variabile condizionata». Con questa affermazione il critico d’arte Roberto Gramiccia introduce ai lettori la riflessione del suo ultimo libro, Arte e Potere. Il mondo salverà la bellezza?, pubblicato dalla casa editrice Ediesse, scritto con la collaborazione di Diana Cardaci, con la prefazione di Alberto Burgio e la postfazione di Claudio Strinati. Il testo parte da un assunto semplice e diretto: l’arte ha sempre avuto a che fare con il potere. Un legame indissolubile insito nella storia dell’uomo, del lavoro e delle classi sociali.

Il saggio, scrive Claudio Strinati, «ha l’ambizione di tracciare un panorama ampio ed esaustivo della situazione attuale dell’arte. Il proposito è ambiziosissimo ma l’autore ha alle spalle una solida attività di critico militante che gli permette di spostarsi adesso sul piano dell’estetica generale e della sociologia, per tentare di definire un quadro organico di un universo culturale immenso e variegato, senza venir meno alla coerenza della sua parabola ricca di contributi veramente significativi e validi».

Grammiccia racconta con piglio deciso il cosiddetto sistema dell’arte, descrivendo come i rapporti di potere abbiano sempre influenzato l’attività artistica. Un’influenza che, col passare degli anni, risulta sempre più condizionante e negativa. E con intelletto vivo, l’autore analizza le trasformazioni che questi rapporti hanno subito nel corso dei secoli, fino all’attuale dominio del capitalismo finanziario globalizzato, che ha tolto all’arte la sua essenza più pura, la sua bellezza, trasformandola in merce di scambio.

«L’arte – scrive Gramiccia – si è ficcata in un vicolo cieco che, isolandola dalla realtà pulsante di un pluricentenario discorso sul bello e sul vero, l’ha consegnata alla cronaca misera e triste del business. Ciò che dico corrisponde ovviamente e fortunatamente a una linea di tendenza forte, anzi perentoria, che non esclude esempi in controtendenza.

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