Venerdì, 12 Luglio 2013 11:12

Raffaella Curiel. I primi 50 anni del suo atelier.

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ROMA - Raffaella Curiel porta in scena la ricerca vera, piccoli dettagli, pensati per mesi,  tante ore di lavorazioni a mano che determinano l’alta qualità, l’originalità di uno stile che è arte.  Le collezioni di alta moda sono ispirate da una emozione, dalla poesia, dai ricordi di un viaggio.

Questa volta la celebre stilista dichiara:  “Questa collezione non ha un tema specifico, in quanto ripercorrendo con il pensiero questi 50 anni di attività nella Moda, ho voluto esprimere tutto quel bagaglio intellettuale e di esperienze maturate direi per quasi tutta la vita”.La sfilata è un omaggio ai grandi sarti del passato,  rivisita stili,  mode, il costume dagli anni ’50, quando da bambina ammirava le creazioni della mamma, i suoi abiti da sera per la prima della Scala di cui era regina, il new look del grande Dior, la purezza di Balenciaga,la rivoluzione di Courrèges  e l’indescrivibile genio di Y.S.L.

La nuova collezione A/I  2013 presentata ad AltaRoma AltaModa è curatissima nei minimi particolari,  le proporzioni studiate meticolosamente.Gli abiti esaltano le linee del corpo, cadono fluidi sui fianchi. Le giacche hanno le spalle pronunciate e leggermente insellate, la vita stretta,  fianchi sono evidenziati. Sul retro intrecci a cestino o inserti. Le gonne a volte fasciate, altre danzanti. Volute di camoscio ricamate su tweed, intarsi di velluto e arabeschi impreziositi di paillettes e pietre preziose su crepe di lana. Molto belli gli stivali creati da Gigliola Curiel.

I tessuti lucidi e opachi, passanastri che corrono e si intrecciano in giochi volti a slanciare la figura. Pelle, camoscio sia uniti che stampati, abbinati a tweeds di lana, a crepes e flanelle per il giorno. Pizzi e chiffon, velluti, broccati per gli abiti da sera. Guarnizioni di zibellino e chinchillà. Per i colori la Curiel ha voluto  i toni del grigio e del marrone, i verdi e l’ottanio rubino e nero.   Ducis in fundo, sulle note dell’Ave Maria , una sposa  tutta in pizzo non poteva che chiudere la passarella.

 

 

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