Domenica, 01 Luglio 2018 17:38

Alla scoperta dei tesori nascosti di Rieti: cultura, territorio e vino

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Una miscela perfetta di storia e tradizione, bellezza della natura e cultura enogastronomica. Ricca di torrenti e sorgenti, la pianura, dominata dal monte Terminillo, è considerata la zona più ricca d'acqua d'Europa: fornisce l'85% delle acque consumate a Roma.

La città di Rieti è stata definita l'Ombelico d’Italia per via della sua posizione centrale rispetto all’intera penisola. titolo che la splendida città laziale si contende con Narni, in Umbria.

Entrando a  Rieti si possono ammirare le mura cittadine che risalgono al XIII secolo e rappresentano un bel biglietto da visita della città:

Oltrepassate le mura, nel cuore della città, troviamo la  Chiesa di Sant’Agostino del XIII secolo e i monumentali edifici di Rieti come il Palazzo Comunale, sede del  museo civico.  Un museo che custodisce una collezione che colloca il suo originario nucleo in età tardo rinascimentale, un vero e proprio centro di produzione culturale,

Tra le altre cose da  vedere  il Palazzo del Governo, con la sua un’elegante doppia loggia, la Cattedrale del XII secolo con il suo grandioso campanile ed il Palazzo Vescovile, con le Volte del Vescovado, con un maestoso portico diviso in due parti da alcuni pilastri.

Un’aria decisamente medievale si respira nella vicina Via San Ruffo, con le sue case che presentano le caratteristiche di questa affascinante epoca. La strada  porta alla Chiesa dei Santi Camillo e Ruffo.

Altri  luoghi di interesse: via Roma nel passato la via Salaria, l’antica via del sale. Passeggiando sopra questa strada si ha difficoltà ad immaginare di camminare su un piano rialzato, sostenuto da archi, resti di una poderosa costruzione realizzata dai romani per evitare l’impaludamento dell’importante via consolare. Eppure sotto il piano di calpestio si apre un mondo straordinario ed affascinante, fatto di volte, architravi, antichi vicoli, che conduce al viadotto romano. La struttura inglobata nei sotterranei di alcune dimore patrizie reatine è formata da grandiosi fornici romani costruiti con enormi blocchi squadrati di travertino a sostegno del piano stradale.

Con accesso  sulla via del Porto è poi interessante visitare il magazzino di casa Parasassi ed i sotterranei di Palazzo Rosati Colarieti dove è rintracciabile parte del viadotto con fornici seminterrati e dove un imponente muro mostra il piano di inclinazione della via consolare dalle rive del fiume Velino fino alla rupe di travertino dove si era sviluppato il primo nucleo abitativo della città. Da vedere anche Il Teatro Flavio Vespasiano che  rappresenta il punto di riferimento della cultura della città di Rieti. E' stato inaugurato nel 1893, dopo ben 10 anni di lavori.

Numerosi gli edifici religiosi, sia in città, che nei dintorni. Nella bella valle, vi sono un gruppo di celebri Santuari francescani.  Tra questi il Convento di Fonte Colombo, detto “il Monte Sinai francescano” perché nel 1223, dopo un digiuno di 40 giorni, San Francesco vi dettò la Regola dell’Ordine.

Per quanto riguarda l'enogastronomia il Lazio si conferma sempre più una regione dinamica nel settore della viticultura e proprio il Reatino rappresenta oggi una nuova frontiera con la produzione di vini di qualità.

Negli anni '70, infatti, con la nascita del nucleo industriale, gran parte dei vigneti furono abbandonati e poi successivamente espiantati.

Oggi In uno scenario spettacolare, ai piedi del monte Terminillo, si estendono 4 ettari coltivati a vite, in cui vigneti giovani, con cloni più nordici quali Traminer e Riesling Renano, si alternano a vigneti "antichi" con vitigni come Malvasia, Sangiovese e il Cesanese Nero. Particolare attenzione va riservata proprio al Cesanese nero, che rappresenta in maniera indiscussa la  vitinicoltura della zona. Si racconta che Antonio Di Carlo, un giovane agricoltore titolare insieme alla famiglia della Cantina Le Macchie e del ristorante La Foresta ha scoperto nel terreno di un vicino una vecchia vite di oltre 150 anni  miracolosamente miracolosamente scampata  dall’infezione, provocata dall’ insetto fillossera, che colpi’ nell’800 l’intera coltivazione vinicola italiana. Da  questa infezione si salvarono  pochissimi vigneti tra i quali il cultivar Cesenese Nero.

Nel 2009 sono iniziate sperimentazioni con vitigni internazionali tra cui riesling renano e gewurztraminer.

Ma il  prodotto di punta resta il Cesenese Nero che è quello che li identifica di più.

Cosa mangiare a Rieti e provincia

La tradizione eno-gastronomica reatina si basa su prodotti locali che della semplicità hanno fatto il loro marchio e dell’altissima qualità la loro migliore pubblicità. Una cucina che si basa sulle tradizionali ricette tramandate di generazione in generazione. Tra i piatti tipici reatini ci sono le stracciatelle in brodo, gli spaghetti alla carrettiera e il famosissimo abbacchio in guazzetto. A Rieti in particolare troviamo: gli strengozzi alla reatina, le fregnacce alla sabinese, la pasta con ragù di olive, funghi e carciofi, lasagne scandigliesi con ragù di guanciale e pancetta sono i pilastri portanti di una cucina tradizionale e gustosa.

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