Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

Mercoledì, 04 Settembre 2019 09:17

Venezia 76. Sezione Sconfini, IL VARCO

Un documentario che narra la storia della nostra campagna di Russia nel 1941 con autentici filmati di repertorio 

VENEZIA (nostro inviato) Nella Gotham City del 1981, dove la spazzatura invade le strade e c’è un diffuso senso d’insicurezza,  cresce un malessere sociale che sviluppa odio negli emarginati.

VENEZIA (nostro inviato) Tenuto fuori concorso, suppongo, non certo per mancanza di maestra bensì per la scottante attualità il cui giudizio definitivo è complesso e rischia di scatenare passioni faziose, “Adults in the room” di Costa-Gavras ha riscosso al Lido molto interesse perché tocca un aspetto coinvolgente della contemporaneità.

VENEZIA  (nostro inviato) Il “J’accuse” di Roman Polanski, basato sul romanzo di Robert Harris, affida al capo dell’intelligence militare George Piquart (Jean Dujardin) - che indagava sull’ebreo Alfred Dreyfus (Louis Garrel), ingiustamente accusato di tradimento - la ricostruzione di questa vicenda storica.

VENEZIA (nostro inviato) L’atteso film di James Gray con Brad Pitt ,“ Ad Astra”, non ha emozionato la stampa del Lido.  Il protagonista è Roy McBride (Brad Pitt) un figlio astronauta che, decenni dopo la scomparsa nello spazio del padre, va alla ricerca del suo misterioso silenzio.  

“Il Regno” ha come soggetto l’attuale sistema di potere e di controllo privatistico della cosa pubblica, apparato dove si è sovrani attraverso la corruzione politica e dove non sembra esserci altro modo di operare per farcela.

Il 29 agosto arriva nei cinema italiani “The rider – Il sogno di un cowboy” di Chloé Zhao. Il film ha vinto al festival di Cannes 2017 il premio più importante della sezione “Quinzaine des réalisateurs”, ovvero l’Art Cinema Award. Il lungometraggio è una storia vera che ha colpito la regista Chloé Zhao ed è stata da lei trasportata sullo schermo in modo poetico e commovente.

Chi conosce il linguaggio e i temi di Wim Wenders, rimarrà stupito per il suo cambiamento di stile nel melodrammatico “Submergence”, tratto dal romanzo del corrispondente dell’Economist J.M. Ledgard.

VENEZIA - A differenza di Cannes, la mostra internazionale di Venezia si è dimostrata più aperta e lungimirante nei confronti delle nuove piattaforme streaming attraverso le quali il cinema oggi arriva al pubblico.

E’ oggi sugli schermi italiani il film che a Cannes ha rivelato a Kantemir Balagov, Tesnota (Closeness.) Con uno stile molto personale fatto di silenzi e primi piani, Balagov in questa sua opera prima racconta una storia vera accaduta nel 1998, a Nalchik, capitale della Repubblica di Cabardino-Balcaria, nel Caucaso Settentrionale, dove nel 1991 lo stesso regista è nato.

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