ROMA - Quattro chiacchiere con Michele Ferioli, vincitore per Piazza delle Arti. La sua foto, giudicata dal direttore  Angelo De Robertis di Radio 105, è stata la prima selezionata tra le tantissime opere presenti nel database   della piattaforma di Piazza delle arti, l'iniziativa che permette ai giovani artisti di entrare in contatto con possibili mecenati che avrebbero valutato  opere di natura varia, dalla scultura alla fotografia.

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ROMA - E' prevista per il 28 Febbraio la scelta della prima opera che permetterà ad uno dei partecipanti di Piazza Delle Arti, piattaforma digitale che vuole lanciare nuovi talenti,  di esporre a casa di Francesca Cavallin, nota attrice italiana, la sua creazione. Valentina Marchetti ha intervistato la bella attrice perché racconti di questa esperienza ai lettori di Dazebao.

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ROMA - In un momento di grande difficoltà per Roma, di cui inevitabilmente soffre anche la scena culturale e artistica, privata dei vivaci progetti del passato, colpita ad esempio dall’incerta sorte del MACRO – ancora con un direttore ad interim e privo di gran parte del suo personale – ma soprattutto segnata – pure nella progettualità – dall’assenza di una reale politica culturale che condiziona la vita del cittadino/pubblico e degli operatori professionali (artisti, critici, curatori, galleristi etc..), viene spontaneo riflettere su periodi comunque molto duri della nostra storia, in cui la cultura ha invece giocato un ruolo importante, talvolta dirompente.

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ROMA - Tommaso Di Giulio, è un giovane cantautore romano, molto talentuoso e con le idee chiare. Ha una voce che "fa colpo", (per citare un suo brano) al primo ascolto, le sue melodie restano impresse, anche per la grande cura nei testi, che non scendono  mai nel banale.

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ROMA - Ambasciatore italiano uscente in Angola, S.E. Giuseppe Mistretta è senz’altro il testimone piu’ autorevole degli interessanti e lunghi rapporti che legano i due Paesi. Dopo l’ultima missione della Portaerei Cavour a Luanda e in procinto di iniziare un nuovo mandato, stavolta in Etiopia, lo abbiamo incontrato a Roma, nell’ambito della presentazione del suo nuovo saggio “Un ponte lungo quattro secoli” (Gangemi editore) nel quale ripercorre l’antica amicizia e collaborazione tra i due popoli, fino ad arrivare alle recenti sinergie ed interazioni imprenditoriali che, nonostante la lunga distanza geografica, stanno avvalorando la possibilità di un forte recupero economico e culturale su entrambi i fronti.

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ROMA - Davide Mana é un blogger,  nonché autori di libri, paleontologo, ricercatore universitario e traduttore. E' l'autore e creatore di Strategie Evolutive, uno dei blog più frequentati, dove potete trovare argomenti degli ambiti più vari, affrontati con ironia ed estrema cura.

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ROMA - A Roma mentre crescono le esigenze, la qualità dei servizi e delle infrastrutture va scemando. E le risorse invece di aumentare vengono sottratte. Tanto che la possibilità di realizzare opere strutturali di ammodernamento ormai sfiorano l’utopia. Ne parliamo con  Gianni Paris, consigliere del Partito Democratico e presidente della  commissione speciale Roma Capitale.

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Intervista a Massimiliano Taggi. La campagna “Si può fare” per aprire l’ex manicomio di Roma alla città parla a tutti noi, recuperando il pensiero libertario che portò all’approvazione della legge 180. Ne parliamo con Massimiliano Taggi, da 17 anni animatore dell’Associazione Ex-Lavanderia, e di questa battaglia

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ROMA - Stefano Guindani è un fotografo italiano di reportages, celebrities e moda internazionale. Si è dedicato a reportage urbani e sociali. Nel 1998 ha fondato la propria agenzia, SGP Stefano Guindani Photo, che coniuga servizi editoriali a servizi per le case di moda e per le aziende.

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ROMAAlice Mondia è una giovane cantante di origini svizzere. Ha esordito a 18 anni con "My way or no way" disco dai suoni pop interamente in inglese. Ha preso parte ai concerti di Gatto Panceri e della band Sonohra. E' al suo terzo disco e attualmente possiamo sentirla grazie al brano "Spigoli d'amore". Per il suo album "Plaster" ha collaborato con Matt Howe (tecnico del suono di Elton Johne  e Michael Jackson). E' madrina dell'inziativa La ciaspolada, gara podistica che si è svolta in Trentino il 5 Gennaio e giunta alla 41a edizione. L'ha intervista per Dazebaonews.it Valentina Marchetti

D. Quando hai capito che la musica era la tua strada? 

Fin da bambina mi muovevo sulle note della danza classica, ho cominciato prestissimo a 3 anni.  Man mano che crescevo la musica diventava sempre più importante, giorno per giorno, in ogni momento; in casa mia era una vera passione, si ascoltava e si suonava sempre. Poi ho cominciato a cantare, mi piaceva molto, mi faceva sentire parte di questa colonna sonora che accompagnava i miei giorni. A quasi 18 anni per caso vado a registrare un demo per me, per avere delle cover da ascoltare, e lì  sono stata notata ed è cominciato tutto.

D. Quali sono state le tue influenze musicali? 

Sono tantissime e sono cambiate anche negli anni. Ho cercato di arricchirmi ascoltando di tutto, i Beatles e i Deep Purple che ascoltava mio padre, Sade e Sting che ascoltava mia madre, la musica della mia generazione.. Le band e gli artisti contemporanei che amo di più sono, invece, i Linkin Park, Fall Out Boy, Emeli Sandé... grandi punti di riferimento sono state Anastacia e Whitney Houston. Sono così tante le mie influenze musicali che non saprei nemmeno descriverle tutte.

D. Mi racconti della tua esperienza ai Pinewood Studios di Londra? 

Ero già molto emozionata che Matt Howe avesse accettato di masterizzare Plaster, ma quando ci ha detto degli Studios non ho subito pensato a dove sarei andata a finire. Una volta arrivati in macchina varchiamo questo enorme cancello dove all’interno vi era come un vero e proprio paese. Capannoni immensi, e vicino allo studio fonico di Youki Yamamoto dove poi abbiamo lavorato, c’erano tutte le roulotte di attori che erano lì per la realizzazione di qualche film. Incredibile! Lavorare con Matt poi è stato interessantissimo, lui è una persona geniale e molto semplice, e per masterizzare i miei brani ha utilizzato un bancone analogico originariamente appartenuto ai Led Zeppelin.

D. Come nasce il tuo album, “Plaster” ?

È nato molto spontaneamente. Siamo tornati in studio e i brani sono nati quasi da un bisogno emotivo che avevo bisogno di trasformare  in musica. Infatti in qualche mese ci siamo trovati con il materiale per un nuovo EP, a nemmeno un anno da Scacco. Man mano che i brani nascevano avevo ben chiaro cosa volevo da questo album, la copertina, il progetto… ci tengo che tutto abbia un’unità stilistica, perché tutto ha un senso, dai brani, all’idea, all’immagine.

D. Come trovi il panorama musicle inglese, rispetto all’Italia e la Svizzera?

Forse è solo una mia idea, ma gli artisti inglesi, anche quelli conosciuti nei vari backstage, mi sembrano sempre molto rilassati, dei “turnisti” alla vecchia maniera, persone di gran semplicità che vivono la musica e la svolgono come un lavoro normale. In Italia, che invece ha anche il bellissimo pregio di essere la nazione invidiata da tutto il mondo per la moda e il design, anche gli artisti ci tengono a curare e osare nel look al fine da risaltare ancor più la propria personalità. Ma questa è solo un’opinione, in realtà i casi sono talmente diversi l’uno dall’altro che non si può generalizzare. Credo, comunque, che il livello di giovani che si avvicinano al mondo della musica è numeroso in tutte e tre le nazioni; purtroppo sulla differenza della discografia non ho molti elementi per esprimermi.

D. “Donne come me” è un brano che hai dedicato alla violenza sulle donne. Quando hai deciso di scriverla, c’è stato qualche caso che ti ha colpito? 

Prima di associare un testo al brano, la linea melodica era già di per sé intensa e colma di emozione, tanto da non lasciare indifferente nessun ascoltarore. Così, abbiamo pensato, che sarebbe stato bello dedicare questo brano a tutte quelle numerose donne che devono lottare ogni giorno in questo inferno. La musica ha la capacità di scuotere gli animi, sarebbe stato bello di nuovo sensibilizzare il pubblico su questo argomento, perché finché ci sarà anche una sola vittima vuol dire che non si è ancora fatto abbastanza. Ho avuto casi intorno a me, persone che conoscevo bene che mi hanno raccontato dopo anni degli episodi di violenza che mi hanno lasciata sbigottita, prima di tutto perché erano persone vicine e poi perché non me ne ero mai resa conto. Mi ha scosso. Non ho voluto scrivere di persona il testo, perché credo che non si possa raccontare un’esperienza del genere senza viverla sulla propria pelle; ma il bravissimo Martino Lo Cascio, che da anni scrive per me parte dei brani dei miei album,  ha studiato e letto moltissimo riuscendo a creare queste meravigliose parole che in qualche modo rappresentano con grande dignità queste grandi donne. Mi emoziona ancor di più pensare che è stata scritta da un uomo. Si vede quanto anche lui abbia aperto il cuore a quest’argomento.

D. Ci sono progetti cui vuoi dedicarti?

Sì, sembra quasi una grande sorpresa, ogni cosa che arriva la prendo come un regalo. Mi sento in eterna lotta per guadagnarmi un posto tra gli artisti “veri”. Il mio unico grande traguardo per ora rimane questo, far conoscere all’Italia la mia musica, e perché no, magari un giorno anche a tutta l’Europa. Sarebbe un sogno che diventa realtà. Progetti più recenti invece sono un tour, tante iniziative, e perché no, in futuro un quarto album.

D. Come inizia una tua giornata? 

Se non sono in viaggio, normalmente comincia con un po’ di sport, per rimanere allenati e per cominciare bene e piena di energia! Poi a seconda dell’agenda le giornate sono sempre molto diverse, ma sempre molto piene. Appena ho almeno un’ora la dedico a degli esercizi vocali che servono per rimanere ben allenati.

Alice Mondia – Spigoli d’amore - video

 

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