Una miscela perfetta di storia e tradizione, bellezza della natura e cultura enogastronomica. Ricca di torrenti e sorgenti, la pianura, dominata dal monte Terminillo, è considerata la zona più ricca d'acqua d'Europa: fornisce l'85% delle acque consumate a Roma.

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ROMA - Nel 2010 a San Cesareo, alle porte di Roma, mentre si costruiva un complesso residenziale e una chiesa, vennero alla luce i resti di una Villa romana poi identificata come “La Villa di Cesare e Massenzio”. Si tratta di una scoperta  archeologica che in tutta la zona risulterebbe seconda solo a Villa Adriana, nel Comune di Tivoli, già da anni patrimonio dell’UNESCO.

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MESTREDopo l’ennesima alluvione verificatasi questa notte a Genova, la CGIA torna a denunciare ancora una volta lo “scandalo” dell’utilizzo delle imposte ambientali pagate dai contribuenti italiani. Soldi, è bene ricordarlo,  che le Amministrazioni pubbliche dovrebbero impiegare per finanziare la realizzazione delle opere di protezione ambientale: invece, da più di venti anni vengono quasi totalmente utilizzati per “coprire” altre voci di spesa.

Denuncia il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi:

“Spesso ci sentiamo dire che questi disastri si verificano anche perché non ci sono le risorse per realizzare gli interventi di  manutenzione del territorio e di messa in sicurezza dei corsi d’acqua. Purtroppo, le cose non stanno così.  Nel 2012 le imprese e le famiglie italiane  hanno versato all’Erario, alle Regioni e agli Enti locali la bellezza di quasi 47,2 miliardi di euro  di tasse ambientali. Di questo importo, solo 463 milioni di euro, pari allo 0,98 per cento,  sono stati destinati alle attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte, vale a dire le opere e gli interventi per la messa in sicurezza del nostro territorio. I rimanenti 46,7 miliardi, invece, sono stati impiegati per altre finalità”.

Purtroppo,  questa situazione si trascina dall’inizio degli anni ’90.

“Si pensi che in più di 20 anni – conclude Bortolussi - gli italiani hanno versato ben 847,3 miliardi di euro di tasse verdi: ebbene, solo 7,3 miliardi sono stati effettivamente destinati alla protezione dell’ambiente. Un’anomalia tutta italiana che qualcuno, soprattutto dopo l’ultima calamità accaduta a Genova, dovrebbe, almeno politicamente, darne conto”.

E’ bene che i contribuenti sappiano che tutta quella sequela di imposte spesso sconosciute che “sborsano” quando fanno il pieno all’autovettura e quando pagano la bolletta della luce o del gas/metano, il bollo dell’auto o l’assicurazione dell’auto, non vanno a sostenere le attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte, bensì a finanziare altre voci di spesa.

L’elenco delle tasse e delle imposte ambientali che grava sugli italiani è lunghissimo. I tre grandi capitoli su cui insistono le imposte “verdi” sono: energia, trasporti ed inquinamento.

Vediamone l’elenco:

  •  Le imposte sull’energia

Sovrimposta di confine sul GPL

Sovrimposta di confine sugli oli minerali

Imposta sugli oli minerali e derivati

Imposta sui gas incondensabili

Imposta sull'energia elettrica

Imposta sul gas metano

Imposta consumi di carbone

  • Le imposte sui trasporti

Pubblico registro automobilistico (PRA)

Imposta sulle assicurazioni Rc auto

Tasse automobilistiche a carico delle imprese

Tasse automobilistiche a carico delle famiglie

  • Le imposte sulle attività inquinanti

Tributo speciale discarica

Tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo

Tributo provinciale per la tutela ambientale

Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili

Gettito delle imposte ambientali in Italia per destinazione (valori in milioni di €)

Anno

TOTALE GETTITO
IMPOSTE
AMBIENTALI

di cui: destinato a spese protezione ambiente

(1)

di cui: non destinato a spese protezione ambiente

(2)

Inc. % spese destinate al finanziamento della spesa per protezione ambiente

1990

22.353

0

22.353

0,00

1991

27.474

0

27.474

0,00

1992

29.000

0

29.000

0,00

1993

29.435

79

29.356

0,27

1994

31.128

73

31.055

0,23

1995

34.121

112

34.009

0,33

1996

35.037

376

34.662

1,07

1997

36.362

423

35.939

1,16

1998

36.759

424

36.335

1,15

1999

39.344

371

38.973

0,94

2000

37.863

423

37.440

1,12

2001

37.885

408

37.477

1,08

2002

37.445

383

37.062

1,02

2003

40.100

377

39.723

0,94

2004

39.366

382

38.984

0,97

2005

40.147

404

39.743

1,01

2006

41.340

416

40.924

1,01

2007

41.443

446

40.997

1,08

2008

39.473

441

39.032

1,12

2009

40.709

442

40.267

1,09

2010

40.746

424

40.322

1,04

2011

42.544

437

42.107

1,03

2012

47.257

463

46.794

0,98

         

Periodo cumulato
1990-2012

847.331

7.304

840.028

0,86

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Istat

 

Note su gettito delle imposte ambientali per destinazione - In base alla destinazione del gettito vengono distinte due tipologie di imposte: (1) imposte specifiche, ossia “imposte di scopo” il cui gettito è destinato a finanziare spese per la protezione ambientale; (2) altre imposte ambientali, ossia imposte il cui gettito non è utilizzato per finanziare le spese per la protezione ambientale.

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L’ A. N. B. I. ripresenterà il Piano Mitigazione Rischio Idrogeologico. Per la salvaguardia idrogeologica è stato speso solo l’1% delle risorse destinate dal C.I.P.E.

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ROMA - Le Associazioni  Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Gruppo Logos, per concludere un anno ricco di iniziative promosse in occasione del centenario della nascita dell’industria bellica a Colleferro (industria che ha favorito  la creazione di innumerevoli fabbriche lungo tutta la Valle del Sacco), organizzano una tre giorni che partirà il pomeriggio di venerdì 23 novembre e si concluderà nella mattinata della domenica successiva.

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ROMA - Non è certo la prima volta che i fotografi puntano i loro teleobiettivi su Silvio Berlusconi durante le cerimonie ufficiali. Anzi, oramai tengono fissa una macchina da presa su di lui, perché fornisce un valore aggiunto alle loro fatiche. E il Cavaliere quasi sempre li accontenta. Oggi è stato ripreso, durante la cerimonia di beatificazione di Karol Wojtyla mentre aveva un grande desiderio di appisolarsi. La bocca semiaperta, gli occhi chiusi, vicino a lui un alto prelato fisso con gli occhi verso il Papa che sta celebrando la beatificazione di Giovanni Paolo II. Accanto al premier Giorgio Napolitano, con le braccia conserte e il viso certo non soddisfatto. Ma il Cavaliere è fatto così e d'altronde bisogna capirlo: le fatiche notturne cui si sottopone schianterebbero qualsiasi altra persona della sua età. A lui lo sorregge la fede e si vede.

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