Sabato, 12 Ottobre 2013 15:36

Anni al veleno

Scritto da Simone Censi

 

In questo scorrere di tempo inerte e senza senso,

siamo figli del vuoto più assoluto.

Scavati nell’animo da ogni umana traccia,

generazione asfissiata dal volgere della storia.

Nati troppo vecchi per i cambiamenti i corso,

siamo appiedati alla fermata di un autobus che non passerà.

La neve ha ricoperto le tracce di chi ci precedeva

e non abbiamo la possibilità di lasciare niente a nessuno.

Niente di buono almeno.

Paghiamo colpe di padri irragionevoli,

vissuti con quel che avevano alla giornata,

noi invece di niente viviamo

e le nostre colpe si assommano al peso già sostenuto.

Siamo pollame pigiato in strette casse,

beccandoci l’un l’altro, in attesa di arrivare al macello.

C’hanno portato via tutto, tutto ci hanno rubato

e ora affamati ci guardano,

perché non hanno più niente da toglierci.

Bene.

Ora che non abbiamo più niente da farci rubare,

nemmeno più la dignità, ora toccherà a loro.

Alle loro grosse case e alle loro grasse famiglie.

A chi ha cresciuto nella bambagia figli stolti e boriosi,

 ai danni dei capaci senza mezzi,

 ora tocca a chi ha mandato avanti figli stolti e insaziabili,

a chi ha affamato, usurato, scolpito sofferenze negli animi,

chi ha sbandierato la famiglia in faccia a chi non poteva averla,

a chi nascosto, sordo ai lamenti e cieco alle ingiustizie non ha fatto,

a chi si è ammantato di santità, senza dividere il drappo con il bisognoso.

Dove pensavate di andare? Quanto lontano volevate arrivare?

Siamo carogne affamate senza ideali, 

solo alla fame siamo leali.

C’avete creato così ed ora siamo arrivati.

Non avremo pietà,

 quando affonderemo i nostri denti affilati dalla violenta società,

 dentro le vostre grasse carni.

Non avremo pietà perché si è perso il significato.

Voi che vi siete arricchiti sulle schiene spezzate dei nostri genitori,

sfinito mamme anche nell’amore,

 con questo c’avete fatto crescere,

questo è il conto che vi portiamo da pagare.

Niente sconti o dilazioni,

non manderemo più avanti questa società

 per trovare un posto di rilievo ai vostri figliocci viziati.

Toccherà prima a loro,

perché ci sazieremo solamente

 quando vedremo il dolore nei vostri occhi 

prima di passare a voi.

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