Domenica, 04 Marzo 2012 14:15

Michael Jackson, una fiaba nera – Epilogo

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Dopo  “L’incredibile Hulk”, assunto come personal trainer,  Michael Jackson si preoccupò di ingaggiare  per il tour di “This is it” un medico che  lo soccorresse in caso di crisi.

Non molto dopo la diffusione delle foto di Michael in sedia a rotelle, il famoso giornalista investigativo Ian Halperin, che stava pubblicando  una biografia non autorizzata sulla popstar, lanciò affermazioni che annientarono i fan:  Michael Jackson sarebbe stato affetto da una sindrome chiamata AIAD, malattia causata dalla mancanza di una proteina protettiva dei polmoni, che lo aveva già reso cieco dall’ occhio sinistro e impossibilitato a parlare. Unica probabilità di salvarlo, secondo Ian Halperin, il  trapianto del polmone. 

I problemi economici all’inizio del 2007 divennero per Michael Jackson una preoccupazione autentica e mai sperimentata, per la prima volta si rendeva conto che, senza danaro,  qualcosa di importante può esserci negato: per lui, abituato a pagare suite d’albergo inutilizzate solo per averle a disposizione, ciò rappresentava la perdita di un lusso superfluo, inservibile e simile a un vizio,  per questo necessario come il pane.

Prince, Paris, Blanket! - sprofondato in un puff dai colori sgargianti Michael chiamò a raccolta i suoi figli che, trotterellando,   gli andarono incontro. Il più piccolo, poco più di tre anni, inciampò nei  pantaloni e cadde, si rialzò,  raggiunse suo padre osservandolo serio.

Domenica, 05 Febbraio 2012 11:49

Jacko, il verdetto – racconto trentaquattresimo

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Gavin Arvizo,  curato, vestito di una elegante camicia blu e pantaloni neri, sedette al banco dei testimoni lanciando un’occhiata a sua madre,  al giudice Rodney Melville,  al  procuratore distrettuale.  Colse lo sguardo di Michael e  di nuovo lo fuggì. 

Dopo la perquisizione del 18 novembre 2003 Michael Jackson non aveva potuto continuare  ad abitare a Neverland. La sua isola di Peter Pan nei fatti “non c’era” più:   snaturata, popolata da fantasmi, ora lo deprimeva, come un bastimento affondato.

La mattina  del 16 gennaio 2004, in un’alba che stentava a illimpidirsi,  tre lussuosissime berline nere  lasciarono Neverland dirette  al tribunale di Santa Maria, nella contea di Santa Barbara. Dall’alto degli elicotteri tutte  le televisioni più importanti le seguirono per documentare il viaggio di Michael Jackson verso la prima udienza preliminare.

Il 3 febbraio 2003 la rete televisiva inglese ITV mandò in onda nel Regno Unito il documentario di Martin Bashir  “Living with Michael Jackson”  e  dal 6 all’8 febbraio venne trasmesso da ABC negli Stati Uniti. 

Nell’estate del 2001, durante il  quarantunesimo compleanno di Michael Jackson, nello stesso momento in cui era ospite il rabbino Shmuley Boteach, a Neverland arrivò la famiglia di un bambino malato per il quale il cantante stava pagando tutte le cure: Gavin Arvizo. 

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