Da quando Lisa e Michael si erano sposati la vita insieme era puntellata da apparizioni in pubblico che dovevano restituire credibilità al re del pop e luce riflessa a lei: il 18 aprile del 1995  Neverland era stato visitato da 46 bambini di 17 paesi,  membri del parlamento mondiale dell’infanzia e Lisa, sorridente e dignitosa come una first lady,  aveva affiancato Michael tra la folla di parlamentari in erba; c’era stato l’ Elvis Aron Tribute in ricordo del re del rock che aveva commoso la novella signora Jackson fino alle lacrime. Infine la presentazione della Sony Music distribution, dove Michael aveva annunciato l’uscita di HIStory  e  ricevuto l’ Harry Chapin Memorial Humanitarian Award per l’ impegno verso l’infanzia disagiata.  

Lisa Marie, unica figlia di Elvis Presley e di Priscilla Beaulieu,  era nata a Nashville il primo febbraio 1968, dieci anni dopo il re del pop. Cresciuta a Graceland, faraonica residenza del padre a Memphis, nel Tennessee, piccolissima indossava gioielli tempestati di diamanti, pellicce di ermellino, viaggiava con un jet privato che portava il suo nome. Lisa Marie frequentava rinomatissimi collegi di Los Angeles, Ojai , Ventura County, California. Da uno di questi, una volta, venne espulsa per possesso illegale di droga, si dice cocaina. Lisa Marie aveva sofferto moltissimo per il divorzio dei genitori e fu in quel periodo che cercò di evadere stordendosi,  aveva quindici anni e da uno faceva uso di stupefacenti. Inizialmente si divise tra il castello di Graceland e la  residenza agiata della madre a Beverly Hills; infine nel 1977, alla morte di Elvis Presley,  si trasferì a Los Angeles e abitò con la mamma alla quale, sconvolta dal lutto, non perdonò mai la relazione con l’attore Michael Edwards, che arrivò ad accusare di molestie. Lisa Marie frequentò anche, per breve tempo, la scuola di Scientology a  Los Angeles dove incontrò Danny Keough che sposò il 3 ottobre 1988.  Ebbero 2 figli:  Danielle   Riley e Benjamin Storm.



Per tutto il tempo in cui aveva frequentato Jordie Michael Jackson, a intervalli regolari,  si era incontrato con la figlia di Elvis Presley, insieme passavano ore al telefono, nei momenti più duri lei e Liz Taylor avevano sostenuto psicologicamente il re del pop che, per la prima volta,  scopriva l’ amicizia con una giovane donna. Pochi giorni dopo aver chiuso lo scandalo Chandler, il 1 febbraio 1994,  Michael Jackson telefonò a Lisa Marie nella tenuta californiana di Hidden Hills:
Ehi ragazza – le disse -  che ne diresti di accompagnarmi a Las Vegas a vedere i Temptation e i  Fifth Dimension ? Ho fissato una suite al Mirage…
E io dovrei stare nella suite con te?
Che ne pensi?
Sono ancora una donna sposata…
Allora stanze separate Lisa Marie…
Quante volte devo dirti di chiamarmi semplicemente Lisa?
La ragazza acconsentì a seguire Michael Jackson e il giorno dopo i due si imbarcarono sull’aereo privato del cantante per  Las Vegas. Dopo lo show musicale, al quale avevano assistito con molta passione, Otis Williams dei Temptations, li vide comparire a braccetto nel suo camerino:
Ma guarda! – esclamò battendo le mani per la sorpresa – il re del pop e la figlia del re del rock!  Siete un evento insieme…
Di ritorno da Las Vegas, il 21 febbraio 1994, Michael invitò Lisa Marie Presley a casa sua.




Lisa aveva sempre e solo conosciuto il lusso pacchiano,  non poteva immaginare che la gente si adattasse in due stanze, sicché quando mise piede per la prima volta a Neverland, trovò familiare quella tenuta sterminata, zeppa di stranezze: se il papà, re del rock and roll, s’era fatto una reggia, perché non avrebbe dovuto farsela quello del pop?  Elvis Presley adorava i Luna Park, Michael Jackson ne aveva voluto uno in casa, cosa c’era di straordinario? Lisa sperava nella carriera di cantante e la strada che poteva spianarle Jacko si aggiungeva a quella tracciata da suo padre, anche se, cresciuta sotto l’ala di un’ icona, Lisa sapeva perfettamente che i personaggi famosi, proprio in quanto tali, sono gli ultimi a poterti dare una mano perché il termine di paragone con loro è senza appello. Da parte sua Michael Jackson intuiva che accanto alla figlia di un mito sarebbe cresciuto nella considerazione agli occhi del mondo, soprattutto in un momento in cui era indispensabile farlo ricredere sulla sua condotta. La sensazione di estraniazione, di solitudine, a quel tempo, era fortissima per il re del pop: si sentiva straniero nella sua terra, nella sua città, nella sua stessa casa. Una canzone scritta da Michael Jackson mentre era in tournée a Mosca nel 1993, anche se pubblicata in seguito, vide la luce nel pieno del clamore mediatico suscitato dalle accuse di pedofilia ed è rivelatrice del suo stato d’animo. Si intitola “Straniero a Mosca” e parla di una "caduta dalla grazia" ("fall from grace") che lo ha lasciato solo, paranoico e sull'orlo della pazzia.


Michael Jackson – Stranger in Moscaw


***

Lisa Marie non indagò mai su Jordan Chandler: i suoi genitori si erano lamentati sempre della stampa e lei non vi prestava attenzione. Credeva a Michael. Chi parlava ossessivamente del caso giudiziario era lui: si era sentito tradito, pugnalato, sfruttato proprio da chi aveva beneficiato in cambio di un po’ d’affetto. Si disperava. Lisa era preoccupata per la sua farmacodipendenza, situazione che lei aveva superato non senza sofferenza. Un giorno in cui Jacko e Lisa, seduti a Neverland, chiacchieravano ascoltando musica, lei si alzò, andò alla libreria, prese “Moonwalk”, autobiografia del cantante pubblicata qualche anno prima, l’aprì e lesse a voce alta:
Il modo in cui Elvis si è distrutto con le proprie mani mi affascina perché non vorrò mai seguirlo su questa strada – tornò ad accomodarsi accanto a lui – lo pensi davvero? Sono parole tue?
Certo – rispose Michael guardandola sorpreso.
Se non vuoi distruggerti come mio padre,  con i farmaci devi smetterla…
Ci sto provando…
Io ho visto mio padre morto Michael, ricordo i suoi ultimi momenti, è stato uno shock, non ti permetterò di distruggerti…
Lisa pensava che Michael sbagliava a sentirsi vittima del successo e della ricchezza, la vita poteva essere dolce anche per loro. Sentiva il desiderio di salvare quel “povero” ragazzo, cosa che lo rendeva unico ai suoi occhi: non c’è molla più vitale tra tossicodipendenti del desiderio sincero, quasi sempre insufficiente, di redimere l’altro che ancora affonda.
So quanto soffri Michael … lo sai che sono stata espulsa dal college perché mi avevano trovato la cocaina?
Lo so.
Credevo che la vita con Danny fosse un’ancora di salvezza ma sono rimasta delusa – Lisa si riferiva al matrimonio con il musicista Denny Keough, dal quale stava separandosi.
Se stata male per lui?
Ovvio… e pensare che all’esterno ci invidiano, per loro siamo speciali… anzi dobbiamo nascondere i nostri veri problemi… questo ci rende più infelici… perché non possiamo essere normali?
La gente normale è felice?
Qualche volta sì e anche noi cercheremo di esserlo… - Lisa Marie lo strinse tra le braccia, teneramente, poi affondò la sua lingua nella bocca di Michael, tremante e disarmata come quella di un bambino.

***


Michael Jackson aveva paura delle donne. Lo stereotipo femminile interiorizzato era quello delle spogliarelliste incontrate in età troppo tenera: con tanto di pelo sullo stomaco, disposte a vendersi per danaro. Poi c’era la madre che gli aveva istillato sul sesso un deleterio senso di colpa, che bollava tutte le ragazze di sporcizia e interesse.  Lisa Marie Presley, milionaria non sospettabile di calcoli, una che come lui avrebbe dovuto stendere un contratto matrimoniale con diritti, doveri e divisione dei beni, figlia di un mito che portava lustro al suo cognome, poteva offrirgli rinnovata credibilità attraverso una relazione sessualmente accettata. Doveva cogliere l’occasione. Michael ci pensò, non senza travaglio interiore. Dopo quattro mesi di frequentazione, nella speranza di dare una svolta alla sua vita, con la determinazione con cui si contratta un affare, uno sposalizio tra dinastie,  fece a Lisa questa telefonata:
Ti ho pensata tanto… tu?
Puoi dubitarne?
Siamo così simili…
Nel bene e nel male…
Se ti proponessi di sposarmi cosa diresti?
Direi di sì.
Lisa era innamorata di Michael Jackson.



Venti giorni dopo aver ottenuto il divorzio dall’ex marito Lisa Marie Presley convolò a nozze con  Michael Jackson a Conception de la Vega, a Santo Domingo, nel lussuosissimo residence Casa de Campo con piscine, campi da golf, ristoranti, centri benessere, camere, suites favolose. Era il 26 maggio 1994. Hugo Alvarez Perez, il giudice incaricato di officiare la cerimonia non conosceva l’identità degli sposi. Vide una coppia in nero: smilzo lui, aggraziata e non bellissima lei, body gard nerboruti, tizi in cravatta da avvocato. Quando si accorse che lo sposo, con occhiali a specchio, aveva del rossetto rosso fuoco sulle labbra, sconcertato, allargò gli occhi. Hugo Francisco Halvarez Perez lesse la formula e scoprì, stupito e onorato, le loro identità:
Vuoi tu Michael Jackson prendere questa donna come tua legittima sposa?
Be’, perché no? – Jacko sorrise e gli altri con lui.
Vuoi tu Lisa Marie Presley…
Hugo Francisco Halvarez Perez terminò uno dei riti più insoliti che avesse celebrato e pensò: “Chissà se dureranno questi due”. Non ci avrebbe scommesso, tanto gli erano sembrati eccentrici e pretenziosi e, ciò malgrado, inspiegabilmente smarriti.


***                                                                        



I figli di Lisa Marie, Danielle e Benjamin,  seguiti dalla bambinaia, scorrazzavano davanti alla veranda di Neverland. Jacko amava i suoi bambini e  si divertita vedendoli ridere soddisfatti quando venivano messi sui cavalli della giostra.  Quel giorno, inzuppati dalle pistole ad acqua,  piangevano. Liza strillava alla baby sitter qualcosa che  Michael non comprese,    si avvicinò a sua moglie:
- Mi piacerebbe avere dei figli un giorno…
Lei lo guardò incerta:
I figli sono una responsabilità, due sono già troppi…
Io non ne ho nessuno…
Che dici?! Neverland trabocca di ragazzini, anzi stai più con loro che con me!
Un figlio biologico è un’altra cosa – disse Michael
Una domestica di colore si affacciò in quell’istante:
Miss Lisa al telefono c’è il vostro addetto stampa.
La ragazza prese la comunicazione:
Hallo?
Ormai anche i sassi sanno ogni cosa – disse al di là del filo una voce maschile riferendosi al matrimonio tra lei e Michael  – pare che una pattuglia di reporter si sia recata nella repubblica Dominicana, abbia rintracciato Perez e sia riuscita ad avere una copia del certificato di matrimonio.
Non mi dire!
Hanno anche fatto vedere i documenti agli stessi grafologi che esaminarono la grafia di Hitler…
Non si riesce a tener segreto proprio niente… che facciamo?
Butto giù un comunicato.
Il primo agosto 1994, uno stringato comunicato, scritto dal Pr e firmato Lisa Marie Presley, annunciava al mondo quel segreto durato appena tre mesi: “Il mio matrimonio si è tenuto nel corso di una cerimonia privata svoltasi fuori degli stati Uniti qualche settimana fa. Io e mio marito stiamo guardando al futuro, progettando una famiglia e una sana e felice vita insieme”.  


Nel settembre del 1994 Michael e Lisa aprirono entrambi la serata degli MTV Video Music Awards al Radio City Music Hall di New York   La loro prima uscita pubblica, nella quale suggellarono con un bacio storico, davanti a milioni di telespettatori,   la sacralità dell’ unione. Sul fatto che Michael Jackson e Lisa Marie Presley avessero rapporti sessuali, gli amici della ragazza non hanno dubbio alcuno e hanno più volte sostenuto che la figlia di Elvis Presley non avrebbe mai sposato un uomo con il quale non ci fosse condivisione fisica, ne erano certi. Tuttavia c’è ancora chi continua a dubitarne…. Per dimostrare l’autenticità della loro relazione Michael Jackson e Lisa Marie Presley l’anno seguente comparvero insieme nel video del nuovo singolo dell’artista “You are not alone”. Indossavano solo  asciugamani annodati in vita, si baciavano, gridavano al mondo come, nella loro eccezionalità, fossero una coppia affiatata, anzi normale.



Michael Jackson – You are not alone – 1995



(continua)

La fine del 1993 per Michael Jackson rappresentò uno dei momenti più difficili del passaggio sulla terra: aveva dovuto interrompere il “Dangerous  world tour”, ricoverarsi in una clinica neuropsichiatrica e disintossicarsi;  la Pepsi Cola, suo maggiore sponsor, gli aveva revocato il contratto;  la sua immagine pubblica era infranta.

Sabato, 12 Novembre 2011 23:31

Jacko, il re è nudo – racconto ventiduesimo

Scritto da

Il Big Ben segnava un quarto alle sei del pomeriggio, Londra si avviava ad una notte fredda, Michael dormiva nella stanza  impersonale della Charter Nightingale Clinic dove, nel novembre del 1993, interrotto prima del tempo il  “Dangerous World Tour”, era stato ricoverato per disintossicarsi dai farmaci che aveva assunto in quantità impressionanti e pericolose, in seguito allo shock causato dallo scandalo.

Nell’estate del 1993 Michael Jackson stava per iniziare la seconda parte del “Dangerous world tour” quando accaddero gli avvenimenti sui quali, tutt’oggi, nessuno è riuscito a fare chiarezza, nessuno potrebbe mettere la mano sul fuoco:  i misteri più grandi sono quelli in cui ogni spiegazione è possibile, per questo, ogni supposizione vale l’altra.

Venerdì, 28 Ottobre 2011 21:12

Jacko e il bambino conteso – racconto ventesimo

Scritto da

June Chandler, convinta della buona fede del cantante, trovò logico che suo figlio, impressionato dal film “L’esorcista”, avesse chiesto  di dormire con Michael. I rapporti tra lei, i bambini e la pop star ripresero sereni. Aveva paura dell’ex marito,  della sua gelosia, delle sue fissazioni,  evitava di dirgli  che andavano a Neverland e che ricevevano regali costosi .

Ryan White,  un bambino bianco, era nato il 6 dicembre 1971 a Kokomo, come Michael Jackson nello stato dell’Indiana.  

ROMA - Dopo aver conosciuto Jordie Chandler, il re del pop prese l’abitudine di telefonare al ragazzino. Jordie si mostrava molto interessato ai video games e Michael lo invitò nell’appartamento californiano di Century City,  che la sua famiglia e lo staff non avevano mai visto, spiegandogli che lì avrebbe trovato un mondo di divertimenti. Per svariate ragioni il bambino non riuscì ad avere il permesso dalla madre, ma ciò non impedì ai due di diventare amici.

Nei momenti difficili Michael si rivolgeva a sua madre, l’unica persona con la quale riusciva a parlare. Per il resto i componenti della sua famiglia non gli trasmettevano sicurezza, meno che mai suo padre, meno che mai sua sorella la Toya che, soprattutto negli ultimi anni, spalleggiata da suo marito, gli aveva dato non pochi grattacapi.     Quel giorno Michael era di nuovo al telefono con Katherine per dibattere una questione privata:

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