Domenica, 04 Dicembre 2011 08:43

Michael Jackson, in due sul Titanic - racconto venticinquesimo

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Da quando Lisa e Michael si erano sposati la vita insieme era puntellata da apparizioni in pubblico che dovevano restituire credibilità al re del pop e luce riflessa a lei: il 18 aprile del 1995  Neverland era stato visitato da 46 bambini di 17 paesi,  membri del parlamento mondiale dell’infanzia e Lisa, sorridente e dignitosa come una first lady,  aveva affiancato Michael tra la folla di parlamentari in erba; c’era stato l’ Elvis Aron Tribute in ricordo del re del rock che aveva commoso la novella signora Jackson fino alle lacrime. Infine la presentazione della Sony Music distribution, dove Michael aveva annunciato l’uscita di HIStory  e  ricevuto l’ Harry Chapin Memorial Humanitarian Award per l’ impegno verso l’infanzia disagiata.  





L’uscita del nuovo LP, al quale era affidato il rilancio del re del pop, fu accompagnata da un enorme battage pubblicitario, il più impegnativo che la carriera di Michael Jackson ricordi,  tanto che la mattina del 15 giugno 1995 chi  a Londra era nei pressi del Tower Bridge venne colpito da un richiamo:
Correte! Guardate!  -  affacciata sul fiume una ragazza si sbracciava per attirare l’attenzione.
Si formò un capannello di occhi sbarrati e il Tower Bridge fu alzato per far passare il monumento a Jacko alto dieci metri, oltre due tonnellate di acciaio e fibra di vetro issate su una chiatta con la scritta “Michael Jackson HIStory”.
Oh, my God! Jesus Christ… - eccitata la folla seguì con lo sguardo la scultura spinta dalla corrente finché non la vide scomparire in lontananza e  fondersi con il grigio perlaceo del Tamigi  e del cielo.
Era una delle nove statue raffiguranti la pop star  in divisa militare, collocate in importanti città europee. Operazione da trenta milioni di dollari e di grande eco,  per promuovere il doppio album “HIStory Past, Present and Future”, diviso in due sezioni:  HIStory Begins, raccolta di vecchi successi e HIStory Continues, raccolta di inediti,  tra cui la cover di Come Together dei Beatles.



***                                                                        



Lisa, pur sostenendo il marito volentieri, fin all’inizio del loro menage aveva stabilito  il massimo dell’ indipendenza e delle abitudini personali. Per quanto sinceramente innamorata di Michael Jackson, aveva messo in chiaro che si sarebbe regolarmente divisa tra Neverland e la sua tenuta di Hidden Hills, distante mille miglia.  Michael non aveva sollevato obiezioni. Tanto più che i bambini della moglie lo trovavano “strano” e non sembravano entusiasti di vivere con lui, soprattutto Danielle che aveva cinque anni.  “Cosa posso fare per diventare amico? – chiedeva Jacko a Lisa Marie, ma i piccoli, forse rifiutando l’idea di un nuovo papà, opponevano resistenza. Quando erano a Neverland Lisa raccomandava alla cameriera di tenere  sempre impacchettati degli spazzolini da denti, perché non  sapeva per quanto si sarebbero fermati.

Michael era altrettanto impegnato con il lavoro e le sue nuove conoscenze: frequentava, a quel tempo, con piacere la famiglia Cascio. Aveva  incontrato il padre che lavorava  in un albergo di New York  e gli aveva gestito la suite  e gli appuntamenti: una volta diventati amici,  il signor Cascio  gli aveva presentato moglie e  figli. Il re del pop  strinse  amicizia,  come sempre,  con i più piccoli, Frank e Eddie. Avvicinandosi l’estate del 1995 il cantante meditava di passare una vacanza con i due fratellini e  una sera in cui lui e Lisa , finito di cenare,  sedevano insieme di fronte al camino spento,  il re del pop disse alla moglie:
A luglio vado in Francia e porto con me  Frank e Eddie.
Lisa allargò gli occhi:
Sei sicuro?
Si.
Non ti chiedi che effetto potrebbe fare al mondo? Che effetto sta facendo a me? Io sono tua moglie e tu stai andando di nuovo in ferie con due bambini!
Il re del pop la guardò in silenzio e non rispose.
Michael perché sei così egoista? -  Lisa gli piazzò in volto due occhi ottenebrati.
Michael sbuffò:
Io egoista? Tu lo sai quanto faccio beneficenza…   amo tutti i bambini del mondo.  
Non sto parlando dei bambini del mondo, sto parlando di me e di te! Tu sei la persona più egoista che ho conosciuto in vita mia.
Nessuno, tranne ovviamente suo padre, si era mai rivolto a lui in maniera così dura. Stava quasi per piangere:
-     Eddie e Frank sono miei amici da tanto… siamo stati insieme dappertutto… non c’è niente di male…  perché mi odi Lisa? Io sono questo e se veramente mi ami devi accettarmi.
L’insistenza con cui il cantante rivendicava il diritto di partire con dei bambini  rappresentò il problema più grande con il quale Lisa Marie Presley  si scontrò nel periodo in cui furono insieme. Lisa non pensava che suo marito fosse un pedofilo, tanto che aveva portato i figli a Neverland, né avrebbe potuto dire di averlo visto in atteggiamenti inappropriati,  però trovava inaudito che, dopo quello che aveva subito con Jordie Chandler,  lui volesse stare ancora insieme a dei ragazzini.  Jacko fu irremovibile e mesi dopo, nel luglio del 1995, andò in Francia  con i piccoli Frank ed Eddie Cascio.



***                                                                    


.

Lisa Marie non dava peso a quello che i tabloid ancora dicevano su Michael, malignavano anche  di lei dipingendola interessata ai soli favori della star, ma lei sapeva la verità: si era innamorata di lui come  si innamoravano tutte e per di più era orgogliosa di aver sposato un uomo che, come suo padre, era un  astro della musica leggera. Sua madre, Priscilla Beaulieu, al contrario era preoccupata per quel legame nato in seguito allo scandalo. Malgrado la procura  distrettuale di Los Angeles, dopo l’accordo con i Chandler, avesse annunciato che non sarebbe stata intrapresa nessuna azione legale contro Jackson, l’ondata di sospetti sollevata dalle accuse,  aveva istillato in molti il dubbio che fosse un pervertito. Tra questi la madre di Lisa che aveva gridato alla figlia:
“Ti usa come paravento! Per dire al mondo che è normale quando non lo é…”.
Lisa aveva alzato le spalle.


Nello stesso periodo in cui il cantante era impegnato nella promozione di HIStory, Michael e Lisa muovevano guerra alle malelingue. A gennaio del ‘95 Michael Jackson intraprese un’azione legale contro una radio di Los Angeles e il programma televisivo “Hard Copy” per aver messo in giro la notizia, falsa, che la polizia avesse riaperto l’inchiesta sull’abuso di minori. Lisa e Jacko ne parlavano mesi dopo,  in un pomeriggio estivo seduti sulla veranda di Neverland:
Hai fatto bene a chiedere 100 milioni per calunnia, devono imparare che  quello che dicono pesa… -  affermò la ragazza.
Jacko fece una smorfia di disappunto:
Non basta… dobbiamo dire la nostra…   accetti di farti intervistare con me da Prime Time?
Hai chiesto consiglio agli avvocati?
Loro sono d’accordo,  basta non entrare troppo nei particolari…
Va bene  - rispose Lisa Marie  - anche se alcune cose mi sono odiose…
Ad esempio?
La stronzata di baciarci davanti a duecentocinquanta milioni di telespettatori durante gli MTV awards….
Eravamo appena sposati…
Mi sentivo un trofeo in pubblico…
Lui la guardò incredulo:
Ma che dici! Di uscite televisive ne abbiamo fatte ben poche..
Per fortuna Michael perché sono le più faticose…



Il 14 giugno 1995 Michael Jackson e Lisa Mary Presley si trovarono negli studi della ABC per rispondere alle domande di Diane Sawyer durante il programma “Prime time live”. Lungo colloquio nel quale parlarono del loro primo incontro, del matrimonio, del desiderio di trasferirsi in Svizzera e avere dei figli. Lisa Marie sorrise di chi definiva quell’ unione una farsa, asserendo che lei  non avrebbe mai sposato una persona che non amava. Affermò decisa  che con Michael  aveva fatto sesso. Lui dovette persino difendersi da accuse di filonazismo e antisemitismo secondo l’interpretazione di un  suo video. Lisa Marie, per tutto il tempo,  appoggiò il marito. Sul caso Chandler il cantante fece di sé una difesa accorata, ebbe però l’ingenuità di rompere il “patto di riservatezza”  lapidando l’intera storia come una “bugia”. Ciò diede modo alla famiglia del piccolo Jordan di intraprendere una nuova battaglia legale che, anche questa volta,  venne messa a tacere con un patteggiamento privato. L’intervista a  “Prime time live” fu seguita da un numero di telespettatori notevolmente inferiore ai precedenti.  Jacko ne soffrì molto,  lo prese come un segno di declino. Tamponò la delusione con surrogati a base di morfina, con immaginabile risultato.  Ma ecco, riguardo lo scandalo che gli sconvolse la vita,  le dichiarazioni dello stesso Michael e della moglie:

Michael Jackson e Lisa Marie Presley a Prime Time sul caso Chandler



***






A volte, la  notte Michael e Lisa Marie restavano a chiacchierare sino a tarda ora. La tenuta di Jacko era immersa in un silenzio surreale, in piena estate si sentiva il canto dei grilli. L’abat-jour diffondeva nella camera da letto una luce felpata e confortevole.
Io non ti capisco Michael…  sembri divertirti più con tutti quei ragazzini che con me… cosa ci trovi di straordinario? – chiedeva, non senza irritazione, Lisa Marie.
Di straordinario? Niente… mi piacerebbe avere dei figli… tu non vuoi… - lui la guardava senza tradire emozioni.
Io di figli ne ho già fatti due, francamente non me la sento…
Ne hai fatti due, ma non con me…
E con questo?  Un matrimonio non si regge solo sui figli…
Ma i figli sono importanti… se non sei tu a farmeli, allora li chiederò a un’altra donna…
Stai scherzando?
Ho già idea di chi potrebbe farmeli… potrebbe essere Debbie Rowe, l’infermiera del mio dermatologo… lei dice che sarebbe contenta di rimanere incinta e di fare i figli per me…
Stai scherzando Michael?
Se sei sicura di non volere,  chiederò di farmeli  a Debbie Rowe…
Si  - rispose sua moglie sconvolta – sono sicura di non volere.


***                                                                    



Tornò l’inverno, Lisa si sentiva depressa e stanca. Non sapeva come comportarsi con suo marito. Aveva domandato aiuto a Katherine perché temeva che continuando a circondarsi di ragazzini sarebbe nuovamente finito nei guai. La mamma del re del pop le aveva riposto: “Non devi dirgli cosa deve fare, Michael fa sempre quello che gli pare”.  La ragazza, per tirarsi su, andava in giro a far shopping. Un giorno rientrò più tardi del solito. La casa  immersa in uno strano silenzio. Chiamò il marito. Nessuna risposta. Lo chiamò ancora. Assalita da un presentimento Lisa raggiunse la camera da letto: vide Michael, la bocca semiaperta, in un pallore cadaverico affondato tra le lenzuola, prese a urlare:
-   Aiuto! Cosa ti è successo?!  - lo scosse violentemente. Sembrava morto. Chiamò una domestica : -   Presto un dottore, un dottore!
Di li a poco il medico arrivò. Visitò il paziente turbato e in silenzio, lo palpò,  auscultò il cuore.
Deve aver avuto un collasso… gli ho fatto un’iniezione… si riprenderà…
Perché dottore?  - chiese Lisa con angoscia
L’uomo scosse la testa:
-     Demerol…



Nei giorni che seguirono Michael vagò per casa come un sonnambulo. Sua moglie non era affatto d’accordo che fosse vittima, come lui diceva, di un meccanismo infernale, per lei era il carnefice di se stesso e avrebbe, forse,  potuto diventare anche il suo carnefice. Lisa decise di affrontarlo:
Ascoltami! Non possiamo fare finta di niente…
Cosa vuoi?
Con te mi sembra di essere sul Titanic che affonda! Io non voglio morire con te… volevo aiutarti, volevo salvarti… non è servito a niente…
Michael  non rispose.
Mi chiedi dei figli, ma che padre saresti?! – Lisa piazzò i suoi occhi in quelli del marito, Jacko distolse lo sguardo.
Perché hai quell’aria imbambolata?! – strillò Lisa – mi da ai nervi!
Silenzio.


***


Michael Jackson non aveva cambiato abitudini. Continuava a essere il Peter Pan di Neverland, passava interi pomeriggi a giocare con i ragazzini suoi ospiti, a volte spariva per  ore e non lasciava traccia, perso nell’atmosfera ovattata della droga. Lisa Marie si sentiva sola e aveva paura di colare a picco con lui. Un giorno telefonò a sua madre:
Mamma  - singhiozzò – non ce la faccio più, la vita con Michael è un inferno…. sono stata coinvolta nel suo progetto di solidarietà, pensavo di aiutarlo a salvare il mondo,  invece… è un tossicomane… sta solo dietro alle sue cose, ai suoi bambini… io non esisto… ho deciso di chiedere il divorzio…



Nel gennaio del 1996 Lisa Marie Presley presentò istanza di divorzio per “differenze inconciliabili”. Partì per le Haway con l’ex marito -  con cui aveva riallacciato  il rapporto -  e i loro bambini,  mettendo fine alla storia d’amore con il re del pop. Erano passati solo venti mesi dalle nozze e nessuno si stupì dell’epilogo. Dal divorzio la giovane ottenne molti soldi e una percentuale sulle vendite di HIStory, acconsentendo in cambio a non pubblicare mai nessun libro su quel matrimonio: promessa che lei, figlia di un uomo morto in condizioni altrettanto tragiche, ha mantenuto. A quel tempo, tuttavia, qualcosa della loro vita intima trapelò. Una agenzia di stampa americana diffuse questo nota:   Los Angeles. 22 marzo 1996 – La separazione da Michael Jackson ha segnato la psiche di Lisa Marie Presley, in preda a continue crisi di nervi e costretta a intense sedute di psicanalisi.  “Michael è un cinico calcolatore” – ha dichiarato l’ex signora Jackson – “e mi ha sposato solo per sfruttare il nome Presley. Io l’ho sposato per amore, e ho creduto in lui anche quando lo hanno definito molestatore di bambini… Lui non mi amava (lui non ama nessuno, a parte se stesso), e invece di passare il tempo con me preferiva passarlo con i ragazzini nei parchi-giochi. Io non so chi sia realmente Michael, perché lui non mi ha mai fatto entrare nella sua vita segreta”.



Non più sereno di lei era Jacko che affidava al lavoro tutto lo scopo della vita e alle canzoni il sentire disperato e controverso.  Come in “Screm” che portò in tourné quasi a  sputare l’osso:   “Smettetela di darmi addosso, mi fa venire voglia di urlare”.


Michael  Jackson   -   Scream





(continua)

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Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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