ROMA - Usiamo una parola forte, disgusto,  ma non ne troviamo una migliore per definire   ciò che  abbiamo provato  man mano  che  procedeva il talk show. 

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Michael Jackson sfogliò quel numero di Playboy del 1989 febbrilmente e con il cuore in gola,   quando trovò le foto di sua sorella La Toya,  nuda, con un languido boa conscritor  tra le gambe  sotto cui stava la didascalia: “I boa non sono pericolosi a meno che non siano affamati”, il re del pop arrossì di vergogna, allibì incredulo e pensò a Katherine. 

Nel 1988 Michael Jackson aveva acquistato dal costruttore di campi da golf William Bone,  un ranch con 1400 ettari nella contea di Santa Barbara in California, un ritiro isolato, dodici chilometri a nord di Santa Ynez,  villaggio accovacciato lungo rettilinee autostrade,  con soli quattromila abitanti soprattutto bianchi e una manciata di afroamericani. Se ne era innamorato quando, andato a trovare Paul e Linda Mc Cartney, i due lo avevano accompagnato a vedere la tenuta  perché, se a quel tempo fosse stata in vendita,   avrebbero voluto comprarla.

Negli anni sessanta l’America si caratterizzava per la recrudescenza delle discriminazioni razziali, negli Stati del sud il senatore George Wallace proponeva leggi penalizzanti gli afroamericani. Alle Olimpiadi di Città del Messico, nel 1968,  gli atleti di colore Tommie Smith e John Carlos, vincitori della gara dei 400 metri, durante la cerimonia di premiazione diedero vita a una delle più clamorose proteste della storia dei Giochi olimpici: sul podio scalzi, ascoltarono l’inno nazionale a capo chino, sollevando un pugno guantato di  nero, simbolo del movimento di liberazione che rifiutava la prassi nonviolenta di Martin Luther King, le “Black Panthers”.

RABAT -  "Si tratta di un avvenimento che segnerà la storia del nostro paese e che avrà una rilevanza per il nostro futuro e per il suo cammino democratico": sono chiare le parole con cui Hassan Abouyoub, l'ambasciatore marocchino in Italia, descrive quello che succederà questa sera in Marocco.

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ROMA - Sono in vendita i profilattici di William e Kate. La scatoletta blu-violetto recita: “Gioielli della corona, il condom della distinzione. Triumvirato di profilattici reali”. Il marketing vuole la sua fetta ed entra con prepotenza in ogni ambito. C’è una pizza con la faccia dei due piccioni al costo di  500 sterline  C’è un frigorifero regale. C’è il the di William e Kate.

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