ROMA - Gran debutto ieri al Teatro Argentina per i diciannove diplomandi dell’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, diretti da Gabriele Lavia. Per il loro ultimo saggio conclusivo, il maestro porta in scena un folto campionario di clochard. In un alternarsi di disperati e disparati monologhi, si racconta la vita dei senza tetto nel buio della capitale capitolina. Il teatro sperimenta la strada e lo fa a partire da micro-drammaturgie di emarginazione sociale, raccontate attraverso le testimonianze, confessioni e pezzi di esistenza vissuta, che ognuno dei ragazzi della scuola ha raccolto per le strade di una inedita capitale.

“Avevo in mente uno spettacolo strano, una danza, un canto. Una specie di ballata” - rivela Lavia – “Di giorno, si sa, c’è luce; di notte c’è il buio”.

Gli homeless o i barboni sono individui rovesciati all’ordinario dell’esistenza. Nella platonica dicotomia buio-luce rivelano tale inversione.

“Camminavo per le strade di San Francisco, dove stava allestendo il Don Giovanni di Mozart. Si vive spesso per la strada, ma la sera, si sa, non c’è luce” ci dice Gabriele Lavia.

I giorni del buio  da San Francisco, giungono a Roma. Il buio fa vedere quello che di giorno non si vede. Reietti, uomini, donne, giovani e vecchi dell’Italia più disparata e stranieri, disegnano l’immagine delle loro esistenze. Sfilano durante la scena come anime andanti. Raccolte in un apparente girone dantesco, sfilano in enorme mucchio di corpi nudi , sradicati, nomadi, vocianti, inoffensivi, matti, poetici, emarginati assemblati in una piramide di carelli del supermercato, simboleggianti, non da meno, la civiltà equivoca del consumo e della miseria. Come dannati dell’ inferno dantesco, si trascinano indistinti. Sono come magma sgretolante. Raccontano la loro storia. Il buio concede loro uno spazio di racconto tutto per sé. La loro storia appare fioca luce di poesia dolorosa e dolce. La strada disegna incontro con la varietà umana di questi senza tetto o “barboni” così come amano chiamarsi: per chi desidera la libertà o se ne ribella, per chi si ritrova vittima di un licenziamento o di una crisi che ha sdradicato casa e famiglia, per chi questo stile di vita l’ha ereditato da generazioni. Evanescenti charlot dell’hic et nunc, tra un passato da riscattare e un futuro da immaginare. Non sono consunti dalla miseria anziana di un’esistenza scelta o destinata, bensì sono giovani anime a cui si affida un respiro poetico. “Senza nessuna mimesi”, rivela Lavia, “racconto la distanza e la rispetto”.

Le coreografie di Enzo Cosimi, i costumi di Gianluca Sbicca e le scene di  Paola Castrignanò e i fragorosi passaggi di treni, rappresentano strazianti pause, che soventi interrogano l’irriducibile senso della vita. Una signora barbona dice: “Se non hai nessuno che ti vuole bene, smetti di esistere e diventi un fantasma”. Lavia, ci lascia con una piccola grande domanda. Intanto un vento nella primigenia natura, solleva la piramide di una redenzione dei dolori umani,  condivisi nel continuum narrato dalla folla che plaude concorde lo spettacolo di un’umanità altra.

I GIORNI DEL BUIO

19 | 23 giugno 2013

regia e drammaturgia  Gabriele Lavia
coreografia Enzo Cosimi

Saggio di Diploma del III anno del Corso di Recitazione Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico”

con Rosy Bonfiglio - Johanna, Valentina Carli - Pina, Barbara Chichiarelli - Italia
Giulio Maria Corso - Karim, Flaminia Cuzzoli - Susy, Valerio D'Amore - Vincenzo
Alessandra De Luca - Nina, Arianna Di Stefano - Ira, Desiree Domenici - Tiziana
Carmine Fabbricatore - Lello, Giulia Gallone - Maria, Samuel Kay - Caesar
Matteo Mauriello - Leonardo, Marco Mazzanti -Giovanni, Ottavia Orticello - Edda
Alessandra Pacifico Griffini - Dolores, Gianluca Pantosti - Maurizio, Eugenio Papalia - Benny
Matteo Ramundo – Paul, Veronica Polacco - assistente

costumi Gianluca Sbicca
scene Paola Castrignanò
assistente alla regia Giacomo Bisordi
        foto di scena Tommaso Le Pera                                                                          

Teatro di Roma | Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico” | Fondazione Teatro della Pergola 

orari spettacolo
19 giugno ore 21 | serata a inviti
ore 21.00  |  sabato ore 19.00  |  domenica ore 17.00

 

 

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Gran debutto ieri al Teatro Argentina per i diciannove diplomandi dell’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, diretti da Gabriele Lavia. Per il loro ultimo saggio conclusivo, il maestro porta in scena un folto campionario di clochard. In un alternarsi di disperati e disparati monologhi, si racconta la vita dei senza tetto nel buio della capitale capitolina. Il teatro sperimenta la strada e lo fa a partire da micro-drammaturgie di emarginazione sociale, raccontate attraverso le testimonianze, confessioni e pezzi di esistenza vissuta, che ognuno dei ragazzi della scuola ha raccolto per le strade di una inedita capitale.

“Avevo in mente uno spettacolo strano, una danza, un canto. Una specie di ballata” - rivela Lavia – “Di giorno, si sa, c’è luce; di notte c’è il buio”.

Gli homeless o i barboni sono individui rovesciati all’ordinario dell’esistenza. Nella platonica dicotomia buio-luce rivelano tale inversione.

“Camminavo per le strade di San Francisco, dove stava allestendo il Don Giovanni di Mozart. Si vive spesso per la strada, ma la sera, si sa, non c’è luce” ci dice Gabriele Lavia.

I giorni del buio  da San Francisco, giungono a Roma. Il buio fa vedere quello che di giorno non si vede. Reietti, uomini, donne, giovani e vecchi dell’Italia più disparata e stranieri, disegnano l’immagine delle loro esistenze. Sfilano durante la scena come anime andanti. Raccolte in un apparente girone dantesco, sfilano in enorme mucchio di corpi nudi , sradicati, nomadi, vocianti, inoffensivi, matti, poetici, emarginati assemblati in una piramide di carelli del supermercato, simboleggianti, non da meno, la civiltà equivoca del consumo e della miseria. Come dannati dell’ inferno dantesco, si trascinano indistinti. Sono come magma sgretolante. Raccontano la loro storia. Il buio concede loro uno spazio di racconto tutto per sé. La loro storia appare fioca luce di poesia dolorosa e dolce. La strada disegna incontro con la varietà umana di questi senza tetto o “barboni” così come amano chiamarsi: per chi desidera la libertà o se ne ribella, per chi si ritrova vittima di un licenziamento o di una crisi che ha sdradicato casa e famiglia, per chi questo stile di vita l’ha ereditato da generazioni. Evanescenti charlot dell’hic et nunc, tra un passato da riscattare e un futuro da immaginare. Non sono consunti dalla miseria anziana di un’esistenza scelta o destinata, bensì sono giovani anime a cui si affida un respiro poetico. “Senza nessuna mimesi”, rivela Lavia, “racconto la distanza e la rispetto”.

Le coreografie di Enzo Cosimi, i costumi di Gianluca Sbicca e le scene di  Paola Castrignanò e i fragorosi passaggi di treni, rappresentano strazianti pause, che soventi interrogano l’irriducibile senso della vita. Una signora barbona dice: “Se non hai nessuno che ti vuole bene, smetti di esistere e diventi un fantasma”. Lavia, ci lascia con una piccola grande domanda. Intanto un vento nella primigenia natura, solleva la piramide di una redenzione dei dolori umani,  condivisi nel continuum narrato dalla folla che plaude concorde lo spettacolo di un’umanità altra.

I GIORNI DEL BUIO

19 | 23 giugno 2013

regia e drammaturgia  Gabriele Lavia
coreografia Enzo Cosimi

Saggio di Diploma del III anno del Corso di Recitazione Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico”

con Rosy Bonfiglio - Johanna, Valentina Carli - Pina, Barbara Chichiarelli - Italia
Giulio Maria Corso - Karim, Flaminia Cuzzoli - Susy, Valerio D'Amore - Vincenzo
Alessandra De Luca - Nina, Arianna Di Stefano - Ira, Desiree Domenici - Tiziana
Carmine Fabbricatore - Lello, Giulia Gallone - Maria, Samuel Kay - Caesar
Matteo Mauriello - Leonardo, Marco Mazzanti -Giovanni, Ottavia Orticello - Edda
Alessandra Pacifico Griffini - Dolores, Gianluca Pantosti - Maurizio, Eugenio Papalia - Benny
Matteo Ramundo – Paul, Veronica Polacco - assistente

costumi Gianluca Sbicca
scene Paola Castrignanò
assistente alla regia Giacomo Bisordi
        foto di scena Tommaso Le Pera                                                                          

Teatro di Roma | Accademia Nazionale d'Arte Drammatica  “Silvio d'Amico” | Fondazione Teatro della Pergola 

orari spettacolo
19 giugno ore 21 | serata a inviti
ore 21.00  |  sabato ore 19.00  |  domenica ore 17.00

 

 

Published in Cinema & Teatro

Torna, dopo il  “Leone del futuro” vinto alla mostra cinematografica del cinema di Venezia nel 2006 col film Khadak, il regista antropologo belga Peter Brosens.  Il lungometraggio co-prodotto con Jessica Woodworth, dal titolo “La cinquiéme saison”(La quinta stagione) è l’ultimo di una trilogia dedicata al rapporto conflittuale tra uomo e natura.

Published in Cinema & Teatro

Krypton è un pianeta morente. Lo scienziato Jor-El ne è ben consapevole e decide di spedire suo figlio Kal, appena nato, sul pianeta terra.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - “Il linguaggio è un labirinto di strade”, scriveva Ludwig Wittgenstein. “Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un'altra parte e non ti ci raccapezzi più”. Leggendo l'ultima fatica editoriale di Goffredo Bettini, Carte segrete, un'intervista di Carmine Fotia, pubblicata da Aliberti, ascoltandone le presentazioni pubbliche, conversando criticamente con amici e compagni, la sensazione che ci si trovi dinanzi a una storia con più strade è forte.

Published in Il libro

ROMA - Niccolò Campriani , nato a Firenze nel 1987,  è un campione del tiro a segno, vincitore di una medaglia d'oro e una d'argento ai Giochi olimpici di Londra 2012.

Published in Il libro

Il vento è gelido e soffia forte sull’isola di Hilbre, sulla costa nordoccidentale dell’Inghilterra, dove la marea scopre ogni giorno miglia e miglia di fondo marino.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Per i clienti Irene è Miele, è dolce e professionale. Ma fuori Irene è una ragazza che si è isolata dal mondo: si muove tra il Messico e Roma, tra le montagne e il mare, visita sempre nuovi posti, ma tutto appare uguale, sempre alberghi, aeroporti e corridoi.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Viaggio Sola,  è il titolo del nuovo film di Maria Sole Tognazzi in uscita nelle sale con Teodora, dal 24 aprile. A cinque anni di distanza da “L’uomo che ama”,  la regista  presenta alla stampa una storia  inedita: quella di Irene (Marherita Buy), quarantenne single e senza figli, che per mestiere verifica la qualità dei servizi offerti da alberghi extralusso.

Published in Cinema & Teatro

ROMA - Vi sono testi che hanno perennemente funzione di sciogliere nodi irrisolti in tema di intolleranza, censura e perbenismo: “La governante” di Vitaliano Brancati è uno di questi. Il dramma teatrale fu interdetto alle scene perché “contrario alla morale” e osteggiato per i temi che scandaglia.   

Published in Cinema & Teatro

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Opinioni

Musei, Minoranze e Alternative Experts. Le istituzioni museali possono oggi bene…

Durante un simposio tenuto in ottobre da ABC Citta’ a Milano, si è ragionato su come sradicare dai musei i vecchi stereotipi culturali e sfruttare tali istituzioni e il loro...

Giulia Maria Wilkins - avatar Giulia Maria Wilkins

"Più libri più liberi". I miei cinque giorni nella “Nuvola della spera…

ROMA - I numeri di "Più libri più liberi" – la Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, organizzata dall'Associazione Italiana Editori (AIE) e ospitata dal Roma convention center - La Nuvola...

Letizia Ghidini - avatar Letizia Ghidini

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]