Di recente è stato pubblicato sul sito del Mef, il Ministero dell’economia e delle finanze, il report periodico circa gli andamenti del primo bimestre del 2019 rispetto alle entrate tributarie dai giochi. Nei soli mesi di gennaio e febbraio i giochi da casinò hanno comportato entrate pari al +4,1%, per un ammontare complessivo di 2.581 milioni di euro. Questo, ovviamente, è solo uno dei numerosi dati forniti dal report visionabile direttamente dal sito ufficiale. Sebbene in crescita, il trend sarebbe in linea con gli anni passati le cui somme oscillano mediamente intorno ai dieci miliardi di euro in totale. Nulla di particolarmente nuovo ed entusiasmante. 

Le entrate tributarie del gioco 

Quanto alle entrate tributarie, queste ammontano a 66.963 milioni di euro. Un incasso erariale più che roseo se si pensa che la crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ha apportato un incremento di 224 milioni di euro. La crescita percentuale, pari allo 0,3 %, seppur minima, comporta letture positive e negative del fenomeno. Il dato, infatti, è stato condizionato da una variazione del 2,3% verificatasi a febbraio e derivante dall’andamento dei versamenti dell’imposta sostitutiva. Quella sui risultati delle gestioni individuali di portafoglio è stata pari a -655 milioni di euro mentre quella sulle forme pensionistiche complementari è stata pari a -712 milioni di euro. In ogni caso i controlli incrociati rivelano dati non negativi e il Report segna valori non preoccupanti. 

La decisione di Agcom ed il decreto Dignità

I prossimi dati in materia di gioco potrebbero subire le conseguenze della questione normativa sulla pubblicità che gravita attorno al decreto Dignità. Non si ritiene che la liceità della pubblicità sul gioco possa comportare variazioni e oscillazioni impetuose ma che un intervento di legge in tale direzione possa creare i medesimi effetti subìti dal mercato del Poker, ovvero di un graduale calo di interesse dovuto ad un oscuramento mediatico molto imponente. A questo punto c’è già chi punta gli investimenti sul gioco online i cui meccanismi di pubblicità sono meno “censurabili”, sebbene la discussione riguardi proprio ogni mezzo esistente di promozione.

Cosa cambierebbe per il gioco in Italia?

I dati potrebbero essere influenzati da una decisione che, ad oggi, è stata rimandata ulteriormente all’18 aprile in materia del riesame delle linee guida sull’attuazione del divieto di pubblicità sul gioco imposta da Agicom. Un nuovo rinvio che fa impensierire gli investitori del settore. Esso necessita di revisioni accurate per una imprecisione riguardante l’articolo 9 del decreto Dignità. Questa trattativa metterà finalmente chiarezza sul confine legale tra diritto di informazione e pubblicità vera e propria. La questione si è bloccata sulla liceità di cartellonistica recante pubblicità sul gioco, sulle vincite nei locali con offerta di gioco e sulle insegne pubblicitarie e tutte le piattaforme di comunicazione a mezzo stampa e web. 

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