Falsi Principi

Mercoledì, 08 Giugno 2016 09:45

Disordine (Seconda parte)

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Il sistema però come le macchine è stupido, non è dotato di intuizione come ancora pochi esseri viventi lo sono. Non si preoccupa del fatto che ci possano essere degli individui che vivono nella clandestinità delle sue regole e si alimentano di esso per aumentare il loro odio nei suoi confronti.

Sabato, 21 Maggio 2016 16:04

Disordine (Prima parte)

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La totale disinformazione, l'esclusione sociale dovuta alla sua situazione, le zero risorse di cui poteva disporre, portarono Sil ad un odio sempre più aspro per il mondo a lui circostante. Nella situazione di estremo degrado etico e materiale in cui la società si trovava, nessuno protestava per i propri diritti. Non c'erano concentrazioni di piazza, tafferugli, scontri, rivendicazioni. La rabbia popolare non esisteva; nessuno più lottava.

Mercoledì, 04 Maggio 2016 10:08

Un segreto (seconda parte)

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Sil dove poteva rifugiarsi se non in se stesso? Non voleva essere, non voleva stare, non voleva rimanere....

Giovedì, 07 Aprile 2016 17:56

Un segreto (Parte prima)

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C'era da lavorare per trasferirsi al più presto nella nuova casa, quella vecchia sarebbe venuta a giorni. Intanto Sil era immerso nelle sue letture. Voleva diventare uno scrittore.

Domenica, 20 Marzo 2016 20:30

Squat (Seconda parte)

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Prima del grande passo voleva tenere sotto controllo la situazione, vedere se c'era qualcuno che si fosse accorto del lucchetto.

Giovedì, 03 Marzo 2016 17:11

Squat (Prima parte)

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“C'è nessuno? Ehi tu ci sei?” domandò una voce scortese alla porta gridando e bussando. Tebra intanto si fiondò all'entrata e abbaiando non vedeva l'ora di vedere chi stesse molestando il suo migliore amico.

Lunedì, 08 Febbraio 2016 13:28

Ingranaggi (Seconda parte)

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Ma nell'aria Sil e Lucia notavano l'inquinamento di un'invidia, di un'asprezza nei confronti dell'altro, che quelle cose che respirano hanno verso i loro compagni di falsa esistenza. Loro per esempio in confronto a questi oggetti erano liberi, non totalmente, ma liberi nel vero significato della parola. Il criticare quelle cose che camminavano tutti i giorni, il ricordarsi che quella non era vita, il disprezzare gli usi e costumi di quelle cose, il cercare non di essere fuori dal coro ma di evidenziare le cose del coro, li faceva sentire liberi.

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