Giovedì, 27 Marzo 2014 10:46

Il caso (prima parte)

In Italia faceva un freddo terribile, la gente era tornata ad essere scorbutica e ad innervosire Orazio appena solo dopo dieci minuti dal suo atterraggio all’aeroporto di Bergamo. Lo aspettavano venti giorni di immersione nella sua precedente vita tanto amata. Orazio salutò così anche uno dei suoi unici amici rimasti al paese dove era nato e fu a visitarlo per qualche giorno.

12 novembre 1774. La mattina presagiva pioggia e tirava una leggera tramontana. Con un cappello di piume bianche e un abito da cerimonia viola Luigi XVI, scortato dai fratelli e dagli ufficiali della corona, attraversò l’Ile de la Cité e salì le scale del Louvre. Alla sua vista procuratori, avvocati, cancellieri, studenti, azzeccagarbugli, uscieri, spie, maestri di procedure, sospesero le faccende scoppiando in un applauso che lo accompagnò sino all’affollata Sala grande. Il re occupò un seggio che dominava i principi del sangue e i pari della corona, assunse un’aria altezzosa ma provava disagio perché, miope com’era, non distingueva chi gli stava attorno.

Il castello di Marly, santuario di ritiro e svago di Luigi XIV, trascurato da Luigi XV, espropriato dalla rivoluzione, oggi non esiste più, ma il 17 giugno 1774 quando Luigi XVI vi arrivò col seguito, i giardini e i getti d’acqua splendevano. Fatti scendere i signori dalle carrozze, gli stallieri portarono a bere in un laghetto muli e cavalli. 

Lunedì, 17 Febbraio 2014 19:25

La Stima

Cosa ci porta a dire che stimiamo una persona? Esiste ancora la stima in questo mondo dove Homo Homini Lupus? In questo mondo fatto di palleggi di responsabilità, caratteristiche come la  coerenza, la serietà e il rispetto potrebbero essere già valide per stimare qualcuno? Forse.

Published in Lessico famigliare

   Il giorno seguente la morte di Luigi XV una piccola imbarcazione risaliva la Senna diretta al castello di Choisy, per consegnare spezie, piante, frutta esotica e semi di ananas coltivati in serra dai tempi del re Sole. Era una chiatta che riforniva le dimore aristocratiche della mercanzia più rara, arrivata anche tortuosamente, attraverso navi negriere, che da Nantes e Bordeaux facevano scalo in Nuova Guinea per scambiare fucili, polvere da sparo e acquavite con uomini di colore da rivendere nelle Antille, soprattutto a Santo Domingo, dove la nobiltà francese aveva bisogno di schiavi per le proprie colonie. Un gabbiano la seguiva nella speranza di cibo e, quando scaricò, rimasto digiuno, sfrecciò gridando oltre i giardini, dove il sole sorgeva su gelsomini, violacciocche e lillà, al cui profumo quella mattina, la corte in fuga dal vaiolo, si era svegliata.  

Mercoledì, 29 Gennaio 2014 14:51

4. Lo scorrere del tempo

ROMA - Il sole quel giorno era alto; un bel giorno per essere dicembre, stranamente caldo, quasi primaverile. Pietro stava cercando di chiamare il cugino ma questo non si faceva sentire. Orazio nel frattempo aveva avuto la brillante idea di andare per qualche settimana in Spagna dove aveva vissuto per qualche tempo in precedenza per ritrovare i suoi vecchi amici.

Lunedì, 20 Gennaio 2014 08:29

Scambio e convenienza (terza parte)

 

In quel posto Orazio imparò tante cose a livello umano che tutt’ora porta con sé. Chissà se queste persone, che vivono come nel passato, senza luce, senza gas, senza riscaldamento, senza televisione, senza nulla, riusciranno a resistere fino alla fine dei loro giorni, circondati da un tipo di vita consumistica che arriva anche in quei posti tramite alcuni turisti proponendo comodità facili e veloci.

Il 19 aprile 1774, alle cinque e mezza del pomeriggio, il grandioso teatro dell’Opera di Parigi mandò in scena la prima di Ifigenia in Aulide di Christoph Willibald Gluck. Nel palco d’onore il conte e la contessa di Provenza, la duchessa di Chartres e di Borbone, Luigi Augusto e Maria Antonietta e accanto a lei la principessa di Lamballe, sua amica del cuore, tanto pia quanto buffa, sotto un’acconciatura a grattacielo.

Sabato, 11 Gennaio 2014 14:55

Una domenica mattina

In una fredda domenica invernale mi ero concessa il lusso di un lungo sonno ristoratore. Quando aprii gli occhi erano pressappoco le undici. Fui felicissima di potermi stiracchiare nel letto per qualche altro minuto senza nessuna fretta, anzi rallentai all’estremo ogni singolo movimento proprio per il gusto di sfidare le lancette dell’orologio che negli altri giorni della settimana erano lame sottili contro il mio sistema nervoso. 

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Parigi, Porta della Conferenza, 8 giugno 1773, ore 11.30: la prima carrozza, proveniente dalla strada di Versailles, sollevò grida di giubilo, quando apparve. Un fremito scosse Brissac, governatore della città, Michodière, comandante della gendarmeria, Sartine, responsabile dell’ordine pubblico.

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