ROMANZI

Decine di migliaia di abitanti di Sur, il centro storico della città di Diyarbakir dichiarato patrimonio dell'umanità dell'Unesco, fanno parte di una stima di circa 500.000 persone costrette a lasciare le loro abitazioni durante l'ultimo anno a causa della brutale repressione esercitata dalle autorità turche. Questo sfollamento forzato può essere considerato una punizione collettiva. 

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ROMA - Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno.

Published in Cinema & Teatro

Le mamme si sa, hanno amore e attenzioni da vendere. Un amore così grande da sfociare qualche volta nell’invadenza e nell’eccesso di apprensione. Questa è la storia raccontata nel nuovo video dei comici napoletani The Jackal che vi farà non solo ridere, ma vi toccherà il cuore.

Published in Diritti Umani

ROMA – SUD AND SOUTH Amici per la pelle…in concerto con Marisa Laurito e Charlie Cannon. dopo Napoli e Toronto, debutta martedì 6 DICEMBRE al Teatro SALA UMBERTO di Roma e resterà in scena fino a Domenica  18 dicembre.

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Martedì, 06 Dicembre 2016 14:53

Vendée Globe uno skipper in pericolo di vita

PARIGI - Kito De Pavant un  navigatore solitario della Vendée Globe é in pericolo di vita. 

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Martedì, 06 Dicembre 2016 13:30

Basket: Gentile lascia l’Olimpia Milano

MILANO  -  Alessandro Gentile lascia l’EA7 Olimpia Milano.

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ROMA - Rimangono allarmanti le stime dell'Istat sulla povertà nel nostro Paese: il 28,7% delle persone residenti in Italia è a rischio povertà o esclusione sociale. Oltre 1 italiano su 4.

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ROMA – La vendita al dettaglio del pesce fresco è in Italia spesso accompagnata da irregolarità nell’etichettatura e dalla mancanza di informazioni che potrebbero aiutare i consumatori a compiere scelte sostenibili.


È quanto rivela il rapporto “Muta come un pesce”, pubblicato oggi da Greenpeace Italia, in cui sono state analizzate le informazioni indicate su oltre 600 etichette esposte sui banchi del pesce fresco di più di 100 rivenditori italiani, suddivisi tra supermercati, pescherie e mercati rionali.

L’indagine a campione effettuata da Greenpeace in tredici regioni fotografa una situazione davvero preoccupante: quasi l’80 per cento delle etichette esaminate non rispetta infatti appieno il regolamento europeo in vigore ormai da oltre due anni. Secondo le normative vigenti, in etichetta dovrebbe essere obbligatoria la presenza di informazioni come l’attrezzo di pesca utilizzato, l’esatta denominazione della zona o sottozona di cattura FAO, il nome scientifico e commerciale della specie e il metodo di produzione (pescato, allevato o pescato in acque dolci).

Dall’analisi dell’organizzazione ambientalista invece emerge che tra le informazioni obbligatorie è quasi sempre presente solo l’indicazione del nome commerciale; il nome scientifico è invece assente nel 34,1 per cento delle etichette analizzate. L’indicazione dell’attrezzo di pesca manca nel 36,3 per cento dei casi, mentre l’indicazione della zona di cattura non è indicata correttamente nel 56,6 per cento dei casi e sull'11 per cento delle etichette esaminate è completamente assente.

Le maggiori irregolarità sono state riscontrate nei mercati rionali e nelle pescherie. Nei supermercati, per quanto migliore, la situazione è lontana dall’essere perfetta e, a parte Esselunga, in tutte le catene visitate - tra cui Coop o Carrefour - le infrazioni registrate sono ancora troppo numerose.

«Solo conoscendo l’attrezzo di pesca e la zona di cattura esatta, i consumatori possono scegliere il pesce più sostenibile, ovvero quello locale catturato con metodi che hanno un minor impatto sull’ambiente», afferma Serena Maso, Campagna Mare di Greenpeace Italia. «Compiere scelte responsabili non solo aiuta il mare, ma anche i piccoli pescatori locali, in forte crisi perché schiacciati da un mercato invaso dai prodotti provenienti soprattutto da pesca industriale e distruttiva».

Greenpeace chiede maggiori controlli, più legalità e un’adeguata formazione del personale addetto alla vendita affinché le normative vigenti vengano rispettate. Inoltre i punti vendita dovrebbero ampliare l’offerta dei prodotti sostenibili e puntare alla valorizzazione dei prodotti ittici artigianali e locali a basso impatto ambientale: un passo necessario per aumentare la qualità dell’offerta, contribuire alla salute del mare e sostenere chi lo rispetta.

«Avere un’etichetta chiara e completa, che ci dica dove e come è stato pescato un pesce è un diritto dei consumatori e un obbligo dei rivenditori», continua Maso. «Serve maggiore responsabilità da parte di tutti, commercianti e consumatori. Dobbiamo imparare a consumare meno e meglio, e a pretendere le informazioni che ci servono per farlo», conclude.

Leggi il report COME MUTA IL PESCE

Infografica_Greenpeace_report_muta_come_un_pesce.jpg

Published in Società

ROMA - Sono 7,2 milioni gli italiani che dichiarano di non potersi permettere un pasto adeguato (cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano) almeno ogni due giorni, anche se lo volessero.

Published in Società
Martedì, 06 Dicembre 2016 11:46

Crisi. Il 30% delle persone a rischio povertà

ROMA - Drammatico il rapportodell’Istat sulle 'Condizioni di vita e reddito - Anno 2015.

Published in Economia
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