L'eterno ritorno dell'esistenza

Sabato, 10 Maggio 2014 07:50

9. FINE (seconda parte)

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Il ritorno a casa fu un trauma, le cose e le persone che pensava di non rivedere più tutto ad un tratto si stavano interessando del suo fallimento. Orazio nel giro di due giorni arrivò nell’isola e da lì iniziò la sua schiavitù. Doveva lavorare tutti i giorni dalla mattina alla notte, aveva anche un letto dove poter svenire nelle poche ore di pausa. I colleghi erano la gente più di merda che avesse mai conosciuto in vita sua e se non fosse stato per Paz non ce l’avrebbe fatta. L’estate passò così, però, almeno, quando tornava a casa con le gambe distrutte e l’animo a pezzi, vedendo Paz trovava le forze per continuare. Venezia gli era sempre piaciuta, ma questa volta la odiava. 

Giovedì, 01 Maggio 2014 17:18

9. FINE (prima parte)

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“Orazio?” chiamò una voce al telefono. “Puedes pasar a la una de la tarde para trabajar?”, continuò la voce al telefono. Orazio stava per piangere dalla gioia, era una vineria della città vecchia che lo stava chiamando per proporgli di lavorare come cameriere. Era entusiasta, non sapeva cosa fare, chiamò Paz e le disse di passare subito da lui che aveva una cosa importante da dirle. Paz una volta che seppe la buona notizia era felice e più rilassata.

Giovedì, 24 Aprile 2014 20:20

Stanco (seconda parte)

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Orazio quasi ogni venerdì era nervoso, quella “fiesta” da bisogno iniziale era diventata un tormento. La gente durante la “fiesta” alla fine beve, beve, beve, consuma droga e in stati di non coscienza finisce con il rompere i coglioni agli altri. E perché Orazio doveva innervosirsi in questo modo? Chi lo obbligava?

Domenica, 13 Aprile 2014 15:04

8. STANCO (prima parte)

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Che brutta cosa è l’abitudine. Una persona se ne va per sempre e dopo un po’ di dispiacere e di malessere tutto comincia a passare e piano piano si ritorna alla vita di sempre, quasi dimenticandosi della persona che se ne è andata. Soffrire per poi dimenticare e ricominciare a soffrire.

Martedì, 08 Aprile 2014 06:39

7. IL CASO (terza parte)

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Che fare? Orazio era così, non sopportava le ingiustizie, a volte era un po’ idealista, altre volte non si poneva troppo nei panni degli altri, però alla fine il suo istinto lo rendeva libero. E l’amore allora? Orazio con Paz aveva capito che quando due persone stanno a guardarsi negli occhi per ore senza dire nulla allora possono dirsi innamorati. Orazio provò a parlare con Paz però lei non si voleva compromettere più di tanto, non si sbilanciava, non voleva soffrire. 

Martedì, 01 Aprile 2014 07:34

7. Il CASO *(seconda parte)

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Ma non si può nemmeno poi tanto pensare al futuro in questi termini. Le affezioni provocano questo sintomo di autodifesa dal dolore che porta ad invadere un po’ troppo la vita di un altro individuo. Ma chi può comandare i pensieri? Orazio aveva deciso di abbandonarsi agli eventi che la vita gli proponeva, cercava di comprendere sempre di più la parte differente dalla sua, l’altro.

Giovedì, 27 Marzo 2014 10:46

Il caso (prima parte)

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In Italia faceva un freddo terribile, la gente era tornata ad essere scorbutica e ad innervosire Orazio appena solo dopo dieci minuti dal suo atterraggio all’aeroporto di Bergamo. Lo aspettavano venti giorni di immersione nella sua precedente vita tanto amata. Orazio salutò così anche uno dei suoi unici amici rimasti al paese dove era nato e fu a visitarlo per qualche giorno.

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