Attenzione: con questo capitolo speciale “Pd. In fondo a destra” partecipa all'iniziativa  promossa dai Wu Ming #Tifiamoasteroide. Un contest letterario con scadenza il 16 giugno alle ore 16.00 che porterà alla realizzazione di un free ebook di short stories tutte con lo stesso finale: un asteroide che si schianta sul governo Letta. Chi vuole partecipare può scrivere al curatore della raccolta: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Come da qualche giorno, stamattina mi sono svegliato presto. L'abitudine, ma non devo andare a lavorare. Sono entrato in cassa integrazione. Doccia, caffè e poi a votare.

Dicono che la sinistra sia un elastico. Quando il partito principale si avvicna al centro, gli estremisti che si presentano soli alle urne raccolgono più voti. E lui, che si chiami Pci, Pds o Pd perde dei voti. Perde le elezioni. Ma non è così semplice.

Ogni Paese ha il suo regista di sinistra. Uno strillone delle gesta e dei drammi di uno spezzone di società. Michael Moore negli Stati Uniti holliwoodiani, Ken Loach nell'Inghilterra della regina e noi stretti attorno a Nanni. Un uomo dalla voce nasale, la cadenza lenta.

I Caaf sono intasati di persone che presentano il 730 e i moduli per l'Imu. I Centri per l'impiego staccano nuovi certificati di disoccupazione. Le aziende continuano ad indebitarsi per non chiudere. Io sono più di là che di qua. Prossimo alla cassaintegrazione. I miei eroi nel gioco dell'intrattenimento collettivo hanno sfoderato il nuovo tormentone dell'estate: “Presidenzialismo sì, presidenzialismo no”. Noi del Pd come al solito abbiamo dato qualche punto di vantaggio ai nostri avversari-alleati. Loro forti dei loro leader, noi divisi, ma ben disposti ad accettare qualsiasi compromesso. Non ne posso più.

Una cosa dovevano fare. L'hanno rimandata. La legge elettorale. Mentre i renziani provano il colpo Mattarellum, il mio Pd volta la faccia per l'ennesima volta ai suoi elettori. E bracetto braccetto con la destra ha deciso di tenersi il Porcellum sperando di riformare prima la Costituzione.

Quando ero un ragazzino cantavo Terra promessa:-Siamo i ragazzi di oggi, pensiamo sempre all'America. Guardiamo lontano, troppo lontano...

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