Piccioni e farfalle fanno la rivoluzione

Giovedì, 06 Novembre 2014 09:52

Capitolo 23. Neve a Primavalle

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E' il giorno tanto atteso. Siamo qui, dove tutto ha avuto inizio. In un lurido pub di legno a bere una birra scura che non è niente di che, ma che non possiamo più disprezzare. La saracinesca è tirata giù. L'ingresso secondario è controllato da uno zingaro, il locale è pieno. I ragazzi sono seduti a terra. Noè con la sua bella Anna. Amadou con la moglie e le bambine, il Conte con in braccio Rosetta, con l'unico sorriso in tutta la sala.

Costruire un piccolo governo del territorio è un'impresa molto difficile. Sa di governare, un po' di dominare. Ma anche di dirigere un'orchestra. Si parla di poltrone. Di sedie scottanti. Di posti chiave per aree tematiche a compartimento stagno. La legge elettorale prevede che si diano i nomi degli assessori e molto altro.

- Maurice, c'è posta. Per la famiglia Delemberte.

Madeleine mi mostra una busta bianca trovata vicino alla porta, mentre preparo la sacca per una partita di calcio organizzata da Noè. E' senza mittente, né timbro postale.

Martedì, 14 Ottobre 2014 12:47

Capitolo 20. Madeleine, la regina delle farfalle

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Madeleine si è addolcita. E' sempre stata una creatura indomabile e pulita. Intercettarla è stato il premio della mia vita, rincorrerla il fine di ogni mio sforzo. Vederla, il mio pieno di energie. Ascoltarla, la mia audizione universale. Il suo giudizio, le picconate ai miei palazzacci. Confrontarmici, le fondamenta dei miei sogni. 

Martedì, 07 Ottobre 2014 12:06

Capitolo 19. A lezione da un cattivo maestro

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Quando arrivo a scuola, mi basta guardare la facciata per sentirmi vivo: uno striscione, fatto di vecchie lenzuola, parte dal tetto e si srotola giù per mostrare la scritta “ITIS okkupato. Collettivo Liceo delle tecniche dell'uomo”. E accanto, e intorno, altre lenzuola, altri striscioni: “Io studio. Non mi esercito a lavorare”, “Mamma, cazzo, a scuola mi hanno fatto operaio”, “Disoccupato per disoccupato, voglio dire che qualcosa ho imparato”, “Diritto di studiare, diritto di sognare” e poi “A professo', domani non mi interroghi. Stasera leggo”.

Quel che incarna il Presidente uscente del Municipio è l'immagine del politico di professione. Già Dc, poi centrista alleato della destra, ora destra e basta. Un mestierante che non ha fatto carriera.

Martedì, 23 Settembre 2014 22:24

Capitolo 17. Il moderato di centro... commerciale

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Nei giorni successivi ci siamo riuniti in assemblea permanente al pub di legno del rapper per stilare il nostro manifesto politico. Il Circolo degli Scipioni ha letteralmente ridisegnato la propaganda dei nostri contendenti. Armati di pennarelli neri indelebili, i ragazzi hanno ritoccato i manifesti degli altri candidati, facendogli spuntare delle corna, annerendogli i denti davanti o aggiungendogli baffetti hitleriani. Non sono mancati cazzi giganti e scritte ironiche di risposta ai loro inviti a non votarmi: “Mejo 'na parola che 'na manganellata”, “Io voto chi cazzo me pare, te vota pe' 'sto cazzo”, “A buciardi! Maurice è vegetariano!”, “Piccioni e farfalle contro iene e sciacalli” e “Io analfabeta leggo Baudelaire, te che sei un genio conosci solo youporn”. 

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