ROMA - Sissi Drake è il nome d’arte che copre l’identità di una brava autrice, capace di una scrittura svelta e coinvolgente, che bene tratteggia questa storia hot tra una bella editor trentenne, londinese, ed il suo pigmalione del sesso, il gigolò Tucker Murray, al quale viene indirizzata da un’amica, per vedere se lui riuscirà a guarirla da una misteriosa frigidità, di natura sicuramente psicologica.

Published in Il libro

ROMA - Simone Perotti è uno scrittore italiano. Laureato in Lettere Moderne, dopo aver conseguito un master in Comunicazione è divenuto manager in aziende italiane e multinazionali,   continuando a scrivere racconti e articoli per riviste underground e a navigare come skipper e istruttore di vela.

Published in Letteratura
Sabato, 10 Maggio 2014 07:50

9. FINE (seconda parte)

Il ritorno a casa fu un trauma, le cose e le persone che pensava di non rivedere più tutto ad un tratto si stavano interessando del suo fallimento. Orazio nel giro di due giorni arrivò nell’isola e da lì iniziò la sua schiavitù. Doveva lavorare tutti i giorni dalla mattina alla notte, aveva anche un letto dove poter svenire nelle poche ore di pausa. I colleghi erano la gente più di merda che avesse mai conosciuto in vita sua e se non fosse stato per Paz non ce l’avrebbe fatta. L’estate passò così, però, almeno, quando tornava a casa con le gambe distrutte e l’animo a pezzi, vedendo Paz trovava le forze per continuare. Venezia gli era sempre piaciuta, ma questa volta la odiava. 

Giovedì, 01 Maggio 2014 17:18

9. FINE (prima parte)

“Orazio?” chiamò una voce al telefono. “Puedes pasar a la una de la tarde para trabajar?”, continuò la voce al telefono. Orazio stava per piangere dalla gioia, era una vineria della città vecchia che lo stava chiamando per proporgli di lavorare come cameriere. Era entusiasta, non sapeva cosa fare, chiamò Paz e le disse di passare subito da lui che aveva una cosa importante da dirle. Paz una volta che seppe la buona notizia era felice e più rilassata.

Giovedì, 24 Aprile 2014 20:24

Io amo scrivere

Ecco, l’ho scritto. Non lo avevo mai scritto prima. In quasi ventiquattro anni avrò scritto milioni di cose … appunti scolastici, numeri telefonici, bigliettini d’auguri per Pasqua, Natale, compleanni vari; ricette di ogni tipo che poi non ho mai realizzato. Però questa frase non l’avevo mai scritta.

Published in Lessico famigliare
Giovedì, 24 Aprile 2014 20:20

Stanco (seconda parte)

Orazio quasi ogni venerdì era nervoso, quella “fiesta” da bisogno iniziale era diventata un tormento. La gente durante la “fiesta” alla fine beve, beve, beve, consuma droga e in stati di non coscienza finisce con il rompere i coglioni agli altri. E perché Orazio doveva innervosirsi in questo modo? Chi lo obbligava?

“Nuvole d’ oro incoronavano la collina e I ruderi, e la dolcezza e il silenzio del mattino davano al tutto il paesaggio una serenità di cimitero. Il passato regnava ancora sul luogo; le ossa stese dei morti sembravano i suoi fiori, le nuvole il suo diadema.”.

Published in Il libro
Domenica, 13 Aprile 2014 15:04

8. STANCO (prima parte)

 

Che brutta cosa è l’abitudine. Una persona se ne va per sempre e dopo un po’ di dispiacere e di malessere tutto comincia a passare e piano piano si ritorna alla vita di sempre, quasi dimenticandosi della persona che se ne è andata. Soffrire per poi dimenticare e ricominciare a soffrire.

La scrittrice Kjersti Annesdatter Skomsvold ha presentato una riflessione sull'esistenza melanconica ma ironica allo stesso tempo

Published in Letteratura
Martedì, 08 Aprile 2014 06:39

7. IL CASO (terza parte)

Che fare? Orazio era così, non sopportava le ingiustizie, a volte era un po’ idealista, altre volte non si poneva troppo nei panni degli altri, però alla fine il suo istinto lo rendeva libero. E l’amore allora? Orazio con Paz aveva capito che quando due persone stanno a guardarsi negli occhi per ore senza dire nulla allora possono dirsi innamorati. Orazio provò a parlare con Paz però lei non si voleva compromettere più di tanto, non si sbilanciava, non voleva soffrire. 

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