Speech Art si vuole richiamare alle pratiche dialettiche nell’arte, alle tavole rotonde e ai talk. Speech Art gioca sull’assonanza col verbo spicciare, con l’idea di far ordine su un punto, mettendo in luce un pensiero. Ma senza troppo prendersi sul serio. Speech Art è una serie di parole sull’arte, si spera di senso compiuto. Speech Art è l’incontro con chi l’arte la sa fare o la sa leggere. Speech Art è uno sguardo sull’arte contemporanea a cura di Federica La Paglia

   Federica La Paglia

Federica La Paglia

Critico d'arte e curatore indipendente

Alle porte dell’apertura di ArtVerona, fiera di arte contemporanea, abbiamo incontrato la neodirettrice

Giovedì, 06 Aprile 2017 09:55

L’arte come mediazione e stimolo sociale

Il caso Piazza dell’Immaginario nelle parole della curatrice Alba Braza

L’arte ha spesso un peso che travalica il perimetro delle sue forme, ponendosi in relazione alla società anche in termini fattivi; le possibilità concettuali e formali possono essere molte, lo sappiamo, arte pubblica, arte relazionale, progetti partecipati, socially engaged art (come dicono gli anglofoni)…l’arte è una risorsa sempre, per chi la pratica e per chi la vive da spettatore, fruitore,  co-partecipatore.

Intervista al curatore Ángel Moya García

Fino al 2 ottobre è possibile visitare l’Abruzzo in un modo insolito, capace di stimolare nuove riflessioni sullo spazio naturale e sull’intimo spazio della spiritualità. 

A Maranola, sul Golfo di Gaeta, si rinnova il Festival di Arte Ambientale. Fino al 3 settembre

VENEZIA - A pochi giorni dalla chiusura della 56.ma Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, tentiamo di tirare le fila di quanto è accaduto in quest’ultima edizione, guardando al lavoro del curatore, alla ricerca di una chiave di lettura della contemporaneità non solo artistica e culturale ma anche sociale.

Brevi riflessioni su prosopopea, ignoranza, paura e balletti vari intorno ai nuovi direttori di museo

Che cosa è una libreria? 

La domanda sembra banale, ma se poi cammini per via della Reginella a Roma e vedi il Museo del Louvre, ti ricordi che il mondo è un posto senza confini e che per una volta pure un "semplice" negozio di libri non ha nulla di semplice. 

ROMA - La Capitale non ha un Assessore alla cultura da troppo tempo. La cosa ha dell’incredibile anche perché, nella paralisi generale, il Sindaco Marino - dopo le dichiarazioni sulla difficoltà di trovare un successore all’assessore Barca, a causa di un poco convincente stipendio di 3000 euro circa - decide di assumere ad interim l’incarico. Parliamoci chiaramente, la Capitale sta vivendo un periodo tra i più brutti della sua storia recente, è sommersa dalla spazzatura, la mobilità è in tilt (pure per la scelta di chiudere alcune strade intorno ai tanto amati Fori Imperiali), le attività culturali sono quasi paralizzate (al punto da far scappare pure gli sponsor privati, come è stato per l’Enel al MACRO), i mezzi pubblici sono sempre a singhiozzo, si aprono in continuazione voragini nelle strade … e il Sindaco decide di assumere pure un altro incarico.

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