ROMA - Al Teatro Dell’Angelo è in scena una spettacolo molto particolare, per un pubblico particolare:  parliamo di GIROTONDO di Arthur  Schnitzler, scrittore e medico austriaco di fine Ottocento, noto anche  per aver messo a punto un artificio narrativo, il cosiddetto monologo interiore, al quale fece spesso ricorso nelle sue opere per descrivere l’evolversi dei pensieri dei suoi personaggi. In realtà, la produzione di Schnitzler subì molto l’influenza di Freud: i due, infatti, si conoscevano bene, anche se non si frequentarono molto.

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ROMA - “Immaginate la vostra terra. Provate ora a immaginarla in silenzio, senza più colori, voci, profumi: deserta. Un silenzio irreale che avvolge e ovatta tutto. Sembra impossibile immaginare una Napoli vuota senza napoletani, una Roma vuota senza romani. Bene, settant’anni fa, in Dalmazia, in Istria e a Fiume questo è accaduto”.

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ROMA Taeko, un’elegante signora quarantenne, vive a Tokio, dove possiede un atelier di moda e conduce una vita agiata, dopo il divorzio, vissuto come una liberazione da un matrimonio asfittico.

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ROMA - Tutta colpa di freud- In uscita dal 23 Gennaio in tutti i migliori cinema italiani, è una commedia, diretta da Paolo Genovese, che si propone di ripetere e battere gli incassi del film “Immaturi” e del suo sequel “Immaturi il viaggio”.

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“Come è potuto accadere che  Craxi, il socialista sempre coerente, già capo del governo più duraturo della storia repubblicana, da dieci anni  dominatore della scena politica, non solo non sia riuscito a cogliere l’occasione storica per vincere il duello e chiudere la partita a sinistra, ma addirittura abbia perso tutto, se stesso e anche il PSI?”

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TRAMA - Will ha sempre sognato di diventare un grande attore, ma attualmente è famoso perché dà vita ad un grande coniglio verde in uno spettacolo per bambini. Neppure la vita familiare a dire il vero gli regala grandi soddisfazioni.

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ROMA - È “La Brocca rotta”, una commedia sugli abusi di potere, l’opera più divertente e riuscita del drammaturgo tedesco Heinrich von Kleist. Una pièce teatrale ambientata a Huisum, un villaggio olandese poco lontano da Utrecht, che mette in ridicolo i funzionari pubblici dell’amministrazione prussiana dell’Ottocento, corrotti e vessatori della classe contadina. E’ il giudice Adamo a incarnare il prototipo del giudice falso e depravato, che piega la giustizia alle proprie voglie.

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ROMA - “Tutto sua madre” racconta di Guillaume, un bambino il cui primo ricordo della mamma risale a quando aveva cinque anni. Allora lei lo chiamava a cena con i fratelli dicendo: "Ragazzi e Guillaume, a tavola!", e anche al telefono gli ripeteva "Ti abbraccio, mia cara".

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ROMA - Al Teatro delle Muse la Compagnia Stabile mette in scena una commedia di Eduardo Scarpetta, dal titolo: “L’amico di papà”, nella originalissima e personale riscrittura eseguita da Geppi Di Stasio, che ne ha curato anche la regia. 

L’idea originale di Scarpetta era quella di mettere in dubbio il valore stesso dell’amicizia (o presunta tale); almeno, laddove il “cosiddetto” amico (in buona o in mala fede?), per un eccesso di zelo dà il via a una serie di equivoci, che rischiano di mettere in crisi il vivere quotidiano di una agiata famiglia.  L’ospite  tanto atteso, acclamato e ospitato si rivela subito quanto meno scomodo e  invasivo. Per spiegare la figura di Felice Sciosciammocca, ovvero l’ospite, ci affidiamo alle parole allo stesso Geppi Di Stasio, che ci spiega: “Ma la buona fede di Felice è davvero al di sopra di ogni sospetto? Questo Scarpetta non ce lo dice, figuriamoci se sarò io a farlo. Ci piace, però, insinuare un dubbio che aggiunge un pizzico di sale all’azione”. E infatti, il personaggio di Felice, che ci restituisce Di Stasio, si colloca volutamente al confine tra la consapevolezza e l’ingenuità, a metà strada tra il santo e il demonio!

Nel complesso, abbiamo avuto modo di assistere a uno spettacolo che trae tutta la sua efficacia narrativa dal ritmo volutamente impresso a tutto il racconto drammaturgico e dalla forte caratterizzazione di tutti i personaggi. Una scelta registica che ci sentiamo di sottoscrivere pienamente: in caso contrario, il testo avrebbe mostrato sicuramente qualche limite di datazione. Invece, la velocità nella recitazione e l’eccesso, spesso caricaturale e farsesco, ci hanno restituito un’opera di notevole espressività, irrobustita, poi, dall’accresciuto spessore, che Di Stasio ha scientemente conferito ad alcuni personaggi di contorno, il cui ruolo si è invece parecchio arricchito. Da questo nutrito cocktail nascono una serie di piacevoli situazioni comiche, di gags, di spunti bel riusciti. “Una commedia – prendiamo ancora in prestito le parole di Di Stasiopermeata di quei pruriti che sono alla base dei nostri sensi. La chiave, però, non vuole essere mai pesante, mai troppo scollacciata, né troppo salace, forse solo un po’ ridicolizzatrice della condizione dell’essere umano di fronte al suo più forte istinto. Una realtà in cui la centrale maschera di Felice, dopo aver compiuto la sua nobile e devastante parabola, si defila con tutta la poesia dei personaggi indefiniti prima di essere incompiuti.” 

Veniamo ora ai singoli personaggi. Geppi Di Stasio si cala perfettamente nei panni di Felice, mentre il ruolo di don Liborio ovvero il papà, viene egregiamente interpretato da Rino Santoro. Al suo fianco spicca Wanda Pirol,  incisiva e frizzante nella parte di Angiolina, la moglie assai “trascurata” dal marito. Accanto a loro, abbiamo ammirato una brava Roberta Sanzò nel ruolo di Luisella, la cameriera ciociara, segretamente coniugata con Ciccillo, finto accordatore di pianoforti,  abilmente interpretato da un credibile Antonio Lubrano

Tra i personaggi cosiddetti “minori” (divenuti invece di grande rilievo, nella versione Di Stasio), abbiamo apprezzato Lino Mandile, bravo e misurato nel difficile ruolo di Pasqualino, il cameriere gay, Susy Pariante decisa e grintosa nei panni della figlia Marietta, a sua volta innamorata di Ernesto, un appassionato motociclista cui dà vita un ottimo Nunzio Della Marca. Infine Claudio Veneziano veste gli abiti... anzi il camice del divertente dott. Panfilo, mentre  il ruolo di Bettina, una sedicente corteggiata da Don Liborio, è affidato a Marisa Carluccio.

Uno spettacolo da vedere!   

 

 

Teatro Delle Muse -  fino al 2 febbraio 2014  

Via Forlì 43, Roma  -  tel. 06.44233649 o 06.44119185  

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