Giovedì, 18 Aprile 2013 09:07

Aeroporto di Fiumicino, la fabbrica di precarietà. Domani sciopero nazionale USB

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ROMA - E’ stato definito una fabbrica di precarietà, un tempo era la patria del posto di lavoro sicuro. Ancora oggi l’aeroporto di Fiumicino rappresenta uno dei più significativi distretti industriali del paese e con circa 37 milioni di passeggeri (fonte Enac) il principale aeroporto italiano in cui si è registrata una forte crescita del traffico internazionale.


Anche il traffico cargo, risulta essere considerevole ;per un totale di 152 mila tonnellate nel 2011, attesta l’area del centro, la seconda più importante in termini di volumi complessivi.  
Il Leonardo da Vinci è l’unico aeroporto del paese che per caratteristiche quantitative e qualitative di traffico e per la posizione di porta mediterranea d’accesso intercontinentale, si confronta con i più grandi aeroporti nel mondo.

Tuttavia, questa importante filiera produttiva è diventata indiscutibilmente un luogo, dove si concentra un numero preoccupante di licenziamenti, cassa integrazione e precarietà.
Infatti, la crisi economica europea sommata all'assoluta deregolamentazione del sistema aeronautico italiano, ha reso le aziende del settore particolarmente esposte.

“Il privato e le privatizzazioni in aeroporto hanno avuto un effetto di peggioramento delle condizioni di lavoro, retributive, contrattuali, espellendo migliaia di lavoratori con contratti a tempo indeterminato e sostituendoli con quelli a tempo determinato a condizioni contrattuali più convenienti e meno costose per le aziende- dichiara Mauro Mastrostefano rsa USB Alitalia Cai- nell’area handling sono state create una miriade d’imprese che si fronteggiano giornalmente per accaparrarsi i sevizi alle compagnie aeree, facendo gare al ribasso e recuperando poi i saggi di profitto sulla compressione del costo del lavoro e a scapito della sicurezza- continua Mastrostefano- il recente incidente mortale avvenuto in pista è la prova della fondatezza delle nostre critiche ad un sistema che non è più in grado di generare un euro di ricchezza con il conseguente rischio di chiusura del 50% delle società che operano nel trasporto aereo, come  dichiarato anche da Vito Riggio  Presidente Enac ”

A partire dal 2008 con il fallimento della “vecchia” compagnia di bandiera Alitalia, che ha lasciato a tutt’oggi ancora oltre 4000 lavoratori, per la maggior nel territorio laziale, senza lavoro, l’emorragia occupazionale non si è mai fermata, dal vettore principale fino ad arrivare alle società di Handlers e all’indotto, continua la perdita di posti di lavoro, precarietà, cassa integrazione e mobilità interessano migliaia di dipendenti tra società ed indotto.
I lavoratori vivono condizioni di lavoro ogni giorno più precarie con condizioni sempre più insostenibili, anche, a fronte di salari sempre più bassi.

“Mai come nel settore aeroportuale l’utilizzo del precariato è stato così vasto- continua il delegato USB- abbiamo assistito in questi ultimi anni ad un aumento vertiginoso di contratti part-time a termine sempre più vergognosi che ledono giornalmente la dignità dei lavoratori e la loro professionalità”

Proprio l’USB ha dichiarato uno sciopero nazionale per il 19 aprile indetto per il rinnovo del contratto, scaduto dal 31 dicembre 2011 “per gli insufficienti livelli di sicurezza sulla tutela del personale nei settori di terra; contro la cessione e l'appalto di attività a terzi in presenza di applicazione di cassa integrazione e mobilità: contro la sistematica demolizione delle normative, dei diritti e dell’occupazione e contro gli accordi applicati in modo unilaterale; per sconfiggere la mancanza di democrazia nei posti di lavoro”

Allo sciopero aderiscono tutti i lavoratori di Alitalia Cai che incroceranno le  braccia su tutto il territorio nazionale con le seguenti modalità: personale navigante e personale di terra turnista, 4 ore dalle 12.00 alle 16.00; personale non turnista, 4 ore a fine turno.

 
“ Perché ai lavoratori aeroportuali non interessa andare in paradiso, interessa cambiare ‘l’inferno’ che abbiamo qui”

L’USB denuncia il comportamento di Alitalia

"Anche in questa occasione l'azienda  in aperta violazione delle normative relative al contingente minimo di personale in servizio durante gli scioperi, ha proceduto a comandare una percentuale abnorme di lavoratori, molti dei quali si trovano per la seconda o terza volta consecutiva nella lista di coloro ai quali viene impedito di scioperare. Su questo tema sono già state inviate due comunicazioni alla Commissione di Garanzia, con le quali si chiede un intervento deciso nei confronti dell’azienda. L’USB ritiene che prevalga l’esercizio del diritto di sciopero rispetto alla pretesa dell’azienda di negarlo" 

 
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