Martedì, 10 Giugno 2014 19:16

Alitalia Etihad, ricomincia il ricatto. Se volete salvare l'azienda via i lavoratori

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ROMA - Fanno davvero rabbrividire le parole del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che sulla vicenda Alitalia afferma: "la scelta è tra una prospettiva di crescita oppure la chiusura". E poi: "Il primo passo - ha aggiunto - sarà la presentazione del piano industriale. Dobbiamo giudicarlo insieme se è occasione di rilancio. Se sì, dobbiamo correre per chiudere l'accordo. In questa cornice si affronterà la questione dei lavoratori, gli strumenti ci sono".

Viene veramente da chiedersi se Lupi abbia un minimo di conoscenza sulla tribolata vicenda che gli ex dipendenti Alitalia stanno ancora pagando sulla loro pelle, perché la storia dovrebbe avere una funzione didattica affinché non si commettano gli stessi errori del passato. Invece in pochissimo tempo siamo ripiombati in quel famigerato 2008, quando qualche lavoratore alzava in segno di protesta un cappio per denunciare il suicidio economico che si stava compiendo. Prima si doveva salvare una presunta  italianità, adesso va salvata la compagnia e, in entrambi i casi, ad essere sotto scacco sono sempre i lavoratori. 

Immediata la replica di Susanna Camusso: "Alitalia non può subire un nuovo taglio. Domani chiederemo al governo qual è il piano industriale e quali sono i terreni di sviluppo. Si continua ad accentuare l'idea che ci siano esuberi e questo porta a pensare che non sia vero che ci sia un piano di sviluppo ma piuttosto una idea di tagli delle attività". E poi: «Vogliamo capire esattamente quale sia il piano industriale - ha detto Camusso - e andremo a ribadire che ci sono strumenti per distribuire il lavoro senza buttare fuori nessuno». 

Secondo Camusso, l'ad della compagnia aerea, Del Torchio, non ha fatto bene a parlare di esuberi invece che di investimenti: se ci sono esuberi vuol dire - ha concluso - che c'è riduzione di attività. 

Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni "bisogna trovare una soluzione agli eventuali esuberi Alitalia. In una situazione di crisi e di disoccupazione alta, aggiungere altri disoccupati è un problema serissimo. «Bisogna fare di tutto - ha sottolineato Bonanni  - per dare garanzie alle persone e dopo uno stand by momentaneo vedere come riorganizzare e ricollocare le persone per dare loro prospettive». 

"I sindacati vogliono conoscere il piano industriale di Alitalia e andare a fondo sulla questione degli esuberi, per evitare la perdita di posti di lavoro", ha sottolineato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.  «Voglio rassicurare - ha detto Angeletti -  che il sindacato tutto lavora per salvare l'azienda e non certo per farla chiudere e perdere migliaia di posti di lavoro».  «Noi abbiamo il diritto-dovere di verificare se, quanti e perchè, ci sono degli esuberi; bisogna discutere su come si affronta il problema perchè nessuno resti per strada».  

Anche l'Usb non ci sta alle dichiarazioni di Del Torchio relative all'ineluttabilità dei 2.200 esuberi che “devono lasciare l'Azienda”, rischiando di rendere ingestibile la situazione non solo in Alitalia ma anche in tutto il Trasporto Aereo. In attesa di comunicazioni ufficiali, e della riunione convocata il 12 giugno in sede Assaereo, l’USB ribadisce ancora di più la propria posizione: “Esuberi Zero” ed una gestione solidale, equa e trasparente delle categorie che stanno affrontando vertenze drammatiche - in Alitalia, Meridiana, Groundcare e nel resto del settore - che vada in direzione opposta a quella che ha prodotto i disastri nella nefasta vertenza del 2008, in occasione del fallimento di Alitalia/Lai.

"In tal senso, precisa l'USB in una nota - la situazione è aggravata ulteriormente dal rincorrersi di voci, anche se smentite, in merito a contatti ufficiosi tra ministero dei Trasporti ed i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. Sarebbe incomprensibile che gli stessi che, nella migliore delle ipotesi, hanno assistito passivamente al disastro in atto fossero insigniti dal titolo di dottori chiamati a risanare nuovamente il malato". Secondo l’USB, chi ha permesso che i lavoratori Alitalia diventassero un'altra volta carne da macello per l'acquirente di turno dovrebbe avere un atteggiamento ben diverso.

L’USB è pronto a fornire una serie di proposte e priorità per affrontare la questione Alitalia e quella dell'intero Trasporto Aereo e a difendere con tutti i mezzi possibili e impossibili la dignità dei lavoratori contro chiunque tenti un nuovo insostenibile scempio.  Nel frattempo sempre l' USB ha convocato per il prossimo 17 giugno assemblee aperte a tutto il personale a Fiumicino, presso la sala mensa, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.00.

Chiesta audizione del Ministro Lupi

"Sul futuro di Alitalia è necessario che ci sia un confronto chiaro in Parlamento. Per questo ho chiesto ed ottenuto la convocazione in Commissione, nel più breve tempo possibile, del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi", ha dichiarato Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Trasporti a Palazzo Madama. «Comprendiamo perfettamente la complessità di una trattativa così delicata - continua - ma non vorremmo trovarci davanti a un fatto compiuto e a scelte prese solo nell'interesse degli azionisti privati e delle banche creditrici. Ci sono molti posti di lavoro in ballo, chi sarà costretto a lasciare l'azienda pagherà il prezzo più alto, ma noi vogliamo capire bene anche il piano industriale e a quali prospettive concrete di rilancio punta. Non vorremmo trovarci di nuovo - conclude Filippi - nella situazione di sei anni fa».  

 

Alessandro Ambrosin

direttore responsabile

www.dazebaonews.it

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