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Lunedì, 13 Ottobre 2014 18:26

Fiat se ne va e diventa Fca. I lavoratori restano in cassa integrazione

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ROMA - Oggi, dopo 115 anni,  sulla facciata del Lingotto campeggia la bandiera bianca con la scritta Fca, ovvero Fiat Chrysler Automobiles. «Da oggi si chiude un pezzo della storia industriale del nostro Paese: Fiat italiana e torinese non esiste più. Oggi nasce una multinazionale apolide e più lontana dall'Italia e gli auguri di Marchionne all'Italia sono auguri lontano dai lavoratori, 'occhio non vede cuore non duole». E' quanto afferma il responsabile nazionale Lavoro di Sel, Giorgio Airaudo.

«Si chiude una storia lunga 115 anni che ha visto Torino e l'Italia protagoniste nel settore automobilistico e nasce un nuovo gruppo con sede a Londra ma sottoposto alla legislazione olandese le cui assemblee si terranno ad Amsterdam e non più a Torino- aggiunge- In poche parole la Fiat cambia pelle e va a Wall Street ma a Mirafiori i lavoratori italiani restano in cassa integrazione. Infatti i lavoratori non si quotano».

Per la rappresentanza sindacale negli stabilimenti Fiat «è necessario sanare subito il vulnus dell'assenza degli Rls», afferma invece Michele De Palma, coordinatore nazionale Fiom-Cgil per Fca e Cnh, dopo che questa mattina «si è tenuto un incontro con l'obiettivo di superare il vuoto di rappresentanza perpetrato dalla firma del Ccsl (contratto aziendale, ndr) a oggi, nonostante la sentenza della corte costituzionale».

«Nel corso dell'incontro - spiega De Palma in una nota - la Fiom ha ribadito la necessità di arrivare all'elezione proporzionale dei delegati e degli Rls, ma fin da subito deve essere sanato il vulnus della mancanza degli Rls della Fiom in tutti gli stabilimenti dei gruppi, visto che ai lavoratori, ancora oggi, è negato il diritto ad avere gli Rls della Fiom negli stabilimenti Fca e Cnh». La Fiom, aggiunge il sindacalista, «nel corso dei mesi scorsi ha sottoposto al voto dei lavoratori la carta rivendicativa, approvata dalla maggioranza, con la proposta della nostra organizzazione sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro».

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