Mercoledì, 15 Ottobre 2014 15:24

Istat. Siamo in piena recessione, anche peggio

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ROMA - C'è poco da essere ottimisti. Il Pil italiano non cresce dalla metà del 2011, con una recessione ormai triennale che è la più lunga dagli anni settanta. L'Istat ha rivisto, infatti, le stime congiunturali sul Pil degli ultimi anni, in base al sistema di calcolo Sec 2010, e i dati mostrano dei cambiamenti rilevanti. Nel quarto trimestre del 2013 non c'è stata l'inversione di tendenza di +0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (indicata nelle stime dei mesi scorsi), ma un calo dello 0,1%. 

Il Pil quindi non è mai tornato a crescere dal 2011, anno in cui ad aprile-giugno ha segnato un +0,1%, e ha inanellato così una lunga serie di 12 trimestri senza incrementi: 10 negativi e 2 trimestri a crescita zero (il terzo del 2013 e il primo del 2014). La recessione del 2008-2009 è stata più profonda, con un calo del Pil più pesante, ma una crisi così lunga come quella degli ultimi tre anni non si vedeva dagli anni settanta, ovvero da quando ci sono stime sul Pil comparabili. 

La domanda nazionale, sottolinea l'Istat, al netto delle scorte ha fornito un contributo nullo alla crescita del Pil: +0,1 punti percentuali i consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private, -0,2 gli investimenti fissi. La dinamica delle scorte «ha contribuito negativamente alla variazione del Pil (-0,3 punti percentuali), mentre l'apporto della domanda estera netta è stato positivo per 0,1 punti percentuali». 

Nel secondo trimestre «ci sono stati andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto di tutti i settori: industria -0,5%, servizi -0,1% e agricoltura -1%. In termini tendenziali, il valore aggiunto delle costruzioni è diminuito del 2,3%, quello dell'industria in senso stretto dello 0,4%, quello dell'agricoltura dello 0,6% e quello dei servizi dello 0,1%». 

Ad aprile-giugno, aggiunge l'istituto di statistica, il Pil è aumentato su base trimestrale dell'1% negli Stati Uniti e dello 0,9% nel Regno Unito, è rimasto stazionario in Francia mentre in Germania ha avuto un calo dello 0,2%. Nel confronto annuo c'è stato un aumento del 3,2% nel Regno Unito, del 2,5% negli Stati Uniti, dell'1,3% in Germania e dello 0,1% in Francia.

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