Sabato, 01 Novembre 2014 15:09

Cgil. Oltre un milione di lavoratori in cassa integrazione, la metà a zero ore

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Il governo liberista impone austerità, il Paese precipita in una spirale di crisi, recessione e deflazione

ROMA - Arrivano implacabili i dati contenuti nel rapporto dell’Osservatorio Cig della Cgil, basato sulle  rilevazioni dell’Inps fatte tra gennaio e settembre. In pratica a settembre tornano a salire le ore di cassa integrazione richieste (+43,86%) pari a 104 milioni. Da gennaio a settembre oltre q milione di lavoratori sono finiti in cassa, di questi più della metà, ovvero 525.000, a zero ore. In media il reddito degli addetti è sceso pro capite di 5.900 euro da inizio anno pari a una perdita di oltre 3,1 miliardi.  

La richiesta di cassa ordinaria aumenta in modo considerevole sul mese precedente (+265,84%, con 21.603.504 ore autorizzate), ma mantiene una tendenza a diminuire (-32,11% su nove mesi). La cassa integrazione straordinaria cresce del 16,4% su agosto (64.319.661 ore) e del 78,64% su nove mesi. Si inverte una tendenza sulla cassa in deroga: se fino ad agosto le ore concesse sono state in diminuzione rispetto ai mesi del 2013, a settembre è tornata a salire (+61,93%, con 18.544.345 ore), indicando che in relazione ai finanziamenti stanziati resta una forte sofferenza e permane l’incertezza per quanto riguarda l’anno in corso. 

Secondo il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, “continua inesorabile a gravitare tra le 80 e 90 milioni di ore mese la richiesta di ore di cassa, così come avviene ininterrottamente da gennaio del 2009. La proiezione di questi dati ci dice che anche il 2014 sfonderà la quota di un miliardo di ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, così come accaduto nel 2010 e nei due anni passati, per arrivare a 6 miliardi e mezzo di ore di cig in sette anni di crisi. Un segnale evidente e inequivocabile di una crisi strutturale, come emerge anche dalla crescita esponenziale della cassa straordinaria”. 

Per la dirigente sindacale, quindi, “mentre il governo, con una prova di forza, approva la riforma del lavoro, rispettando quella strategia di austerità e di liberismo che solo qualche mese fa additava come il male europeo, il paese precipita in una spirale di crisi, recessione e deflazione. Il lavoro, e non le sue regole, da difendere e creare: questa la linea che il governo deve seguire per offrire al paese una prospettiva, una vera prospettiva di cambiamento positivo. Ed è questo il messaggio che porteremo in piazza a Roma il 25 ottobre. Questa la richiesta che faremo vivere e crescere anche nei prossimi mesi”.

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