Giovedì, 20 Novembre 2014 16:47

Scontrini e ricevute fiscali non servono per combattere l’evasione fiscale

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VENEZIA - L’annuncio era stato fatto nei giorni scorsi dal nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. Oggi, anche il Premier Renzi l’ha ribadito: è giunta l’ora di eliminare definitivamente gli scontrini e le ricevute fiscali. Una notizia che incontra il favore del segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi: “Finalmente si è capito che scontrini e ricevute fiscali non servono per combattere l’evasione fiscale.

Nonostante il battage mediatico che hanno suscitato, i blitz fatti dagli uomini del fisco sono serviti a poco. In verità lo sapevamo da un pezzo: già nel lontano 1996, l’allora ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, sottoscrisse un protocollo di intesa con le Associazioni di categoria degli artigiani e dei commercianti che prevedeva, successivamente all’entrata a regime degli studi di settore, il superamento della valenza fiscale sia dello scontrino sia della ricevuta fiscale.”.

Secondo la CGIA, l’eventuale abolizione di scontrini e ricevute trova una sua “giustificazione”  anche dalla lettura dei risultati emersi dall’attività di contrasto all’evasione effettuata dagli uomini del fisco.

Negli ultimi 3 anni, ad esempio, oltre il 70 per cento dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla emissione di scontrini e ricevute fiscali ha dato esito negativo. Vale a dire che baristi, fruttivendoli, idraulici, carrozzieri, falegnami, commercianti, etc., – contrariamente a quanto sostenuto dalle campagne denigratorie a cui sono periodicamente sottoposti -  gli emettono regolarmente. Solo il 30% circa di queste categorie è incorso nelle sanzioni comminate dalle Fiamme Gialle.

“Ricordo – prosegue Bortolussi - che questi interventi non sono casuali, ma ben mirati e tesi a colpire soggetti potenzialmente a rischio.  Il fatto che 7 su 10 siano regolari conferma la nostra tesi: la stragrande maggioranza dei soggetti conosciuti al fisco rispetta le disposizioni previste dalla legge”.

Le affermazioni rilasciate dal Premier Renzi lasciano comunque intravvedere una grossa novità che potrebbe modificare radicalmente la  strategia di contrasto all’evasione da parte del fisco.

“Pare di capire che l’Amministrazione finanziaria  – conclude Bortolussi – concentrerà maggiormente l’attività contro l’evasione/elusione fiscale non tanto su baristi o i pizzicagnoli, ma soprattutto verso quei soggetti che sono completamente sconosciuti al fisco e sulle grandi aziende che da anni hanno trasferito la sede nei Paesi a fiscalità privilegiata. Soggetti, questi ultimi, a cui è riconducibile la gran parte dei 91 miliardi di euro di evasione presente nel nostro Paese.”   

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