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Venerdì, 21 Novembre 2014 16:28

Uil. Barbagallo e' il nuovo segretario generale. Non obbediremo a Renzi

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ROMA  -  Dopo 14 anni alla guida della confederazione, Luigi Angeletti ha passato il testimone a Carmelo Barbagallo, che e' stato al suo fianco dal 13 giugno del 2000 ricoprendo la carica di segretario organizzativo e, dal gennaio scorso, quella di aggiunto.

Barbagallo e' stato eletto all'unanimita' dal consiglio federale al termine del XVI congresso nazionale, dedicato al tema del lavoro. Nato a Termini Imerese (Palermo), 67 anni, sposato e con due figli, il nuovo leader della Uil e' il protagonista dell'avvio della riforma organizzativa della confederazione. I cambiamenti del sindacato di via Lucullo non si limitano tuttavia al modello organizzativo. Il mutamento di linea politica risulta evidente con la decisione di scioperare il 12 dicembre insieme con la Cgil dopo anni di alleanze e accordi anche separati con la Cisl, che invece non ha aderito alla protesta contro le misure del Governo su legge di stabilita' e Jobs act. Lo sciopero generale e' il biglietto da visita che Barbagallo ha voluto idealmente consegnare al premier Matteo Renzi, verso il quale non sono mancati accenti polemici e critiche molto pesanti. Una sorta di record: lo sciopero come primo atto politico per contrastare i provvedimenti dell'esecutivo, che secondo la Uil penalizzano lavoratori e pensionati e non fanno uscire il Paese dalla crisi.

Dalle sue prime parole come segretario generale, Barbagallo ha fatto capire come sara' la nuova Uil. Dialogo continuo con Cgil e Cisl perché l'unita' sindacale rafforza il mondo del lavoro, minacciato dalla recessione e soprattuto da una delega che "grida vendetta" e caratterizzata piu' da "tutele calanti" che crescenti. 

"Non siamo innamorati dei tabu'", ha detto. L'articolo 18 e' tuttavia un "deterrente ai licenziamenti illegittimi". A Renzi e alla Cisl di Annamaria Furlan ha replicato che "c'erano tutte le motivazioni per fare lo sciopero generale". Barbagallo e' convinto che oggi "non possiamo permetterci di fare mediazioni al ribasso". Lascia pero' uno spiraglio aperto. Dipendera' tutto dal presidente del consiglio: "Ci stupisca, si inventi una scusa per farci evitare lo sciopero. Mancano 21 giorni, fino all'ultimo aspettero' che il Governo proponga un tavolo per una soluzione alle nostre proposte". Il messaggio a Renzi e' chiarissimo. "Ha in testa un progetto e pensa che noi dobbiamo obbedire - ha affermato - ma questo non sara' mai. E' un cantastorie. Sono seriamente preoccupato, non so se intenda abolire il consiglio dei ministri visto che non li fa nemmeno parlare".

Il "prete", questo il soprannome che gli avevano dato in fabbrica "perché parlavo con tutti e ascoltavo tutti", non ha risparmiato critiche neanche al presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che sull'articolo 18 "ha fatto una 'squinzata' a 180 gradi per far infuriare Landini". Non sono inoltre mancate parole di ringraziamento per Angeletti. "Grazie Luigi per quello che hai fatto - ha aggiunto - io e Luigi non siamo mai stati divisi". Il suo primo atto e' stato quello di nominare la nuova segreteria, passata da 10 a 8 componenti con l'ingresso di due

donne.

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